“B17 Mont Blanc”: incontro giovedì sera ad Almese Il pronipote del pilota dell'aereo sarà presente durante la serata

Monte BiancoMonte Bianco

ALMESE – Giovedì 4 maggio alle ore 20.45 in Comune (Sala Consiliare) è in programma la serata dal titolo  “B17 Mont Blanc – La storia di un aereo svelata da un ghiacciaio“.

B17 Mont Blanc – La storia di un aereo svelata da un ghiacciaio

Il Comune di Almese organizza, in collaborazione con alcune associazioni locali, la serata “B17 Mont Blanc – La Storia Di Un Aereo Svelata Da Un Ghiacciaio”, insieme ad Elliott Soelter, pronipote del pilota dell’aereo B-17 che, nel novembre del 1946, si schiantò sulle Alpi, a metà tra il territorio italiano e quello francese. Il relitto è rimasto custodito dalla bianca e silenziosa coperta di nevi e ghiacci sino agli anni ’70, quando i suoi primi resti cominciano ad emergere da un ghiacciaio francese e uno italiano. In una cima del Massiccio del Monte Bianco, l’Aiguille des Glaciers, avvenne il ritrovamento da parte di alcune guide alpine, geologi, militari e semplici escursionisti. In seguito, ricerche e scambi tra i due paesi hanno permesso di commemorare l’equipaggio del B-17 con la posa, nel settembre 2011, di una stele alla memoria ai piedi della montagna. Nel corso della serata verrà presentato il documentario “B17 Mont Blanc – missing aircraft in the glacier” di Erik Gillo.

La storia

Intorno alle ore 4:00 del 1° novembre 1946, il volo di un B-17 “Flying Fortress” si è concluso improvvisamente e catastroficamente schiantandosi sull’ Aiguille des Glaciers, a 3800 metri d’altitudine, all’estremità sud-ovest del massiccio del Monte Bianco, praticamente sulla il confine franco-italiano. L’impatto è stato tale che l’aereo si disintegrò completamente, disperdendo parti meccaniche ed i resti dei corpi dei suoi 8 uomini d’equipaggio, su una vasta area su entrambi i lati del confine. L’allora recente B-17 modello G, numero di serie 43-39338, era stato assegnato al USAAF di European Air Transport Service (EATS), 15th Truop Carrier Squadron del 61st Troop Carrier Group, e aveva raggiunto meno di 200 ore di volo. Era decollato dalla base aerea di Capodichino a Napoli (Italia), diretto a Bovingdon, una piccola città vicino a Southampton, in Inghilterra. Per una ragione ancora inspiegata, al momento dello schianto, l’aereo era ad oltre 90 miglia ad est del suo percorso di volo previsto.

Durante la giornata del 1 novembre, con il mancato atterraggio a Bovingdon, una serie di richieste sono state inviate dalle basi lungo il percorso di volo pianificato, ma hanno ricevuto soltanto risposte negative. L’aereo è stato dichiarato “disperso”. Il coordinamento della ricerca iniziò immediatamente ma, nonostante gli intensi sforzi internazionali che coinvolsero più di 50 velivoli lungo un raggio di 60 miglia della previsto piano di volo, non rinvenne alcuna traccia del B-17 disperso. La ricerca è terminata formalmente dopo 18 giorni e la scomparsa del velivolo con tutto il suo equipaggio sembrava destinata a diventare un mistero inspiegabile.

Non fu così dal luglio 1947, quando una pattuglia alpino francese s’imbattè per caso sul luogo dell’impatto, individuando frammenti di rottami a circa 3.500 metri, poco sotto la cima del Aiguille des Glaciers, nel massiccio del Monte Bianco, la montagna più alta d’Europa. Nonostante le condizioni di neve profonda e traditrice sono riusciti a recuperare un certo numero di resti umani e documenti. Questi sono stati portati fino alla loro base a Bourg Saint Maurice per esaminarli. I documenti individuano l’aereo come il B-17 disperso. I resti umani, evidentemente quelli dell’equipaggio, sono stati accuratamente conservati per la spedizione alle autorità americane.

Il sito dedicato al B-17  : http://www.b17montblanc.org/

Le parole  del Sindaco Bertolo

Una bella occasione per conoscere una pagina della storia forse sconosciuta, ma al tempo stesso molto interessante – afferma il Sindaco Ombretta Bertolo -. Un aereo rimasto intrappolato nei ghiacciai e ritrovato molti anni dopo, quasi per caso, è un avvenimento che genera sempre mistero e curiosità! Insieme a Elliott Soelter, pronipote del pilota, al Professor Gianni Boschis dell’Università di Camerino, a Giuseppe Isabello del CAI di Almese e allo storico Roberto Guasco cercheremo di fare luce su questa particolare vicenda.
Ringrazio quindi tutte le associazioni che hanno contribuito alla realizzazione dell’iniziativa e invito i cittadini a partecipare numerosi!”

Nella gallery il ritrovamento di uno dei 4 motori del B-17  sul ghiacciaio dell’Estelette nel 2015 da parte di Gianni Boschis, Marco Cicchelli e Claudio Allais (foto www.menatworkstudio.to)

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