Bardonecchia: rinviati a giudizio tutti gli indagati della truffa sulla assicurazione infortuni sugli sci L'inchiesta della Guardia di Finanza era partita dalla denuncia della Reale Mutua nel 2015

Bardonecchia Gli impianti della Colomion spa a MelezetBardonecchia Gli impianti della Colomion spa a Melezet

BARDONECCHIA – Sono stati tutti rinviati a giudizio i ventisei indagati della truffa sulla assicurazione infortuni sugli sci. Tutto era partito da un esposto alla Guardia di finanza di Bardonecchia da parte dell’assicurazione Reale Mutua, che aveva ravvisato nella stagione sciistica 2014-2015 evidenti anomalie nelle denunce di infortuni sugli sci.

L’assicurazione in convenzione con Colomion

La Colomion spa propone ai suoi clienti  l’assicurazione RC e infortuni al prezzo supplettivo di 2,50 euro. Con questa cifra la società degli impianti, convenzionata con l’Agenzia Reale Mutua  di Bardonecchia, copre la garanzia  per gli infortuni occorsi agli utenti assicurati durante lo svolgimento dell’attività sciistica praticata sul­le piste innevate e attrezzate nel comprensorio di Bardonecchia, servite dagli impianti di risalita. Ovviamente nel giorno al qua­le la tessera giornaliera si riferisce e in orario di apertura degli impianti medesimi. Assicurazione oggi resa anche obbligatoria dalla Legge Regionale in materia di piste da sci.
Lo copertura decorre dall’ora di acquisto dello skipass e cessa alle ore 24 del giorno stesso.  Al cliente della Colomion la Compagnia rimborsa, “fino alla concorrenza di 400 euro per infortunio, previo deduzione di una franchigia di 50 euro che rimane a carico dell’As­sicurato, le spese di primo intervento effettiva­mente sostenute entro la mezzanotte del giorno di validità della tessera. Per  spese di primo in­tervento si intendono quelle sostenute per cure e onorari dei medici, accertamenti diagnostici, interventi chirurgici, materiale sanitario, effetuati in loco.”

I fatti contestati dalla Guardia di Finanza che ha svolto le indagini

Reale Mutua, attraverso l’agenzia locale, insospettita dalle modalità e dalla documentazione presentata con le richieste di rimborso, forse anche informata da alcuni “rumors” di paese – visto che alcuni degli imputati sono residenti – aveva presentato nel 2015 un esposto alla Guardia di Finanza, che aveva avviato meticolosi controlli sui casi in argomento, tutti relativi alla stagione sciistica 2014-2015.

Le Fiamme Gialle hanno esaminato le pratiche, i certificati medici e i tabulati dei sistemi ski-data informatizzati della Colomion; incrociando i dati sono emerse anomalie, come l’acquisto di ski pass alle casse in orari “sospetti” a fine giornata, oppure nei giorni successivi agli infortuni.

I presunti “furbetti del giornaliero” coinvolti passivamente o attivamente in incidenti sulle piste, avrebbero provveduto “in sanatoria” post evento ad acquistare gli skipass, per non sborsare di tasca le spese mediche. La cosa ora, per risparmiare prima 2 euro e mezzo, poi cifre intorno ai 500 euro, costerà loro un processo, comunque vada poi l’esito, molto più oneroso. Ma gli inquirenti sospettano anche siano emersi alcuni casi di “incidenti fantasma”, creati sulla carta solo per incassare rimborsi dall’Assicurazione come quello dello sciatore di Rieti, assistito dall’avvocato Luigi Del Vento, che nel dicembre 2014 ha denunciato un infortunio avvenuto però «in circostanze diverse».

Un capo di imputazione riguarda un falso commesso dal dottor Giacalone, assistito dall’avvocato Matteo Bonatti, che avrebbe «attestato falsamente un referto medico» vistando uno sciatore. Nel compilare i documenti avrebbe riscontrato una contusione «al gomito destro» che lo sciatore in questione «non aveva riportato

In quasi tutti i casi contestati la Reale Mutua ha rimborsato fatture “standard” di 352 euro l’una allo studio medico Gran Madre di Bardonecchia, e stando alle accuse il dominus dell’operazione sarebbe appunto il suo direttore, il dottor Tomassone ora rinviato a giudizio con il collega Francesco Giacalone.

Le conseguenze

Il pm Emanuela Pedrotta ha chiesto per tutti il rinvio a giudizio, con l’accusa di aver truffato la compagnia Reale Mutua Assicurazioni, denunciando infortuni «fantasma» sugli sci o sfruttando incidenti realmente accaduti ma «avvenuti in circostanze e momenti diversi da quelli denunciati».

La prima udienza è stata fissata al 23 novembre prossimo, di fronte al giudice monocratico Ambra Cerabona.