Arriva la banda larga nelle scuole? Una proposta dell’ANCI 90 milioni di euro per 39 mila edifici scolastici non ancora coperti da internet veloce

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TORINO – Un voucher regionale per gli edifici pubblici che intendano adeguarsi alla banda larga, sulla scorta di un’analoga iniziativa intrapresa del governo per le strutture scolastiche. Non una provocazione ma una vera e propria necessità rappresentata, in queste ore, dall’ANCI Piemonte in una lettera inviata al vicepresidente della giunta regionale, Aldo Reschigna, e all’assessore all’innovazione, Giuseppina De Santis.

L’associazione dei comuni piemontesi chiede ufficialmente che Palazzo Lascaris si faccia carico della proposta all’indomani dell’approvazione, da parte del CIPE, della delibera che stanzia 1,3 miliardi di euro per il completamento del Piano Banda Ultralarga, 90 milioni dei quali destinati a 39.000 edifici scolastici non ancora coperti da internet veloce. Nel caso di specie, il governo prevede di assegnare voucher da 1.000 euro agli istituti raggiunti dalla fibra ottica ma non ancora connessi e la somma è destinata ad aumentare nel caso di strutture non ancora servite dalla fibra.

Da qui l’idea di emulare l’iniziativa sul piano locale e di estenderla ai Comuni, finanziandola con i fondi dell’Agenda Digitale Regionale e con eventuali ribassi di gara derivanti dall’attuazione del piano BUL. “Del resto – rammenta il vicepresidente all’innovazione di ANCI Piemonte, Michele Pianettaproprio un mese fa, in cabina di regia, avevamo chiesto alla Regione di farsi parte attiva con Infratel (società in-house del MISE) per chiedere che le risorse derivanti da possibili ribassi di gara del piano BUL fossero destinate allo sviluppo di servizi e progetti collaterali, legati alla banda larga“.

La lettera dell’ANCI va ora in questa direzione e “propone anche – conclude Pianetta – l’istituzione di un tavolo di coordinamento con i Comuni per il superamento definitivo del digital divide. La Regione, assieme all’ANCI e a tutti gli altri attori coinvolti, deve giocare un ruolo da protagonista. In un’Italia fortemente penalizzata rispetto al resto d’Europa, è giunta l’ora di mettere alla questione la parola fine, ma occorre agire tempestivamente e in modo organico“.