Botta risposta fra il neo vicesindaco di Torino Montanari e il Commissario di Governo Foietta sulla “TAV” Il confronto a... "sportellate in punta di fioretto" sull'HuffingtonPost

La TBM "Federica" in fase di montaggio presso il Cantiere TELT di St. Martin de la Porte in MaurienneLa TBM "Federica" in fase di montaggio presso il Cantiere TELT di St. Martin de la Porte in Maurienne

TORINO – Ospiti della rivista on line del Gruppo L’Espresso diretta da Lucia Annunziata, il Vice Appendino, Guido Montanari, architetto e docente di Storia dell’architettura contemporanea al Politecnico di Torino, ormai battezzato il “SignorNo”, titolo rubato al mitico Ludovico Peregrini di memoria televisiva mikebongiornesca e l’architetto – pure lui – Paolo Foietta, Commissario di Governo per la Nuova Linea Torino Lione, non se le sono mandate a dire sulla questione TAV, punto di forza delle politiche pentastellate, che cavalcano da tempo l’opposizione all’opera. Spesso però dimenticandosio che la stessa è in corso di realizzazione, anche se lo scavo del tunnel di base vero e proprio comincerà a settembre, e dal lato francese, in Maurienne.

Montanari infatti ha sostenuto che “Non c’è un’evidenza scientifica consolidata sulla necessità di trasportare merci e persone previste per giustificare l’opera. In decine di incontri in cui trasportisti, scienziati, tecnici e ingegneri continuano a dire che i dati non vanno in quel senso. Per questo l’opera va fermata. Se si dimostrasse l’opera è utile perché sviluppa il territorio, porta ricchezza al Paese e che si muove nell’ottica di un rinnovamento straordinario allora non avrei nulla da obiettare. Ma i dati realistici, veri, non ci sono. Nessuno né a livello di Governo né di Osservatorio locale ha dibattuto in modo serio coscienzioso e scientifico la reale necessità di costruzione dell’opera. Non si è mai partiti da un’opzione zero. L’opzione è sempre stata “Si fa”! Davanti a questo non si mette in discussione solo l’opera ma la stessa democrazia. Al di là del merito di questa protesta ultra ventennale, e che ha visto anche tanti duri atti di aggressione-a mio avviso anche un po’ spropositati – sia da parte delle forze dell’ordine che dalla magistratura, io penso che siano state avviate e che vengano tutt’ora avviate in Italia grandi opere che non hanno un scientifico supporto costi-benefici.” 

Nell’intervista ha sfidato Foietta a “un confronto scientifico serio tra tecnici”  sostenendo che “in sei mesi si arriverebbe a una decisione condivisa e più che altro scientificamente inattaccabile.” Naturalmente propendendo per “riadattare l’esistente linea con investimenti minori e con efficienza più certa e rapida è un’esistente soluzione.” Senza la volontà del Governo – per Montanari – di “ascoltare i cittadini e aprire un tavolo di confronto scientifico vero, si continuerà con la farsa dell’Osservatorio, facendo finta di confrontare le varie posizioni.” 

La replica di Foietta arriva a stretto giro di posta: “Uno storico dovrebbe essere sempre attento ai fatti e alla loro sequenza. Non dovrebbe ometterli, ignorarli o negarli con una mistificazione complessiva dei fatti reali. Circa la sua intervista ad Huffington Post ho un’opinione molto diversa dal Vice Sindaco di Torino , su chi, in Val di Susa compie aggressioni e le subisce. 
Montanari ha parlato di tanti duri atti di aggressione sia da parte delle Forze dell’Ordine che dalla Magistratura”. Ma i Notav, sono anche quelli che praticano e giustificano il sabotaggio violento, anche di importazione, fatto di attacchi al cantiere di Chiomonte- quasi 200 tra il 2012 ed il 2014 – con uso di mortai, bombe carte, lancio di pietre e molotov: In questi anni ci sono stati 462 feriti tra le Forze di Polizia impegnate alla tutela del cantiere. E ovvia,mnete, nessun gesto nemmeno paragonabile nei tre cantieri aperti in Francia.
Ci sono stati episodi di violenza praticata verso gli operai che lavorano nei cantieri, verso i “collaborazionisti”, quella maggioranza dei cittadini della Val di Susa colpevole di non essere contraria all’opera, verso le imprese, persino verso i negozi ed i bar che servono il caffè agli operai.”

