Ave, o Cesare !!! Olivero Pistoletto il presidentissimo

Gli ingredientiGli ingredienti

SUSA – Eccolo, tanto per cominciare ha tre nomi mica due come tutti gli esseri umani normali; uno poi è Cesare. Ho già detto tutto; ma adesso dico il resto. Loquace, protagonista, presente, prima donna, insostituibile: così lo chiamano gli amici per le sue doti. I difetti e meglio non citarli. E’ sempre al vertice di qualcosa, presidente di qualcos’altro primo cittadino di un paese o capo di un gruppo: è nella sua natura al secondo posto non sta bene, patisce è più forte di lui. Poi è molto di più e poco di meno ma per definire Cesare, l’Olivero Pistoletto, non bastano di certo gli aggettivi ricavabili sull’enciclopedia. Per lui ce ne vorrebbe uno apposito. Vediamo se riesco a mettere in ordine tanta vulcanicità e a far comprendere il personaggio. Partito dalla montagna di Gravere è finito giovanissimo a lavorare a Torino in un’azienda che produceva mobiletti in alluminio e non riuscendo a diventarne capo, è poi passato alle ferrovie dove almeno comandava un treno. E fin qui siamo allo stipendio ora passiamo alle passioni. Da ragazzino giocava al pallone, “Ero il migliore e così un mio parente che giocava nel Toro” mi disse una volta. Ah, dimenticavo i suoi familiari tutti primi anche loro; pensate tanto per fare un esempio che il primo morto della Grande Guerra era suo zio. Poi si dedicò alla politica, bè prima alla Pro Loco come presidente ovviamente, poi come sindaco del paese di Gravere. Lì bontà sua ha intitolato una strada a Cesare Olivero Pistoletto, non lui il suo parente, e fatto un sacco di altre cose. E’ riuscito addirittura a tracciare i confini di Stato. La cosa occuppò i re in cinque e sei guerre e lui invece ci riuscì con un semplice colpo di penna su una carta geografica. Ecco il confine tra Savoia e Delfinato nascere a Gravere a ricordo di quello di qualche secolo primo. Cosa volete farci è fatto così gli riescono anche le cose più difficili, canta anche nel Coro Alpi Cozie da data immemore. Ogni concerto è ricordato come il più anziano, il più presente, il più brano nel suo tono e l’unico che riesce a cantare (da solo) l’Ave Maria di Schubert. E’ nato nel ’36 e indovinate? E’ presidente dell’Associazione nati nel 1936. Avendo fatto lui la naja nella Marina Militare, dicono i diffamatori che non sia mai salito su una nave, non si è sottratto alle sue responsabilità ed eccolo presidente dell’associazione d’arma. Non manca mai ad una manifestazione, ad un incontro, ad una presentazione; c’è sempre ai concerti ai galà e ai mille impegni che le sue presidenze richiedono con tutte le sue medaglie appuntate sul petto. All’onor del vero tutto questo impegno non gli hai mai fatto guadagnare una sola lire, anzi. E’ una persona a cui è impossibile non voler bene, io gliene voglio.