Il comune di Bardonecchia cerca di mettere ordine sulla gestione del campeggio Bokki Avato: "Verrà presidiato il campeggio per prevenire danni e controllare la zona comunale"

Il campeggio Bokki di BardonecchiaIl campeggio Bokki di Bardonecchia

BARDONECCHIA – Il Camping Bokki di Pian del Colle, sopra Bardonecchia, ha una storia lunga ed articolata con pregeressi e stratificazioni d’interessi, volontà e proprietà che si sono accavallate fino ad arrivare alla conclusione che in questi giorni desta molta preoccupazione in quanti sulla piana prima della Valle Stretta hanno investito in proprietà ed affitti.

Un pò di storia

Facciamo un passo indietro e cerchiamo di ricostruire la storia del campeggio. Il primo atto è del 1973 quando il comune diede in concessione l’affitto dei terreni per 25 anni a Domenico Ghersi. Lo stesso anno veniva approvata la pratica edilizia per la realizzazione del campeggio. Tutto filò liscio fino al 1987 quando l’amministrazione ingiungeva la rimozione di tutte le strutture sistemate a meno di dieci metri dagli argini del Rio di Valle Stretta. Per i rischi d’esondazione del torrente l’anno successivo il campeggio rimase chiuso per la stagione estiva. Quando nel 1989 furono realizzati i lavori di messa in sicurezza degli argini il campeggio potè riaprire. Nel 1992 l’amministrazione comunale concesse una proroga di altri 10 anni a condizione che si mettesse mano ad ammodernamenti e ampliamenti della struttura con nuovi bagni, le sistemazione dell’area camper e della zona delle tende.

Nel 2002 fu richiesta e respinta perchè “la documentazione pervenuta […] non dimostra la proprietà o la disponibilità, da parte del richiedente, di tutte le aree oggetto di intervento, requisito necessario per dare corso ulteriore alla praticala realizzazione di 30 bungalow su terreni privati in zona sud-est del campeggio. Nel 2003 viene anche respinta, perchè  su aree non di proprietà , la domanda per la realizzazione di una nuova recinzione.

Un’altra richiesta fu respinta nel 2004 ma nonostante le tre precedenti pratiche edilizie fossero state rigettate cominciarono i lavori di ampliamento del campeggio e fu costruita la prima casa mobile atri terreni nella zona sud est del campeggio. Siamo al 2008 quando l’amministrazione concesse un ulteriore proroga di 9 mesi cioè fino al 15 settembre del 2009. Quell’anno fu anche approvato, ma mai realizzato, lo spostamento di 24 roulottes al di fuori della fascia di rispetto fluviale. Una nuova concessione fu attivata nel 2009 a fronte però della realizzare le opere mai realizzate in precedenza.

L’amministrazione di Bardonecchia

Dal 2010 tra comune e Bokki Srl, la concessionaria, è una disputa a carte bollate fino ad arrivare al decreto del TAR. Siamo ad oggi con il comune che si trova con l’area libera ma con altri problemi da risolvere. Il sindaco Francesco Avato spiega meglio: “La storia del campeggio è lunga e piena di nodi da sciogliere prima di poter procedere ad un nuovo affidamento. I terreni non sono tutti del comune, ma un fascia centrale è del Demanio. Abbiamo chiesto l’uso che non ci è ancora stato concesso– spiega il primo cittadino- quando lo sarà potremo imbastire un concorso per la gestione. Ci sono poi  da censire tutti i proprietari, gli affittuari e quanti hanno in gestione porzioni di terreno, roulottes e cavaran.  Il nostro intento è procedere quanto più velocemente per regolarizzare e sistemare l’area al meglio”.

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Il Comitato Campeggiatori Bokki

Dal 2016 si è costituito il Comitato Campeggiatori Bokki per salvaguardare gli interessi dei proprietari e degli affittuari del campeggio. Le finalità del gruppo sono: tutelare nel rispetto delle normative vigenti gli interessi degli utenti del campeggio; porsi come soggetto interlocutore degli utenti del campeggio verso le amministrazioni, la gestione del campeggio e gli organi di stampa, televisione, radio e web; interloquire con l’amministrazione al fine di tutelare e garantire la sopravvivenza a e la continuità del campeggio e promuovere lo scambio e la diffusione di informazioni relative al campeggio.