Banda ultralarga: Anci e Uncem coordinano i territori per l’abbattimento del digital divide Oltre 280 milioni in arrivo sul Piemonte per colmare il gap con le aree metropolitane. Ma i nostri Comuni montani sono pronti?

Borgata Thures - Cesana T.se (Foto MC)Borgata Thures - Cesana T.se (Foto MC)

TORINO – Anche nel periodo festivo continua il lavoro di ANCI e UNCEM Piemonte sul monitoraggio del piano di Infratel . In gioco ci sono quasi 300 milioni di euro. Un  piano straordinario che interessa tutti i Comuni montani e collinari, delle zone interne della Regione per assicurarsi la realizzazione delle attività delle risorse disponibili, che andranno spese entro il 2020. “È importante che i Comuni firmino la convenzione operativa, trasmessa dalla Regione, da approvare in Giunta, e che le Unioni di Comuni possano fare da coordinamento rispetto alla trasmissione di questi atti agli uffici regionali. –ci dice Marco Bussone, Vice Presidente di Uncem Piemonte -Anci e Uncem hanno trasmesso a tutti i Comuni un ordine del giorno, anche questo da approvare in Giunta o in Consiglio, affinché Regione, Ministero dello Sviluppo economico, Infratel, si impegnino nell’attuare un piano che risponda realmente alle esigenze di connettività di tutta la popolazione piemontese, nessuno escluso. L’odg evidenzia infatti la gravità del digital divide nella nostra regione, che passa anche da tv e telefonia mobile.”

Ricordiamo che Infratel Italia S.p.A. è una società in-house del MISE, il Ministero dello Sviluppo Economico e soggetto attuatore dei Piani Banda Larga e Ultra Larga del Governo.
Il suo obiettivo dichiarato è “ridurre il digital divide nelle aree a fallimento di mercato, attraverso la realizzazione e l’integrazione di infrastrutture capaci di estendere le opportunità di accesso a internet veloce.  Tutti d’accordo che accedere a servizi a banda larga e ultra larga è, infatti, essenziale per lo sviluppo e la competitività di un moderno sistema economico territoriale,  basato sulla conoscenza e sullo scambio veloce ed efficiente via internet.

Su questi fronti, le associazioni degli enti locali proseguiranno il lavoro di controllo e proposta alla Regione e al MISE Da settembre, riprenderanno alcuni incontri informativi sul territorio piemontese, richiesti da singoli Comuni e da Unioni. ANCI e UNCEM, attraverso i loro presidenti e i delegati all’innovazione, hanno anche già richiesto un incontro con gli Assessori Regionali Reschigna, Valmaggia, Ferrero e De Santis, assieme alle direzioni competenti, affinché sia possibile al più presto avere un’analisi di quanto sta avvenendo sul fronte politico-istituzionale e tecnico-progettuale rispetto al Piano regionale per la banda ultralarga e per l’abbattimento del digital divide. Le Associazioni degli Enti Locali incalzano la Regione e monitorano il piano di Infratel. “E’ importante assicurare la connessione di tutta la popolazione, nessuno deve essere escluso”. Abbattere il digital divide partendo dalle aree montane e collinari è la priorità assoluta.”

Anci e Uncem hanno chiesto alla Regione Piemonte, con Assessorato e Direzione all’Innovazione, di attivare subito il tavolo di analisi e monitoraggio previsto dal Piano banda ultralarga. “Negli ultimi mesi – proseguono da Anci e Uncem – le nostre associazioni hanno fatto uno sforzo enorme per informare Sindaci e Amministratori di quanto sta avvenendo. Un impegno che ci siamo presi perché crediamo fortemente nel Piano e nell’Agenda digitale nazionale nel suo complesso, per rispondere a obiettivi europei che ci vedono indietro e in affanno. Da subito dobbiamo ragionare con Regione e Mise su chi attiverà i servizi, per evitare che la fibra ottica e le reti posate restino spente. Dobbiamo pensare a strumenti che agevolino i territori e le comunità, per renderli più smart. È questa la vera sfida e ci sono altri 45 milioni di euro sul Por Fesr da utilizzare. Sanità, accesso ai dati e ai servizi della pubblica amministrazione, collegamenti più rapidi tra sedi di Enti locali, trasporti pubblici a chiamata, gestione del rischio e delle politiche ambientali, banche dati in cloud e sicurezza degli atti, sono alcuni dei fronti sui quali lavorare da subito per superare il divario digitale”.
L’ordine del giorno trasmesso a tutti i Comuni evidenzia infatti la gravità del digital divide nelle aree rurali e montane del Piemonte, che passa anche dalla copertura dle segnale tv del digitale terrestre e dalla copertura della rete di telefonia mobile.