Giaveno: il biker degli Hells Angels fu ucciso da un colpo di rimbalzo La conferma arriva dalla consulenza balistica disposta dal PM

Il ristorante all'Aquila di Giaveno dove si è svolta la sparatoriaIl ristorante all'Aquila di Giaveno dove si è svolta la sparatoria

GIAVENO -Un diverbio davanti al ristorante rifugio l’Aquila, sede dei motociclisti del gruppo degli Hells Angels, con due cugini rimproverati dai bikers perché stavano effettuando dei testacoda nel parcheggio poi il tragico epilogo; ecco quanto accaduto quella tragica notte sopra Giaveno. Nella conseguente rissa Alessandro Gino, di Villar Focchiardo, era morto con un colpo d’arma da fuoco e  Pierluigi Ozzello, 51 anni, aveva riportato la frattura del femore destro a causa dell’impatto con l’asfalto dopo essere stato investito. Era l’11 gennaio. Ad essere accusati dell’omicidio, e del tentato omicidio, sono i giavenesi Eric Romano, il padre Claudio ex assessore comunale, e il cugino Manuel Morisciano.

Un colpo di rimbalzo

Ieri è stata depositata la consulenza balistica disposta dal pubblico ministero, Antonio Smeriglio. La ricostruzione del consulente avvalla quanto raccontato fin dal primo momento dal ventenne Eric Romano, dal padre Claudio e da Manuel Morisciano, difesi dagli avvocati Stefano Tizzani, Pierfranco Bottacini, Andrea Cianci e Silvana Fantini. A sparare, secondo quanto ricostruito dalle indagini, sarebbe stato Eric. Il giovane ha sempre sostenuto di aver puntato l’arma, una Glock, a terra e di aver esploso un colpo per spaventare i motociclisti e costringerli alla fuga. Si legge nella perizia: “parte di un nucleo che prima di colpire la vittima si è frantumato a seguito dell’impatto con una superficie dura“. Ad  uccidere Gino è stato dunque un colpo di rimbalzo sparato a terra.