Bardonecchia: sport, salute e scuola: possono convivere bene? Nel 50° dell’Istituto Frejus

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BARDONECCHIA – Sport, salute e scuola: possono convivere bene? Possono in qualche modo aiutarsi vicendevolmente?” Ecco due delle numerose domande che si sono posti i sette relatori, intervenuti, venerdì 15 aprile al Palazzo delle Feste, per lo specifico convegno, promosso dall’Istituto Frejus, da cinquant’anni proponente il binomio “scuola e sport”. I prestigiosi ospiti, invitati dal prof. Giovanni Valentini, preside dell’Istituto, hanno rappresentato i massimi vertici di alcune discipline sportive (arti marziali, ciclismo, sci), tra cui le ben cento praticate presso il CUS Torino. Le loro relazioni sull’oggetto del convegno sono state univoche: Lo Sport fa bene alla salute sia fisica che mentale e può convivere con la scuola. Ma in Italia purtroppo il sistema scolastico pubblico non ha mai considerato lo sport come attività collaterale alle materie di insegnamento, se non le poche ore di educazione fisica, non sempre presente nei vari livelli scolastici. Anche il sindaco Roberto Borgis, parte in causa sia come amministratore che come insegnante e istruttore di judo, facendo gli onori di casa, ha così esordito: “Coniugare sport e scuola in Italia è diffcile, occorrerebbe prendere come modello quello giapponese, o statunitense o australiano. L’Italia deve ancora lavorare molto su questo problema”. “Da sempre lo sport agonistico è svalutato dalla scuola”, ha sottolineato Fabrizio Marchetti, presidente comitato regionale Fijlkam (arti marziali) Piemonte e Valle d’Aosta, “gli insegnanti non sono tolleranti con chi fa sport, anzi a volte puniscono gli allievi con un’interrogazione al lunedì, impreparati, perchè forse alla domenica si sono impegnati in una gara. Lo sport dà dei benefici, ha buoni effetti sia sull’apprendimento sia sui comportamenti sociali e dovrebbe essere praticato fin dalla tenera età. In qualsiasi arte marziale gli atleti si salutano prima e dopo la sfida. E’ un piccolo segno di rispetto reciproco che però può servire ad affrontare le sconfitte nella vita. Ma lo sport è anche lotta alla droga e all’obesità e può diventare un rimedio alla Sanità Nazionale nel risparmio sui costi”. In una località sciistica come Bardonecchia non poteva mancare lo sci, inteso sia come agonistico che amatoriale e su questo argomento si è dibattuto su un auspicabile calendario invernale che tenga conto degli impegni sportivi degli atleti. Da anni si chiede all’Ufficio Scolastico Regionale di consentire qualche giorno in più di vacanza nel periodo di Carnevale, anziché i soliti due giorni, ma le domande rimangono inascoltate. Alla luce di quanto esposto, si è discusso anche sull’abbandono scolastico di alcuni atleti anche affermati. E su questo il prof. Valentini ha così commentato: “Il 40% degli agonisti abbandona la scuola e di questa percentuale il 18% l’abbandona fra il primo ed il secondo anno delle superiori. Nel mio Istituto in questi cinquant’anni di scuola sono usciti con il diploma molti campioni, non solo in campo nazionale ma anche mondiale”. Vorrei portare ad esempio, ha commentato Riccardo D’Elicio, presidente del CUS, ma anche insegnante di educazione fisica, “una mia realtà famigliare senza vanto. Mio figlio ha praticato molto sport, ma è riuscito anche a conseguire la laurea in medicina e si è specializzato in ortopedia. Ritengo che lo sport è anche aggregazione. Molti ragazzi provenienti dall’Africa o dall’Asia per motivi di studio riescono a trovare dei punti di riferimento nelle diverse discipline sportive che noi offriamo”. Nonostante ci fosse fra i relatori, il Dirigente dell’Ufficio Scolatico Regionale Antonio Catania, di fronte a queste riflessioni, non ha fornito risposte concrete, se non qualche speranza di cambiamento in futuro, anche sulla base di una nuova legge che prevede un riconoscimento dell’attività sportiva. Per meglio festeggiare il cinquantesimo anniversario del suo Istituto, Giovanni Valentini ha offerto un ricco buffet a tutti i suoi allievi ed insegnanti, ed un pranzo ai relatori presso la mensa dell’Istituto: il ristorante “La Tavola Rotonda”. E a sorpresa i suoi figli e nipotine gli hanno fatto trovare una torta per il suo compleanno, coincidente proprio il giorno del convegno.