Si chiude domenica prossima la settimana di addestramento dei cani da ricerca del Soccorso Alpino a Bardonecchia Unità cinofile per ricerca dispersi in superficie sono giunti da tutta Italia per l'addestramento sul campo

Un unità cinofila del Soccorso Alpino con cane molecolareUn unità cinofila del Soccorso Alpino con cane molecolare

BARDONECCHIA – Il corso per unità cinofile che si chiude domenica  11 giugno a Bardonecchia, dopo una intensa settimana di lavoro, è stato organizzato dalla Scuola Nazionale Unità Cinofile del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico con il supporto logistico del CNSAS Piemontese che ha così riportato dopo alcuni anni di assenza le attività nella storica sede formativa di Bardonecchia.

Non solo cani da valanga nel Soccorso Alpino

Se la Scuola Nazionale Unità Cinofile da Valanga  ha una storia lunga ed affascinante, con  un’esperienza che dura da quasi sessant’anni che iniziò nell’aprile 1960 a Solda in Alto Adige, con i mitico meticcio Mohrele, il cane di una guida alpina che fu il primo vero cane da valanga del Soccorso, quella della ricerca su superficie ha una storia più recente, ma ormai è diventata una delle componenti essenziali delle attività degli operatori del Soccorso Alpino.

La Scuola Nazionale U.C.R.S., riconosciuta dallo Stato Italiano attraverso con la  Legge 74/2001, provvede alla formazione e alla verifica delle Unità Cinofile del Soccorso Alpino e Speleologico nella ricerca di persone disperse. Rappresentata da Istruttori Nazionali distribuiti sul territorio organizza corsi dove, in collaborazione con la Scuola Nazionale Tecnici, forma e valuta gli allievi conduttori ed i loro cani al fine di rilasciare al termine del percorso formativo il brevetto di operatività di Unità Cinofila da Ricerca in Superficie.

Partecipando ai corsi nazionali l’unità K9 conduttore/cane acquisisce le capacità e le nozioni tecniche indispensabili per muoversi in totale sicurezza in ambiente montano/impervio ottimizzando il lavoro del cane nell’individuazione di odori collegabili all’eventuale persona dispersa. La cui unità di punta è costituita dai cosiddetti “cani molecolari” capaci di seguire infinitesimali tracce olfattive.

Il Corso di Bardonecchia

 Gli otto  giorni di formazione, iniziati sabato 3 giugno scorso, hanno coinvolto cani e conduttori provenienti da tutta Italia.  Le attività si sono concentrate sull’addestramento delle Unità Cinofile da Ricerca in Superficie (UCRS) suddivise in 3 categorie:

  • Classe puppy – ovvero i cuccioli dai 2 mesi all’anno di età
  • Classe A e Classe B.

Nei primi giorni 4 cuccioli sono stati impiegati in attività di socializzazione tra cani, con gli esseri umani e in esercitazioni di movimentazione in ambiente per prendere confidenza con il territorio in cui si troveranno a operare “da grandi”.

I 6 cani appartenenti alla Classe A sono stati coinvolti in esercitazioni di ricerca dispersi per svilupparne la motivazione e l’abbaio con cui l’animale segnala il ritrovamento delle persone smarrite o infortunate.

Nella seconda metà della settimana, la formazione si è concentrata su 12 cani appartenenti alla Classe B, quelli che in seguito alla verifica finale otterranno il brevetto per diventare operativi. I cani con i loro conduttori sono stati impegnati in simulazioni di ricerca anche notturna con figuranti sparpagliati su ampie porzioni di territorio per testare le capacità di lavoro sia individuale, sia in squadra. Inoltre sono stati organizzati percorsi di movimentazione su roccia in cui gli animali e i loro padroni hanno dovuto affrontare la salita di una facile parete di roccia e la discesa con calata in corda doppia.

Una formazione separata ha coinvolto le Unità Cinofile da Ricerca Molecolare (UCRM), il fiore all’occhiello del CNSAS che ormai 10 anni fa – primo Corpo italiano – iniziò a lavorare con i cani di razza Bloodhound o Chien de Saint Hubert. 

Sono i “Pluto” disneyani selezionati storicamente pe la per la ricercadotati di particolari recettori olfattivi che consentono di individuare e seguire la traccia molecolare di una persona scomparsa a partire da un suo reperto. l Bloodhound (letteramente cane da sangue) ha  antiche origini risalente al Medioevo. Tipico delle Ardenne, ma sulla nascita di questa razzavi sono molte ipotesi, tra cui la possibilità che si tratti di una razza che discende dai grandi cani da ricerca introdotti in Gallia in seguito all’arrivo delle legioni romane. Si fece un agran fama – ahilui – nell aricerca degli schiavi fuggiti dalle piantagione nelle Americhe.

Nello specifico, la formazione ha riguardato 5 cani di razza Bloodhound e 3 Segugi Bavaresi da montagna, il Bayerischer Gebirgsschweisshund,  una razza da caccia dotata di un eccellente fiuto, utilizzato come cani da traccia selezionata per il ritrovamento di animali feriti o morti, come cervidi e camosci. Su questa razza  è iniziato un percorso di sperimentazione poiché questa tipologia è dotata di una corporatura più adatta al lavoro in montagna e su terreno impervio.