Un buon gelato artigianale? Dalla Botega del Gelatè a Susa in piazza San Giusto Ecco le 5 regole di Gelatosità per individuare e gustare solo gelati di qualità

La Botega del Gelatè a SusaLa Botega del Gelatè a Susa

SUSA – A Susa nel magnifico centro storico, in piazza San Giusto, all’ombra di Porta Savoia c’è la Cremeria la Botega del Gelatè che si è distinta in tabnti anni di attività per la qualità del gelato.

Non solo d’estate, ma anche d’inverno ormai il gelato è entrato a pieno diritto nel cuore della dieta mediterranea. Ma ciò che può sembrare un alimento leggero, può nascondere delle grosse insidie che è importante poter evitare: così come facciamo attenzione al mercato per riconoscere il pesce fresco, così dobbiamo esercitarci a riconoscere il buon gelato.  Un gelato di scarsa qualità può non solo contenere un’alta quantità di zuccheri, ma anche elevati livelli di grassi idrogenati, entrambi elementi pericolosi per numerose categorie di persone tra le quali obesi, diabetici e bambini, oppure coloranti o conservanti che possono creare alcuni seri disturbi nella digestione o reazioni allergiche.

Per questo motivo, in collaborazione con gli esperti di gelatosità abbiamo cercato di racchiudere le regole più importanti di osservazione per riconoscere “ad occhio” il buon gelato.

1) Gonfio, un gelato sano non può debordare dalla vaschetta senza sciogliersi in quanto la temperatura mantenuta all’interno della stessa è di -14°, ma all’esterno la situazione cambia: la temperatura è quella ambiente ed il gelato dovrebbe sciogliersi. Se il gelato è gonfio, è assai probabile che contenga grassi idrogenati che mantengono solida la struttura nonostante la forma, consentiti per legge ma sconsigliatissimi per la salute del consumatore. Un escamotage spesso sfruttata per migliorare l’aspetto del gelato rendendolo più invitante, ma il costo è un grosso sacrificio in termini di qualità dello stesso.

2) Fortemente colorato, i cromatismi del gelato, in particolare di quello a frutta, devono essere naturali rispettando il reale colore del frutto. I gelati prodotti con frutta fresca hanno spesso colori smorzati e non accesi. Un pistacchio verde fosforescente non è sicuramente esente da coloranti, come non lo è un gelato banana completamente giallo considerando che non si usa la buccia per produrlo.

3) Gelato alla frutta con latte, il gelato alla frutta deve essere un sorbetto, fatto solo con acqua, zucchero e polpa di frutta fresca. Se il prodotto contiene latte, con buona probabilità si tratta di un escamotage per camuffare la scarsa qualitàdelle materie prime.

4) Di gusti improbabili, proprio come l’ormai famosissimo gelato a gusto “Puffo” altro non è che un gusto fiordilatte imbottito di colorante, esitono anche altri gelati a gusti più parto di fantasia che realistici e vanno accuratamente evitati. In questo modo non mangeremo quei coloranti che cerchiamo di evitare nelle diete dei nostri bambini, ormai vietati nei laboratori artigianali. Un banco gelati serio deve fornire tra i 22 e i 28 gusti. Un banco gelati con 30 o più gusti deve mettere in allerta il consumatore.

5) Resiste nello sciogliersi. il gelato fatica a sciogliersi? È un serio indizio dell’uso di prodotti chimici.