Arriva dall’Uncem Piemonte la targa “Borghi Alpini” a molti comuni della Valsusa, Val Sangone e Alta Val Chisone Un marchio che certifica l'impegno dei Comuni per la rigenerazione del patrimonio edilizio, architettonico, culturale e naturale nei borghi di montagna

Cesana Torinese - La fontana del ThuresCesana Torinese - La fontana del Thures

TORINO –  Recuperare i borghi alpini del Piemonte sembrava impossibile. Dopo decenni di abbandono, di nuove – e spesso scriteriate costruzioni – il tema del recupero non era considerato. Né sui territori, né nei palazzi torinesi. L’Uncem Piemonte, e prima ancora, alcuni virtuosi e lungimiranti sindaci, ci hanno creduto. Nella scorsa programmazione del PSR Regionale è nata una misura apposita per la rivitalizzazione dei villaggi, che ha erogato 35 milioni di euro di fondi pubblici, sono stati fatti progetti, alcuni dei quali si stanno concretizzando.

Oggi Borghi Alpini  diventa un marchio certificato da un cartello stradale: a realizzarlo è sempre  Uncem, all’interno del programma di valorizzazione dei villaggi e delle borgate alpine, attivo da cinque anni. Le nuove targhe stradali sono state consegnate ieri a Cortemilia all’interno del convegno “Dare valore ai borghi e al patrimonio culturale delle aree interne” a 100 Sindaci di Comuni montani del Piemonte.

Il cartello stradale dei Borghi Alpini – 60 x 40 cm, in alluminio e nel rispetto del Codice della Strada e degli standard di sicurezza vigenti – è stato ideato da Uncem per garantire la massima visibilità per gli interventi di riqualificazione e rivitalizzazione delle borgate finora realizzati, per quelle amministrazioni che stanno approntando i piani di recupero e studi sul reinsediamento, per le borgate che potrebbero beneficiare di ulteriori risorse pubbliche, per le borgate inserite dalle Unioni montane nei “Piani di sviluppo sovracomunali” della misura 7.1.1 del PSR 2014-2020, per i Comuni che stanno sviluppando progetti grazie a partenariati privati con imprese, cittadini, professionisti e investitori.

Un marchio – da installare all’ingresso dei borghi – che certifica l’impegno dei Comuni, con il lavoro degli Enti, dei privati, dei professionisti, di investitori, di associazioni e imprese, per la rigenerazione del patrimonio edilizio, architettonico, culturale e naturale nei borghi, frazioni (dalle cinque alle cinquanta case) e interi paesi, rinati negli ultimi dieci anni grazie a importanti investimenti.

L’iniziativa dei cartelli stradali è stata possibile grazie al progetto europeo CRinMA, nato con il programma transnazionale Interreg Europe, volto alla valorizzazione del patrimonio culturale, architettonico e naturale dei territori rurali.

Il Progetto CRinMa – Risorse culturali nelle aree montane

Acronimo delle parole inglesi Cultural Resources in Mountain Areas ovvero  Risorse culturali nelle aree montane, il progetto che ha come partner principali Uncem e l’omologo europeo AEM, Association Européenne des Elus de Montagne, ha come obiettivo la protezione del patrimonio culturale nelle aree montane. Elemento  di vitale importanza per garantire la diversità culturale dell’Europa e salvare le tradizioni e le tradizioni locali per le generazioni successive. Un settore  spesso trascurato e le comunità locali hanno insufficienti potenzialità e fondi per garantire l’uso sostenibile del patrimonio culturale. Pertanto, dovrebbe essere fornito un maggiore sostegno a livello regionale. Lo scopo di CRinMA è quello di migliorare le politiche regionali al fine di fornire un migliore supporto alle aree montane con risorse culturali immateriali e tangibili.

I partner di CRinMA hanno deciso di concentrarsi sulle zone di confine con le montagne, supponendo che molte delle sfide siano simili in un’unica area geografica su entrambi i lati del confine o dei confini. Tutte le regioni CRinMA sono ammissibili in almeno un programma Interreg transfrontaliero e affrontano sfide tipiche per le zone di confine

Gli interventi di Uncem e dell’Assessore Regionale Alberto Valmaggia

Anche Lido Riba Presidente Uncem Piemonte sottolinea il risultato raggiunto: “Il patrimonio edilizio abbandonato, nelle nostre vallate, può tornare a vivere, a essere recuperato con interventi importanti, capaci di veicolare nuovi residenti e turisti, nuove imprese, nuove economia e socialità.

