All’Assietta nel week-end la 50° Edizione della Festa dël Piemont e il 270° anniversario della Battaglia Domenica 16 luglio i rievocatori del "Coordinamento Rievocazioni Storiche 1600-1700" ricostruiranno la epica Battaglia dei "Bogia nen!"

Unmomento delle rievocazioni storiche della Battaglia dell'Assietta (Foto aerea di www.menatworkstudio.to)Unmomento delle rievocazioni storiche della Battaglia dell'Assietta (Foto aerea di www.menatworkstudio.to)

COLLE ASSIETTA – “Un luogo magico, dove si respira l’aria della storia. Mi emoziona ogni volta che lo raggiungo e lo visito. Una battaglia che è entrata nel mito e nella leggenda delle valli, un ricordo da tramandare con passione…” Così Mauro Minola scriveva in suo libro di questo luogo, spartiacque fra la Valsusa e la ValChisone.

E domenica 16 luglio come di consueto, l’Associazione Festa dël Piemont al Còl ëd Assieta organizza la Manifestazione Commemorativa della battaglia dell’Assietta avvenuta il 19 luglio del 1747, che si svolgerá al Colle dell’Assietta, a quota 2500 alle pendice della Butta dei Granatieri dove oggi sorge l’obelisco del CAI e dove un munumento recente ricarda le vicende di questo epico combattimento, che fu sino alla Prima Guerra Mondiale la più grande battaglia in quota della storia e ch esegna un momento identario destinato a enbtrar enellea storia del Piemonte sabaudo e non. Da qui nacque infatti il termine di “bogianen“.  “Noi autri i bogioma nen”  disse il Conte di San Sebastiano al Conte di Bricherasio – Comandante delle truppe sabaude – che rendendosi conto che le cose stavano mettendosi male diede l’ordine ai soldati schierati sull’Assietta di retrocedere e arroccarsi. E la storia ci disse che ebbe ragione.

E sarà un anno particolare: 270° anniversario della Battaglia e 50 anni da quando fu istituita  la Festa dël Piemont all’Assietta poi ufficializzata dalla dalla Regione Piemonte.

La Storia della  Battaglia dell’Assietta

Era il 19 luglio 1747 ed era in corso la Guerra di successione austriaca che vedeva schierati la Baviera, la Prussia, la Francia e la Spagna contro l’Austria, la Gran Bretagna, l’Olanda e la Savoia. In quell’anno i Francesi e gli Spagnoli decisero di sferrare l’attacco a Carlo Emanuele III di Savoia per conquistare Genova. Quando un esercito franco-ispano mosse dal Delfinato contro il confine piemontese, mentre altri eserciti attaccavano dalla parte del Var, la stessa monarchia sabauda fu messa in pericolo.

All’avvicinarsi dell’esercito franco-ispanico, quello del Re di Sardegna disponeva su quella fronte appena di dieci battaglioni di fanteria e di 30 squadroni. Furono, pertanto, eretti in fretta trinceramenti nel piano dell’Assietta, sul contrafforte fra il Colle di Sestrières e la Testa del Gran Serin, sullo spartiacque  fra le du eValli Sua e Chisone.

L’esercito piemontese era i comandi del Tenente Generale Conte Cacherano di Bricherasio con  a guardia delle posizioni circostanti le milizie della provincia di Pinerolo e quelle dell’Alta Valle Chisone, dette di Pragelato. Quattro battaglioni austriaci, sotto il generale Colloredo, uno dei tanti italiani militanti in Austria, non giunsero che all’ultimo momento in rinforzo della posizione. I Francesi, fatta massa attorno a Barcellonette, passarono il confine divisi in due corpi, al Colle del Monginevro e a quello del Bourget. E per evitare le difese di Exilles e Susa e precipitarsi su Torino tentarono la via della montagna.

Lo cronaca dello scontro avvenuto 270 anni fa

Dopo alcune scaramucce con le milizie valdesi, essi, al mattino del 19 luglio, erano a fronte dei deboli e improvvisati trinceramenti piemontesi. La sproporzione delle forze era assai notevole. Da una parte, 35 battaglioni, 16 compagnie di Granatieri  5 squadroni di cavalleria e 9 pezzi di artiglieria, con una retroguardia di 15 battaglioni, il tutto coadiuvato da un accurato supporto logistico per oltre 25.000 uomini; dall’altra, 13 battaglioni piemontesi e 4 austriaci senza cannoni, senza mezzi e con scarse munizioni; in tutto meno di 7.400 uomini.

