Briançon: 70 milioni di euro di investimenti privati per far nascere un polo turistico di lusso nel settecentesco Fort des Têtes Il via ai lavori nel 2018. Nel 2020 il complesso fortificato del Vauban a quota 1.460 sarà raggiunto da una telecabina: obiettivo 100.000 presenze turistiche in più ogni anno

Briançon: uno scorcio della Ville VaubanBriançon: uno scorcio della Ville Vauban

BRIANÇON –  “Sono montagne che toccano le nuvole e Valli che scendono  negli abissi”. Così descriveva la città di Briançon, colui che ne fece la storia e anche in gran parte le fortune odierne. Ovvero il Maresciallo e Architetto di Francia Sébastien Le Prestre Marchese di Vauban (1633-1707) che progettò le opere della “ville fortifiée” dal 2008 inserita nel Patrimonio dell’Unesco, insieme ad altri  13 siti da lui progettati in tutta la Francia.

In arrivo 70 milioni di euro – tutti di investimenti privati – per la valorizzazione del Fort des Têtes

Mentre a Susa – gemellata con Briançon – nelle campagne elettorali si disputava su opere compensative della Torino-Lione per realizzare qualche centinaio di metri di marciapiedi e un paio di rotonde, ed in Valsusa ancora c’è chi vorrebbe la decrescita felice – nell’ex Escarton oltre il Monginevro si progettava il futuro urbanistico ed economico per la città.

L’attuale Sindaco Gérard Fromm – area di sinistra radicale, eletto nel 2014 – il cui mandato  scadrà nel 2020 sta infatti attuando quanto proposto nel  suo programma elettorale ”Vogliamo attirare investimenti privati. Fare impresa a Briançon vuol dire iscrivere il proprio progetto in un processo di sviluppo durevole e sostenibile, basato sulla creatività e l’eccellenza.

Ci sono 5 buone ragioni e ragioni per farlo : Briançon è un prestigioso luogo di turismo – che vale già  oggi 40 milioni/anno di spese turistiche;  una città dinamica, in movimento, con un bacino turistico transfrontaliero; un territorio rivolto verso le alte tecnologie – per le quale creeremo un incubatoio in centro città- e che offre siti spettacolari per progetti audaci con il suo  patrimonio storico di fortificazioni – inserito nella lista  Unesco – che è un vettore straordinario di identificazione che consente alle imprese di associare il proprio nome all’immagine di marca di un patrimonio di eccellenza”.

Eppure Briançon non ha un’autostrada né una linea internazionale ferroviaria che la raggiunge e nemmeno una futura – ormai però molto in forse – stazione internazionale. Ma ha idee per progetti arditi e coraggiosi.

E il più importante e il progetto di recupero della parte più elevata della Cittadella fortificata della “Ville Vauban”: il Fort des Têtes che sovrasta la città, con un investimento simile a quanto speso negli anni dalla Valle d’Aosta per il recupero del Forte di Bard e 3 volte quello del Forte di Exilles, oggi ancora nel limbo di un futuro desolatamente vuoto oltre 10 mesi l’anno. Circa 70 milioni di euro tutti di fondi privati. La struttura passerà dallo Stato al Comune e dal Comune alla società di investimento che ha proposto il progetto.

Gérard Fromm e la Mairie di Briançon

Gérard Fromm e la Mairie di Briançon

Il Fort des Trois Têtes del Maresciallo Vauban

Si trova a oltre 1.400 metri di quota e consta di tre fronti ed un basso forte, comprendendo tutte le strutture ausiliarie che allora costituivano l’ossatura della fortificazione: lunette, mezze lunette, camminamenti protetti. La superficie occupata è una volta e mezza quella della Briançon vecchia e poteva ospitare fino a 1250 soldati e 70 pezzi d’artiglieria.

Vauban  aveva rilevato la necessità di realizzare questa postazione fortificata a difesa della Valle e della città.  Il forte è stato costruito sul pianoro delle Teste, spianando la base rocciosa,  distruzione di ammassi rocciosi per spianare la base. È collegato alla parte abitata attraverso il Ponte d’Asfeld ed al forte del Randouillet – l’altro elemento della  fortificazion del Vauban – tramite la cosiddetta “comunicazione ad Y“. Oggi può essere visitato d’estate con visite organizzate. È classificato Monumento storico di Francia dal 1989. E nel 2008 ha ottenuto dall’UNESCO, con il Forte delle Salettes, quello di Randouillet, il Ponte d’Asfeld e le mura fortificate di cinta al centro storico di Briançon, la classificazione come Patrimonio dell’umanità, insieme ad altre fortificazioni progettate dal Vauban lungo i confini francesi.

