Avigliana, l’ospedale perde un servizio che va a Rivoli in attesa di essere ristrutturato Ci sarà un intervento da 400 mila euro nella struttura di Avigliana

L'Ospedale di AviglianaL'Ospedale di Avigliana

AVIGLIANA – Il servizio di Continuità Assistenziale a Valenza Sanitaria (CAVS) situato al 2° piano del Polo Sanitario di Avigliana, viene temporaneamente trasferito all’8° piano dell’Ospedale di Rivoli.

Lo spostamento si rende necessario per consentire i lavori di modernizzazione e di adeguamento strutturale dei locali ove era collocato il Continuità Assistenziale a Valenza Sanitaria ad Avigliana, lavori che avranno una durata di circa 3/4 mesi. Il Continuità Assistenziale a Valenza Sanitaria di Avigliana, attivato nel marzo 2015 con 10 posti letto che rappresenta un servizio territoriale dedicato alla stabilizzazione post ricovero di pazienti fragili, perlopiù anziani che, senza occupare impropriamente posti nelle corsie di degenza degli ospedali per acuti né tornare prematuramente a domicilio o in residenze sanitarie, ricevono un’assistenza medica ed infermieristica qualificata per il periodo ritenuto necessario, che mediamente è di circa 25-30 giorni.

I lavori presso il CAVS di Avigliana sono in parte di umanizzazione ed in parte di adeguamento e rinforzo strutturale: grazie ad un investimento aziendale di 400 mila euro, verranno realizzate infatti 5 nuove stanze da 2 posti letto ognuna, tutte con il bagno all’interno, a differenza delle attuali che avevano anche 3-4 letti con un unico bagno in comune. E l’adeguamento dei locali consentirà, progressivamente, di incrementare di qualche posto letto il servizio.

Lo spostamento temporaneo dell’intero servizio è stato deciso sia per evitare l’impatto negativo

Il servizio di Avigliana è suddiviso in due parti: un’area con 8 stanze, già oggetto di adeguamento strutturale, con camere a due letti e bagno, ed una seconda area, oggetto di ristrutturazione. Dicono in una nota dall’Asl: “Lo spostamento temporaneo dell’intero servizio (anche della parte in cui non si interviene) è stato deciso sia per evitare l’impatto negativo dei pesanti e rumorosi lavori edili necessari, sia perché le equipes mediche ed assistenziali possano seguire i pazienti in carico in un contesto clinico unico“.