Le posizioni piemontesi si estendevano quasi a semicerchio su di una cresta ristretta e si appoggiavano a due capisaldi: la Testa dell’Assietta e la Testa del Gran Serin, distanti in linea d’aria 1500 metri.  I Francesi erano consci della grande superiorità delle loro forze. Perciò, dopo aver battuto le posizioni piemontesi con il fuoco delle artiglierie, attaccarono risolutamente verso le 16.30, con grande impeto, di fronte e di fianco, su tre forti colonne.

I reiterati attacchi  contro il piano dell’Assietta furono respinti dalla fucileria dei Piemontesi; e i Francesi, decimati, dovettero ritirarsi in disordine con gravi perdite. Qualche parziale successo riuscirono a conseguire contro i trinceramenti settentrionali estremi del pianoro; ma anche qui furono in definitiva contenuti. Frattanto la colonna centrale assaltava la tenaglia della Testa dell’Assietta, la “Butta” dei Granatieri, arrivandovi al coperto quasi a tiro di pistola.

L’assalto fu condotto con grande vigore: ma l’eroica difesa della Compagnia granatieri del 1° battaglione delle Guardie, rinforzata poi dalla Compagnia granatieri del reggimento provinciale di Casale, arrestò lo slancio degli assalitori. Nella lunga lotta i granatieri piemontesi, spinti all’eroismo estremo  dal Conte di San Sebastiano, non indietreggiarono in alcun punto, sebbene minacciati da ogni parte. Il Comandante supremo Charles Louis Auguste Fouquet Duca di Belle-Isle, per esortare i suoi a lanciarsi all’assalto nonostante la massa di morti ai piedi del rilievo, impugnata una bandiera, si gettò alla carica disperatamente per animare i suoi Battaglioni. Fu ferito due volte finchè una terza fucilata lo colpì in pieno.

Un momento chiave della rievocazione storica: il Generale Belle Isle guida l'assalto dei Francesi alla Butta (Foto ManAtWorkstudio.to)

Un momento chiave della rievocazione storica: il Generale Belle Isle guida l’assalto dei Francesi alla Butta (Foto ManAtWorkstudio.to)

Accanto al loro Comandante  caddero molti ufficiali, fra cui il maresciallo di campo D’Arnault. l Francesi, sostituendo i combattenti con truppe fresche, insisterono comunque sino a notte nell’assalto, ma i granatieri piemontesi, ormai privi di munizioni, sempre ritti sui parapetti, li ributtarono giù letteralmente a colpi di pietra ch eavevano predisposto come ultima extrema ratio di difesa. Fu una strage.

Alla fine i granatieri, rinforzati da reparti di un battaglione ausiliario, infransero completamente gli attacchi alla Testa dell’Assietta; mentre gli assalti ripetuti per tre volte anche contro il Gran Serin andarono a vuoto. A notte, l’intero esercito francese, disfatto, ripiegava in disordine, affidando i caduti e i feriti ai Piemontesi.

 Le perdite della  battaglia  furono per i Francesi enormi: 5.300 soldati, 439 Ufficiali, fra i quali 2 generali, 5 Brigadieri Generali e 9 Colonnelli. I Piemontesi ebbero solo 7 ufficiali e 185 soldati caduti : le perdite austriache furono appena di 2 ufficiali e 25 soldati.

Fu una un successo militare con pochi eguali nella storia . Gli scontri all’Assietta furono le Termopoli Sabaude, quando il valore di pochi annullò la forza di tanti.