Nel merito Foietta riprende le affermazioini del collega architetto: Come si fa a dire che una decisione assunta dopo 20 anni di studi, valutazioni, misure non abbia fondamenti scientifici? Sono decine gli approfondimenti condotti solo in Italia, ma anche in Francia ed in Europa sulla Nuova linea Torino-Lione. Il TAV tra l’atro ormai è solo una sigla che non c’entra nulla con la Valle di Susa. L’Unione Europea ha deciso di finanziare il 40% del tunnel di base nel 2015, staccando un assegno di 813 milioni di € sulla base degli studi di una società indipendente di INEEA. I quaderni dell’Osservatorio poi sono una enorme base di dati, risultato di 10 anni di “confronto” e discussione, anche accesa: oltre 300 audizioni, di cui 75 internazionali, 12 gruppi di lavoro organizzati in oltre 50 sessioni di lavoro.”

Preso artto che il  transito merci sull’asse Italia Francia è superiore a quello che transita per la Svizzera, ed è uno dei più importanti in Italia e che  il traffico passa però per l’autostrada e non per la ferrovia oramai inutilizzabile al transito ferroviario moderno, il deprofundis per la linea storica è sancito dai numeri:Non è possibile utilizzare la linea storica, che  è già morta e senza il tunel di base, siamo condannati, ai valichi con la Francia, ad un futuro esclusivamente autostradale. La vecchia ferrovia è oramai fuori mercato, per pendenza, tortuosità, sagoma, modulo, peso trainabile, sicurezza ferroviaria; problemi che non si risolvono con una “messa a punto” della vecchia linea che arriva a oltre 1300 metri di quota con oltre il 30 per mille di pendenza. Il treno è estremamente competitivo quando va in pianura e l’unico modo per farlo andare in pianura dove ci sono le montagne è fare come Svizzeri ed Austriaci e attraversare le montagne alla quota di pianura, ovvero scavare “tunnel di base”.

Che i lavori i lavori dureranno 11 anni, non 20, e si concluderanno nel 2029 lo dicono  tutti i documenti ufficiali. E per i tempi di scavo e messa in esercizio basta fare qualche centinaia di kilometri nelle Alpi Svizzere per constatarlo. “Federica” – inaugurata dal Prinmo Ministro francese Manuel Valls, sarà la prima di numerose colleghe che traforeranno il Moncenisio. Ma Per il COmmissario di Governo è anche “Inaccettabile  l’affermazione, abusata in questi tempi, che si stia difendendo solo gli interessi di qualcuno: se Montanari ne è convinto si assuma la responsabilità di fare nomi e cognomi. Io mi assumo com’è giusto la piena responsabilità del mio operato e sono assolutamente convinto di fare l’interesse del Popolo Italiano, del suo sistema economico, del Piemonte, dell’ambiente, dell’Europa, e anche quello dei cittadini della Valle di Susa. Montanari ha sostenuto: “o c’è la volontà da parte del Governo di ascoltare i cittadini e si apre un tavolo di confronto scientifico vero, oppure continuiamo ad andare avanti con la farsa dell’Osservatorio facendo finta di confrontare le varie posizioni, ma si prende semplicemente atto di alcune piccole modifiche pur di far continuare il progetto”.  Io rispondo che L’Osservatorio è un tavolo di accompagnamento, non è una commissione scientifica.
L’Osservatorio è nato come un luogo di confronto sul progetto dell’Asse Ferroviario Torino Lione; esaurita la fase della scelta (2006-2009), il mandato attribuito dal Presidente della Repubblica, è quello di realizzare il miglior progetto possibile, nell’interesse non solo dello Stato ma di tutte le comunità attraversate.”

Due binari che difficilmente si incontreranno. Ma in stazione “felicemente” ne arriverà comunque uno solo. Ed è facile prevedere quale. Nel frattempo la guerra ideologico politica continuerà, con conseguenze tutte penalizzanti il territorio.