Ad Avigliana si è parlato di immigrazione con Domenico Quirico (FOTO) Al primo appuntamento di “Remigante - Festival diffuso della letteratura migrante” ha partecipato Domenico Quirico, storico reporter de La Stampa

Domenico Quirico e Don Gianluca PopollaDomenico Quirico e Don Gianluca Popolla

AVIGLIANA- Ieri sera, alle 20:30, presso il Giardino delle Donne (nel retro del palazzo del Municipio) si è svolto il primo appuntamento di “Remigante – Festival diffuso della letteratura migrante”. L’incontro è stato mediato da Don Gianluca Popolla (direttore del Museo Diocesano), che incontrava Domenico Quirico, autore di “Ombre dal fondo”“Esodo – Storia del nuovo millennio” e reporter de La Stampa, il più importante quotidiano torinese ed elitè nel panorama nazionale.

La serata è stata aperta dal sindaco Andrea Archinà: “La nostra città è da sempre sensibile ai temi di integrazione e migrazione, siamo tutt’ora protagonisti di un progetto di micro-accoglienza. Sono qui con noi Don Popolla e Domenico Quirico, che ha un bagaglio d’esperienze enorme e profondo”.

La polemica contro i media e l’UE

L’incontro entra nel vivo quando Don Gianluca Popolla inizia ad interpellare Quirico sulle tematiche introdotte in precedenza dal sindaco.

Spiega il reporter: Le emigrazioni fanno parte dell’umanità e della storia dell’uomo. Non ha senso chiedere “Chi sei?” ad un individuo che viaggia da 5 anni: badate bene, per noi, per gli europei, la migrazione inizia sulle coste del Maghreb, quando i barconi si dirigono verso Lampedusa, ma non è così! La migrazione non è solo questo… ed è per tale motivo che non ha senso domandare l’identità dei singoli individui: non hanno più una nazione, una bandiera, un governo. La loro identità è il viaggio, nato e sviluppatosi nel dolore.

Il giornalista poi introduce una riflessione: “Il problema vero è che 6 anni fa la situazione era questa e tra 10 sarà uguale: abbiamo fallito. Abbiamo fallito tutti. Il giornalismo, con tutto ciò che è stato scritto e fotografato, ed i politici dell’Unione Europea: un universo di chiacchiere. E’ bastato che queste persone venissero a bussare alla nostra porta per fare crollare tutto, come un castello di carte da gioco”.

Il tema del mare e del viaggio

Il dibattito prosegue e Don Popolla pone l’attenzione sul viaggio che intraprendono i migranti, e sul Mediterraneo, inteso come ultimo duro ostacolo prima del continente europeo: “Nel tuo libro “Ombre dal fondo” parli spesso del mare…”, incalza allora Quirico: “Pongo a tutti una domanda: voi lo fareste? Voi fareste il viaggio del migrante? Io sono stato in tutti i principali tratti delle migrazioni… ma l’intero percorso non lo farei mai, non ne avrei il coraggio!.

La responsabilità morale

Don Popolla conclude poi la serie di domande a Quirico, chiedendo al reporter: “Qual’è la reale motivazione dei tuoi viaggi, del tuo lavoro? Perché, insomma, lo fai?”. Risponde il giornalista: “C’è una relazione ben precisa tra il mio lavoro e la vita dei migranti: è la responsabilità morale. Continuo e continuerò a farlo fin quando me lo permetteranno per una ragione etica, perché è giusto raccontare le cose come stanno, altrimenti cosa ci si dovrebbe mettere sulle pagine dei giornali?”.

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