Briançon, il Prefetto accusato di “stressare” gli immigrati richiedenti asilo Sette sudanesi sono ospitati nella vicina città francese e vogliono tornare in Italia

Briançon: uno scorcio della Ville VaubanBriançon: uno scorcio della Ville Vauban

BRIANÇON – Mentre in Italia le ferrovie chiudono le sala d’attesa delle stazioni di Oulx e Bardonecchia diventati alloggio d’immigrati, oggi su questo tema ci sarà un’incontro tra i sindaci e il prefetto di Torino, nella vicina città francese dalla scorsa estate presso il Centro di Accoglienza sono ospitati dei sudanesi che hanno fatto appello al Tribunale Amministrativo di Marsiglia per far ascoltare il loro caso. Gli uomini ritengono di essere trattenuti illegalmente e chiedono di poter circolare liberamente in tutti i paesi dell’Unione europea.

Un gruppo di sudanesi dallo sciopero della fame al Tribunale

Il gruppo d’immigrati, proveniente dall’Italia, venne espulso ma non si presentò mai alla porta d’imbarco dell’aeroporto di Marsiglia-Provenza per ritornare a Milano come previsto. Uno di loro era addirittura agli arresti domiciliari a Gap ma non fu più trovato. Per far valere le loro ragioni, e volendo uscire dal Centro di Accoglienza, gli immigrati dopo uno sciopero della fame e una lunga marcia tra Briançon e Gap, avevano incontrato il prefetto francese dichiarando che in forza degli Accordi di Dublino potevano ritornare in Italia.

Il caso, dopo la denuncia dei sudanesi, è finita in Tribunale. Si legge nella memoria presentata dal legale degli immigrati: “Le pratiche illegali del Prefetto mettono i richiedenti asilo sotto costante stress, mentre i secondi vogliono riposo e stabilità. Il rifiuto di registrare la domanda di asilo dei richiedenti, mentre la Francia è diventata responsabile per la loro applicazione, è una violazione grave e ovviamente illegale del diritto fondamentale di asilo“. Inoltre l’avvocato chiede per i suoi assistiti: “l’istruzione della richiesta di asilo e il pagamento di un aiuto legale provvisorio per i sudanesi in cerca di status di rifugiato“.