Un momento della rievocazione della Battaglia dell'Assietta: La difesa della Butta (Foto www.menatworkstudio.to)

Un momento della rievocazione della Battaglia dell’Assietta: La difesa della Butta (Foto www.menatworkstudio.to)

Il programma dela 50^ Festa del Piemont e della Rieviocazione della Battaglia dell’Assietta

 Sabato 15 luglio 2017

Presso il Rifugio ex Casa cantoniera dell’Assietta

  • 19.00 Rancio serale
  • 21.00 Fiaccolata al Monumento con musiche e canti popolari. La commovente fiaccolata sino all’obelisco della Butta, dove ricordare i caduti della Battaglia e gli amici dell’Assietta intonando la mitica Chanson de l’Assiette. Al termine di questo suggestivo evento si tornerà al campo dove verrà acceso il grande falò, che da più di 50 anni rischiara la notte della Festa del Piemonte. Attorno al fuoco sarà possibile ascoltare e ballare musica militare e tradizionale piemontese.
Una salva di ficleri aconclude la fiaccolata notturna alla Butta (Foto www.menatworkstudio.to)

Una salva di fucileria conclude la fiaccolata notturna alla Butta (Foto www.menatworkstudio.to)

Domenica 16 Luglio 2017

Colle dell’Assietta

  • 9.30: alzabandiera e apertura manifestazione
  • 10,00: Santa Messa al campo
  • 11.00 Rievocazione di alcuni momenti della battaglia con i rievocatori in costume d’epoca a cura del Coordinamento Rievocazioni Storiche 1600-1700 presso l’obelisco alla Testa dell’Assietta
  • 13,00: pranzo al campo nei pressi della casa Cantoniera a circa 1 km dal colle dell’Assietta con tradizionale polenta e salsiccia, ma si potrà pranzare anche sotto il tendone con pranzo completo
  • 14,00: continuazione della manifestazione nella zona antistante alla casa Cantoniera

In caso di cattivo tempo la “Festa dël Piemont” si svolgerá con programma ridotto. Ricordano anche gli  organizzatori: “La Festa dël Piemont ha esclusivamente finalità patriottiche, culturali e folkloristiche, non ha fini di lucro ed é completamente apartitica“.

L'alza bandiera alla Festa del Piemont (Foto www.menatworkstudio.to)

L’alza bandiera alla Festa del Piemont al Colle dell’Assietta. Sullo sfondo le fortificazioni del Gran Serine (Foto www.menatworkstudio.to)

La viabilità

Nella giornata di:

  • r sabato 15 luglio la  Strada dell’Assietta (SP173) sarà aperta  – differenza delle altre settimane – al traffico veicolare
  • 16 luglio 2017 sarà invece stabilito il seguente senso unico di circolazione: dalla località Pian dell’Alpe nel Comune di Usseaux senso unico di marcia in direzione Colle/Testa dell’Assietta dalle ore 6.00 alle ore 12.00. E dalle ore 13.00 alle ore 18.00 sarà invece consentito unicamente il senso unico di marcia in discesa (da Colle/Testa dell’Assietta in direzione Pian dell’Alpe)
Le Drapeau: la Bandiera del Piemonte (Foto ManAtWorkstudio.to)

Le Drapeau: la Bandiera del Piemonte (Foto ManAtWorkstudio.to)

La Chanson de l’Assiette

Attribuita al cantastorie valdese del XVIII secolo David Michelin Salomon di Bobbio Pellice, la canzone divenne rapidamente molto popolare. Sono 9 strofe di 9 versi ciascuna. I primi sette versi sono di lunghezza variabile, di tipo discorsivo e senza preoccupazioni di rime. Gli ultimi due versi di ogni strofa sono il commento ai primi, la battuta, che il chansonnier tira con due esatti senarii rimati; l’accento sull’ultima sillaba colorisce il senso di “sfottò”, già tutto giocato sul nome dell’ Assiette, che in francese significa “piatto”. Eh si perché il francese era ancora una lingua ufficiale sabauda allora.

“Où a-t-on jamais vu un tour si admirable?
Le français résolus, Avec leur nez pointus,
Partant de leur pays, en foule et grande presse
Pour venir prendre l’Assiette
Que nous avions devant,
Oh, les impertinents!

Bellisle, leur Comandant, veut avoir l’avantage
D’avancer le premier comme un vaillant guerrier
Sur les retranchements y va d’un gran courage
pour goûter la salade:
le vinaigre est trop fort,
lui a causé la mort.

Pourquoi venir Francais  nous enlever l’Assiette?
N’y a-t-il pas à Paris de plus jolies qu’ici?
Nous n’avons que celle-ci, 
Et vous vouliez la prendre, mais nous pour la défendre
Nous l’avons réchauffée
pour vous brûler le nez!…”