Area interessata è di 46 ettari di cui 16 a fortificazioni, un vecchio campo da tiro a segno di 18 ettari che si estende tra il Forte e il fianco della montagna. La superficie perimetrale totale al suolo è di: oltre 22.000 m2 e la superficie utile di più di 10.000 m

Il Fort des Têtes

Il Fort des Têtes

Il progetto di recupero per il turismo di lusso del Fort des Têtes: il proponente privato è il fondo di investimento Next Financial Partners

E’ un enorme progetto in itinere da oltre un anno che è stato presentato lo scorso week-end al Prefetto delle Hautes Alpes dal sindaco Fromm e da Ludovic Arnaud, amministratore delegato del Gruppo BA Finances, e di Next Financial Partners – un fondo di investimento con sede a St. Etienne e proponente il progetto.

Sono anni che molti professionisti considerano che i punti di forza storici e la tutela del patrimonio di Briançon possono essere raggiunti solo riutilizzandoli come fonte di sviluppo economico. Diversi progetti sono già state sollevate nel corso degli ultimi venti anni, ma nessuno aveva raggiunto la fase di quello presentato dal gruppo di investimento.

Il recupero del forte ruota attorno a un centro congressi e due alberghi di lusso (a 4 e 5 stelle) l progetto prevede due hotel di lusso di costruzione (4 e 5 stelle) – con un ristorante gourmet  – con una capacità totale di un centinaio di camere e la costruzione di due centri benessere (spa, sauna, bagno di vapore) con  vasche di acqua nelle vecchie  caserme e nell’ex polveriera.

Immerso nella vecchia Cappella del Governatore, il futuro centro congressi sarà dotato di diverse camere e un salone ad anfiteatro da 250 posti. Nelle ex caserme e nella casamatta sarà realizzato il più alto centro commerciale d’Europa, con negozi di lusso (marchi di prêt-à-porter, lingerie, gioielli, pelletteria, vini e liquori, ecc), “in grado di soddisfare le esigenze dei turisti come del mercato locale di prossimità”.

Inoltre, il programma prevede la realizzazione di una fabbrica di birra e bar. Il vecchio alloggiamento degli ufficiali sarà convertito in 14 unità a abitative da affittarsi a rotazione.

Siamo sulla Via Francigena, ma più che ai pellegrini si pensa a ospiti di target alto spendente a 365 giorni l’anno. O almeno 320, come le “giornate garantite di sole” che un cartello turistico da anni annuncia all’ingresso dell acittà.

Tutto dovraà essere pronto in due soli anni di lavori e l’apertura al pubblico è annunciata per il 2020. Una rivoluzione storica per una struttura militare austera costruita nel XVIII secolo oggi soggetta a degrado e visitabile solo d’estate. “I 12 edifici principali sono tutti a condizione di rischio per l’abbandono del sito dall’esercito nel 2009” , conferma Gabor Mester de Parajd, di architetto capo della gestione dei monumenti storici.

Next Financial Partners è specializzata in investimenti finanziari e gestione patrimoniale in Francia. “Quasi 150 investitori francesi hanno aderito a questo progetto finanziario innovativo – ha dichiarato Arnaudche  ha tre obiettivi: un investimento di 17 anni, per un costo di quasi il 9% l’anno e un’esenzione fiscale del 100%. L’investimento minimo per ogni partner è di 100.000 euro. Tra gli investitori,  pensionati, imprenditori, professionisti e sportivi di alto livello, soprattutto calciatori“.

Una parte del progetto di recupero del Fort des Têtes

Una parte del progetto di recupero del Fort des Têtes

Una nuova telecabina dal Champ de Mars per raggiungere il Forte

A completare il progetto, altri 4-5 milioni di euro saranno investiti per realizzare una telecabina, che dall’attuale piazza antistante il centro storico raggiuga il Forto. L’impianto sarà costruito in modo tale che “il sito sia completamente accessibile e visitabile per tutto l’anno”.   Dal 2021 l’ambizione è di avere  ambizione visitare 50. 000 visitatori, di cui quasi il 50% dei visitatori stranieri e quasi 100.000 turisti a partire dall’anno successivo.

Tanto per fare due conti della serva un investimento finanziario che vale più della metà della cifra che “cubano” le compensazione della Nuova Linea Torino-Lione che però verranno erogate al territorio con un orizzonte decennale. E questo appena a 12 kilometri dal confine sud-occidentale della Valsusa. Un altro mondo però, dove pubblico e privato remano tutti nella stessa direzione: economia e sviluppo attraverso la riconversione del patrimonio culturale in un’ottica ambientalista ed umanistica, con un rispetto assoluto del territorio e del patrimonio stesso. Ma pensando alla modernità ed al futuro dei residenti per creare condizioni di sviluppo per le giovani generazioni locali e attrarre capitali economici ed umani sulle proprie montagne.

Fantascienza svoltato l’angolo giù dal Monginevro mano a mano che si scende a valle…

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