Bardonecchia più sicura Il controllo alla barriera del Tunnel del Frejus

PAF

BARDONECCHIA – Il pattugliamento ed il controllo alla barriera di Bardonecchia del Tunnel del Frejus da parte di personale della Polizia di Frontiera francese (Police Aux Frontières) sarà una presenza fissa almeno per i prossimi  tre mesi, finché durerà lo stato di emergenza dichiarato dal Presidente Hollande. Il  dispositivo di sicurezza alle frontiere era già stato previsto in previsione dell’incontro COP21 di Parigi 2015, Conferenza della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico, ed ora è stato anticipato dopo il 13 novembre e non si esaurirà in un paio di settimane. La sospensione dello Spazio Schengen – in vigore da 20 anni –  in Francia in passato era avvenuto già a seguito degli attentati terroristici islamici di Londra del 2005, mentre l’Italia lo ha attuato in concomitanza con i G8 di Genova e l’Aquila. Mai comunque per così tanto tempo. Ora la Polizia francese controlla stabilmente l’accesso del Tunnel stradale dal lato italiano, in quanto il confine è situato dopo 6,8 kilometri del tunnel lungo 12,870 metri, mentre l’uscita da e per l’Italia è presidiata dalla Gendarmerie. Ogni veicolo – ne passano circa 2400 al giorno – viene controllato e ispezionato prima di consentire l’accesso alla galleria e naturalmente vengono identificati i passeggeri e gli autisti. Al netto ovviamente di casi sospetti comunque a random alcuni veicoli vengono anche accuratamente perquisiti. Le operazioni si svolgono in collaborazione con la Forze dell’Ordine italiane, con il  concorso diretto del Commissariato di  Bardonecchia agli ordini del Dirigente Gian Maria Sertorio. Tuttavia, pur in attuazione dello stato di “allerta 2” dichiarato dal Ministero degli Interni, non essendo stato sospeso il trattato di Schengen, la Polizia di Stato non effettua controlli sistematici sui mezzi in transito. Ciò nonostante la presenza degli agenti italiani è stabile 24 ore su 24, al fianco dei loro colleghi d’oltralpe, che impegnano in totale circa un centinaio di uomini per i controlli. Questo tipo di intervento è previsto da un trattato bilaterale Italia-Francia del 1963, rinnovato e rimodulato nel 1982 e nel 1990. Per il Prefetto della Savoia, Mr. Denis Labbé “Le operazioni per quanto eccezionali sono svolte con una prassi consolidata, e nel quadro delle ottime relazioni fra le Forze di Polizia dei due Paesi” e certamente in un quadro comune di intenti che mantiene elevata l’attenzione ben oltre i caselli autostradali del Frejus.