Il Piemonte ha mostrato di essere ancora una volta una regione apripista in questa direzione, un modello per l’Italia. Negli ultimi dieci anni sono maturati grandi investimenti, pubblici e privati, nel recupero dei centri storici e delle borgate montane. In molti casi, il lavoro si è dovuto scontrare con la mancanza di fondi e finanziamenti, con troppa burocrazia, mentre in alcune situazioni è stato determinante l’intervento di privati che hanno scelto di acquistare e riqualificare interi borghi, come è avvenuto negli ultimi trent’anni nel Chianti, nell’entroterra ligure, nelle Langhe, in Abruzzo.

Le attuali agevolazioni fiscali del 65% (efficienza energetica) e del 50% (ristrutturazioni) ci vengono in aiuto: è importante un’azione politica sul Governo e sul Parlamento, affinché questi incentivi al recupero e di conseguenza al blocco del consumo di suolo vengano mantenuti.  Nel 2018 si apriranno due nuovi specifici bandi del Programma di sviluppo rurale, per gli Enti locali, volti alla rivitalizzazione dei villaggi alpini: un risultato che abbiamo ottenuto con un impegno di tutto il sistema-montagna piemontese. Servono risorse per interventi strutturali e globali dei borghi, selezionando le migliori opportunità lungo le vallate alpine, dando vita ad alberghi diffusi, aziende agricole multifunzionali, piccole imprese del settore turistico-ricettivo e artigianale, ma anche spazi per il co-working e per nuove professionalità”.

Impegno confermato anche dall’Assessore alla Montagna della Regione Piemonte Alberto Valmaggia: “Il PSR stanzia risorse importanti per i Comuni. C’è un grande impegno della nostra Regione. Ci inseriamo in un percorso europeo per poter utilizzare bene in particolare le risorse del programma Interreg Alcotra, con la cooperazione Italia-Francia che muove passi veloci e decisivi. Ma già siamo concentrati sui nuovi fondi strutturali, sul nuovo PSR, la cui costruzione è iniziata”.

I Comuni delle Valli Susa e Sangone e Alta Val Chisone che hanno ottenuto il riconoscimento

Nell’elenco dei Comuni delle nostre Valli, spicca ovviamente il Comune di Usseaux, che già di riconoscimenti a partite da quello dei Borghi Più belli d’Italia, ne ha colleziona da anni. Frutto di una politica per la riqualificazione sull’intero territorio Comunale e dei suo borghi iniziata da anni e portata avanti dai tre sindaci che si sono susseguiti nelle ultime legislature, tanto fa fanre ormai un comune modello di riferimento, insieme anche a Ostana in Valle Po.

Ma per progetti di riqualificazione sono entrati in lista anche ad esempio le certose di Banda e Montebenedetto a Villar Focchiardo, Bruzolo per i Bigiardi, Argiassera e Richettera di Bussoleno, Condove con tutte le sue innumerevoli borgate montane, Case Mandria di Caprie, Borgata Favella e Bertolera di RubianaCesana per il Lauzet, Bousson, Thures, Ruilles e Fenils, Bardonecchia per Melezet , Les Arnauds , Rochemolles e Millaures, Gravere con La Losa, Bastia e il progetto Alteretto, le borgate alpine della ValSangone di Coazze e Giaveno e Bourcet di Roure, Fenestrelle e Pragelato in Alta Val Chisone.

Co me dice il Professor Antonio De Rossi nel suo best seller in due volumi “La Costruzione delle Alpi” “Se per Carlo Mollino l’architettura alpina, in pieno Novecento, era un “filtro” capace di trasformare i cittadini in sciatori, ora tocca alla nuova alla nuova architettura di montagna tradurre in pratica concreta i nuovi temi delle Alpi come territorio dell’abitare”. E i sindaci – se ne ne hanno capacità – con imprese e professionisti della montagna ne sono il motore: perché senza bellezza non c’è economia tantomeno quella turistica.21557946_10154987870167379_7793420118588995985_n