Bardonecchia: in gita al Sommeiller

tre croci

di LODOVICO MARCHISIO

BARDONCCHIA – Domenica 28 agosto mi dirigo al Pian dei Morti (2580 m), situato sulla strada sterrata che da Bardonecchia sale al Colle del Sommeiller, per salire in solitaria tre cime sopra i tremila metri. Merita spendere due parole su questo valico che si può tuttora raggiungere con auto fuoristrada (o almeno 4×4) dal versante italiano di Bardonecchia con strada asfaltata fino a Rochemolles e sterrata fino al colle. Questa strada raggiunge la maggior altitudine dell’intera catena delle Alpi a una quota di 3009 m. In realtà quella era l’altitudine raggiungibile fino a qualche anno fa; ora invece è stato posto uno sbarramento al termine del parcheggio per cui la massima altitudine raggiungibile in auto è di 2990 m. Sopra il Rifugio Scarfiotti vi sono curve a  gomito con evidenti precipizi, che obbligano a manovre non sempre facili (da evitare per chi non è sicuro al volante). La strada in oggetto era stata inaugurata nel 1962 e negli anni successivi erano stati aperti degli impianti di risalita per lo sci estivo sul ghiacciaio del Sommeiller. Tali impianti erano stati chiusi nel 1985 a causa dell’arretramento evidente del ghiacciaio stesso oggi ridotto a un lembo ghiacciato che si ritira visibilmente ogni anno. Tornando alla nostra meta, dal palo segnaletico di Pian dei Morti (2580 m), posto su una curva a “U” (prima dell’ultima rampa di curve che conducono al colle), seguire il sentiero che indica 1,30 h per salire dal “Vallon du Fond” al Passo dei Fourneaux che si raggiunge attraversando il ruscello e sale in direzione della prima balza erbosa. Dopo circa 40 minuti si raggiunge un minuscolo laghetto, si continua poi a seguire il sentiero su fondo detritico, che supera nuovamente una seconda balza, per portarsi su un pianoro al di sotto del Passo dei Fourneaux che si raggiunge per tracce di sentiero puntando al Passo dei Fourneaux Settentrionale (3159 m) e dopo averlo raggiunto si segue la traccia di sentiero, non evitando una digressione a sinistra al primo evidente torrione (Cima dei Fourneaux 3207 m) che si raggiunge in 20 minuti dal colle con una breve digressione sulla sinistra per roccette elementari (evidente salto roccioso sul versante opposto – ometto di pietre in cima). Senza perdere terreno scendere di pochi metri sul versante a valle per riprendere il sentiero ben marcato che in circa un’ora, seguendo il pendio detritico del versante sud, permette di raggiungere la Punta Sommeiller (2,40 h dal parcheggio) a quota 3333 m evidenziata da un cippo essendo la sommità più elevata di questo spartiacque. Da qui per compiere un terzo tremila, non evidente da questo versante come i primi due saliti, occorre continuare sulla dorsale detritica in direzione nord-est percorsa da una labile traccia di sentiero che dopo aver aggirato delle roccette sulla destra, diventa più lineare, anche se mai troppo evidente, per questo motivo in caso di scarsa visibilità conviene sempre mantenersi sul filo della comoda dorsale. La traccia di sentiero torna ad essere più evidente alla quota 3299 m (non cima ma rialzo detritico dal quale ha inizio una discesa più marcata in direzione est), mantenendoci preferibilmente sul bordo sinistro di una conca detritica. Raggiunto un ampio colletto (si sono persi circa 70 m di dislivello) appare da qui evidente il Monte Ambin 3264 m sormontato da una piccola ma ben visibile croce metallica. Ci si porta alla base della cresta ovest solcata da una traccia che si risale interamente senza difficoltà sino al “roccione” terminale che si supera con un unico facile passo di arrampicata (I) per risalire la piccola placca rocciosa che conduce alla croce (3,30 h dalla partenza). La cima si trova sul crinale Dora-Arc e verso sud-ovest presenta una larga insellatura quotata 3224 m che la separa per l’appunto dalla Punta Sommeiller da noi prima raggiunta. Verso nord-est la cresta scende ripida fino al sottostante Colle d’Ambin (2897 m). Ho volutamente titolato quest’itinerario: “Una croce con triplice valore” perché come predetto sulla vetta si trova una piccola croce metallica posta dalla scuola di alpinismo del CAI di Asti nel 2008. Questo simbolo religioso anche segno di vetta, oltre ad indurre a pregare, su questa cima aiuta anche a contrassegnare esattamente la meta da raggiungere perché questa cima è poco appariscente dal versante italiano mentre da quello francese presenta una parete nord di tutto rispetto, quindi più di una volta alcuni alpinisti in passato prima della posa della croce, lamentavano di non essere sicuri (specialmente con poca visibilità) quale fosse il punto culminante di questa montagna. Per ritornare sul versante da cui si è partiti, discesi alla sua base, occorre risalire (meglio per cresta evitando i grandi macereti centrali) sino all’anticima della Punta Sommeiller e poi per evitare ancora di salire, superato il colletto opposto, si può viaggiare in diagonale abbastanza agevolmente su detriti meno ripidi e faticosi per raggiungere poco sopra la Cima dei Fourneaux l’evidente sentiero dell’andata che evitando ovviamente la digressione già fatta in andata a questa cima, vi riporta alla partenza in poco più di 2 ore.