La Bassa Valsusa punta tutto sul turismo outdoor: pronto ad andare sul web il portale www.valsusaturismo.it Plano: "Per la nostra Unione Montana una scommessa in cui crediamo, ma gli operatori devono crederci e collaborare in ottica di rete"

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BUSSOLENO –  La Bassa Valsusa scommette sul turismo outdoor, e lo fa con un ambizioso piano operativo di  marketing turistico.  Le parole chiave sono: destagionalizzazione e diversificazione dell’offerta, integrazione tra Alta e Bassa Valsusa, sviluppo di proposte integrate, collaborazione fra pubblico e privato ed incremento dell’attrattività della Valsusa.

E’ un percorso iniziato con uno studio di analisi di potenzialità turistica affidato al “guru” del marketing turistico Josep Ejarque, di  Fourtourism, incaricato dall’Unione Montana Valle Susa, che ha portato ad identificare un posizionamento turistico legato all’ outdoor, “senza dimenticare altri prodotti dove la Valle di Susa si configura competitiva ed attrattiva per guadagnarsi la reputazione e l’immagine nel mercato come la destinazione slow delle Alpi. Si partirà attraverso la costruzione di prodotti turistici fra i diversi operatori e territori che si materializzeranno con potenziali reti di impresa e club di prodotto: bike, walking, enogastronomia”.

Il nuovo portale web dedicato: www.valsusaturismo.it

L’Unione Montana Valle Susa si è posto l’ambizioso obiettivo di  creare un appeal per la Valle di Susa che la caratterizzi sul mercato con la scelta di proporla come  destinazione turistica con un profilo ben identificabile, scegliendo una immagine di montagna-slow senza dimenticare il fondale scenario dato da un patrimonio storico, monumentale e culturale di eccellenza. Obiettivo: incrementare i flussi turistici anche, nelle zone meno oggi meno conosciute e turistiche, contribuendo al sistema di valle attraverso un percorso di strutturazione dell’offerta turistica e di promozione sui mercati turistici d’interesse. E la sua rappresentazione nel nuovo portale, online a giorni, sarà solo il primo passo

Parallelamente, la visibilità della Valle di Susa come destinazione turistica sarà incrementata attraverso i canali di comunicazione social come Facebook, Instagram e Youtube, con raccolta di immagini, contenuti di qualità di alto valore esperienziale che coinvolgerà non solo gli operatori, ma tutti i valsusini appassionati del proprio territorio.

Il target turistico

La montagna valsusina è considerata una delle più interessanti dell’arco alpino, selvaggia e incontaminata con vette più o meno impegnative, versanti boscosi e radure, ma nache laghi come Avigliana, da qui si parte secondo la scelta effettuata con la Valsusa walking experience, “Vogliamo valorizzare le nostre potenzialità, individuando percorsi e sentieri dai più semplici ai più impegnativi e organizzare la rete di imprese da collocare sul mercato turistici: dai rifugi, agli alpeggi, agli accompagnatori.

Allo stesso tempo, la sfida per far diventare la Valle di Susa destinazione bike significa creare i presupposti per le varie declinazioni: dalla MBT e le sue specializzazioni, alle ciclovie e road bike; favorire lo sviluppo di una rete di infrastrutture e servizi necessari condividendo la strategia con le singole amministrazioni e con gli operatori turistici, ovvero manutenere i percorsi prescelti con fondi e segnaletica adeguata e infrastrutturare servizi a misura dei turisti”.

In ottica di sviluppo di turismo esperienziale, l’Unione intende coordinare con la sua DMO non solo la promozione e la comunicazione, integrando l’esperienza di altri soggetti territoriali, ma anche sviluppare reti di filiera che attraverso la reciproca collaborazione possano condividere una strategia di marketing e uno percorso di crescita delle singole imprese allo scopo di rafforzare nel tempo la destinazione turistica Valsusa”. 

L’Unione infatti oltre al consulente catalano Ejarque (vedasi in http://www.lagenda.news/ejarque-turismo-bassa-valle-susa/) , si è dotata della figura del destination manager (DMO) figura a cui viene affidata la gestione e la promozione turistica di una città o di un territorio. Si tratta di una figura professionale in rapida crescita all’interno di un mercato vasto, articolato e sempre più competitivo come quello del turismo. Poiché le destinazioni devono saper sfruttare al meglio le peculiarità culturali e territoriali di una località, diventa sempre più necessario affidarsi a professionisti, capaci di tradurre le specifiche potenzialità di un’area in nuove e durature opportunità di business.

E questo incarica invece è stato affidato ad un professionista della Valsusa:  la dottoressa Eleonora Girodo che da anni si occupa di valorizzazione turistica della Valsusa attraverso il Piano di Valorizzazione ed esperta di reti turistiche e itineari alpini e soprattutto della Via Francigena, competenze riconosciutele a livello regionale.

“Il modello che l’Unione sta sviluppando – ci dice – è quello della collaborazione fra i diversi attori turistici del territorio, tanto pubblici come privati, che dovrà portarci a un sistema economico turistico in grado di organizzare, promuovere e proporre al mercato diverse offerte e proposte turistiche in grado con la domanda del mercato turistico.

Gli operatori turistici potranno partecipare e collaborare attraverso le reti di prodotto (inizialmente bike, walking e gusto) per mettere in evidenza le  proposte e servizi e partecipare nelle azioni di marketing che l’Unione realizzerà. L’adesione alle reti di filiera significherà ottemperare ad alcuni requisiti standard diversificati a seconda dell’offerta turistica: bike, walking ed enogastronomia che verranno illustrati agli operatori interessati al percorso di sviluppo turistico intrapreso”.

Le scelte politiche di indirizzo

L’approccio che sta applicando l’Unione è aperto anche ad altri territori della Valle di Susa, è quello che stanno applicando le destinazioni turistiche alpine di maggiore successo con lo sviluppo della nuova offerta turistica rispondendo all’attuale domanda del mercato: autenticità, esperienze ed emozione.

L’approccio che abbiamo scelto è quello di investire come Unione di Comuni per dare una spinta propulsiva al territorio – spiegano il presidente Sandro Plano e l’Assessore al Turismo Emanuela SartiLa sfida però va raccolta e sfruttata al massimo dagli operatori, che dovranno portarla avanti investendo su servizi qualificati e con la consapevolezza che il successo dell’intera operazione dipenderà in grandissima parte da loro. Pensiamo ad una Valle di Susa con particolare attenzione alle tematiche dell’escursionismo e bike – nelle sue varie declinazioni MTB, road, ciclovie – con un occhio all’enogastronomia. Va assolutamente tenuto in considerazione il patrimonio culturale come elemento non solo paesaggistico caratterizzante la Valle di Susa.

Nel progetto di promozione complessiva, un ruolo parallelo e trasversale al prodotto outdoor, che unirà walking, bike e cultura, sarà la valorizzazione della Via Francigena della Valle di Susa, con un piano di attività che da alcuni mesi è in discussione ad un apposito tavolo aperto presso l’Assessorato alla Cultura e al Turismo della Regione Piemonte.

Nelle prossime settimane partiranno momenti di condivisione e giornate di formazione dedicate agli operatori cosi come agli “ambassador” che racconteranno la loro Valsusa, e che sarà uno dei principali motori di promozione turistica.

Una sfida però che richiede uno sforzo di imprenditoria locale. A crederci devono essere i valsusini o chi vorrà venire qui ad investire per fare economia turistica.

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