Bardonecchia, un film per sensibilizzare le nuove generazioni sulla piaga della violenza contro le donne Il 25 novembre al Cinema Sabrina

BARDONECCHIA – L’appuntamento è alle 10,30 al cinema Sabrina, a Bardonecchia in via Medail. E’ qui che Stefania Batzella ha deciso di portare il saluto della Consulta delle Elette, della quale è presidente, in occasione della proiezione, rivolta agli studenti delle delle scuole medie e superiori, del film “Fiore del Deserto”, scelto per sensibilizzare le nuove generazioni sulla piaga della violenza contro le donne, e in particolare sulle mutilazioni genitali femminili.

E’ il terzo anno consecutivo che, nella ricorrenza del 25 novembre, la Consulta delle Elette – spiega la presidente Batzella – propone la proiezione gratuita di una pellicola con grande potere evocativo, nella convinzione che il cinema sia una delle più efficaci fonti di informazione: vedere un film ha una grande valenza formativa, rappresenta uno straordinario strumento educativo, un’autorevole alternativa per la trasmissione di valori e principi”.

Nella sala del cinema Sabrina sono attesi 306 studenti degli Istituti Frejus di Bardonecchia, Ferrari di Susa e Des Ambrois di Oulx, oltre a 21 docenti, per un totale di 327 persone del mondo della scuola. Prima del film sarà proiettato un videomessaggio del presidente del Consiglio regionale Mauro Laus e della presidente della Consulta delle Elette, Stefania Batzella. La pellicola “Fiore del Deserto” racconta la vera storia di Waris Dirie, la top model di successo di origini somale sottoposta a infibulazione all’età di tre anni. Oggi è la portavoce ufficiale della campagna dell’Onu contro le mutilazioni genitali femminili.

La Regione Piemonte – spiega Batzella – è molto attenta e sensibile al problema e ha una sua legge che contempla azioni specifiche di prevenzione e contrasto alle mutilazioni genitali. Un fenomeno che ci riguarda da vicino, dal momento che la presenza di migranti sul nostro territorio è in costante aumento. Nel nostro Paese si stima infatti ci siano circa 80 mila donne che hanno subito mutilazioni genitali femminili”.