Siglato oggi a Briançon “PROSanté”, l’accordo per una sanità transfrontaliera tra la Valsusa e il Briançonnais Il progetto sperimentale finanziato da Interreg Alcotra I/F prevede l'accesso dei residenti ai due poli ospedalieri di riferimento

IL Centre Hospitalier des Escartons di BriançonIL Centre Hospitalier des Escartons di Briançon

BRIANÇON – E’ stato siglato oggi a Briançon, presso il Centre Hospitalier des Escartons de Briançon il progetto transfrontaliero“ PROSantè”, un programma  di cooperazione   in  ambito sanitario, avviato dal polo Ospedalierio delle Hautes Alpes  e l’ASL TO3 , in sinergia con l’Assessorato alla Sanità della Regione Piemontw, finanziato con fondi trasnfrontalieri Interreg Alcotra V I/F per offrire un’assistenza sanitaria che superi i confini, ai residenti e agli ospiti della Valsusa, e del Briançonnais superando frontiera, barriere linguistiche e normative nazionali

Il Progetto PROSanté

FInanziato in parte dalla Unione Europea, con 672.000 euro, di cui  430 mila destinate all’ASL TO3/Regione Piemonte e  242 mila  all’Ospedale di Briancon, sull’Asse Alcotra Italia/Francia,  e che da domani, 9 marzo,  è pronto ad essere avviato nella sua fase operativa.  Negli anni sono state numerose le occasioni di incontro e di confronto fra la  sanità valsusina e quella d’oltralpe, già a partire dalle Olimpiadi di Torino2006, e oggi,con  l’approvazione di questo  progetto, la cooperazione fra le due oraganizzazioni sanitarie delle due Valli confinanti, diventa realtà.

Focus del progetto è la  “creazione di una rete sanitaria condivisa che faciliti il percorso dei pazienti con il riconoscimento bilaterale reciproco e l’accesso all’assistenza sanitaria e ai diritti dei pazienti in un quadro giuridico riconosciuto”.

I territori del Briançonnais e delle Valli di Susa e Sangone presentano molte similitudini sia nelle caratteristiche delle popolazioni, sia nella lontananza dalle aree metropolitane con  il comune rischio di un crescente divario nelle opportunità di accesso ai servizi  rispetto alle aree urbane.  “L’intesa  tra la direzione dell’ospedale di Briançon e la Direzione Generale dell’ASL TO3 – dicono da questa – permette ora  di porre le basi per identificare nuovi  percorsi sanitari transfrontalieri nel quadro della direttiva 24/UE/2011 rispettando i principi di equità e reciprocità. L’effettiva  frequenza con cui avviene lo scambio  di pazienti, sebbene permesso dalla Normativa Europea, non è stata finora mai considerata in un modello organizzativo condiviso tra le parti e finalizzato a definire percorsi di cura unici e migliorativi della presa in carico  nel rispetto della programmazione sanitaria dei reciproci contesti nazionali e regionali.

Il contesto nel quale si svilupperà il progetto comprende da una parte tutti i servizi presso gli Ospedali e quelli territoriali  dell’ ASL TO3 (con particolare riferimento ai distretti montani ed agli  Ospedali di Rivoli e Susa) e dall’altra l’Ospedale di Briançon, con l’ampia area di riferimento circostante (Gap, Embrun e Aiguilles) . Si tratta di una sperimentazione che si pone anche l’ambizioso compito di consentire a livello regionale e nazionale di poter tenere espressamente conto delle aree trasfrontaliere prevedendo le necessarie specificità nell’ambito della normativa di riferimento e della  programmazione sanitaria.

Ai residenti nei due territori saranno fornite informazioni sulle modalità di accesso alle cure transfrontaliere e sui processi organizzativi delle reciproche strutture sanitarie  che puntano a  consolidare e sviluppare scambi effettivi di operatori e professionisti, con percorsi di formazione ed aggiornamento,  facendo sì che le rispettive reti di servizi e di percorsi assistenziali cooperino attivamente e costantemente fra loro  integrandosi a vicenda.

Un Comitato di pilotaggio assicurerà la governance del progetto ed un Comitato tecnico operativo la gestione amministrativa  il tutto all’interno di un cronoprogramma di iniziative che si svilupperà da oggi a settembre 2019 e che partirà da uno studio di fattibilità per  identificare le offerte di prestazioni sanitarie, le rispettive modalità di accesso in una logica di reciproco riconoscimento a partire dalla definizione dei bisogni di salute del territorio.

Il progetto avrà una forte componente di innovazione  gestionale;  il confronto tra professionisti verrà supportato da  modelli di apprendimento “smart & social”, condivisione di strumenti 2.0, corsi di formazione specifici con reciproci modelli di apprendimento on the job in entrambi sistemi sanitari appartenenti al progetto. E ovvisamente superare quello che sembra esserun problema, cioè la lingua, visto che se i franxesi per abitudine e orgogliocercano dinon parlare italiano, da questa parte del Monginevro coloro che padromeggiano il francese sono diventati – per assurdo – davvero pochi – e non sono certo la maggioranza in ambito sanitario.

La firma dell’acccordo di programma

Per parte piemontese sono intervenuti  Flavio Boraso Direttore Generale dell’ASL TO3, Davide Minniti Dirigente Medico degli Ospedali di Rivoli e Susa, il Direttore del Distretto valsusino Mauro Occhi,  il referente del Progetto Europeo Michele Presutti ed il Sindaco di Susa Sandro Plano. Per la delegazione francese  fra gli altri Yanni Le Bras, Direttore dell’ Ospedale di Briançon,  e  Joël Giraud  Sindaco di Briançon e Deputatopresso l’Assemblée Nationale.

Questo è il primo progetto italo francese di questo livello ad essere finanziato dall’Europa. Sanità e salute non hanno confini se non quelli amministrativi che si tenterà di superare. Si tratta di un  progetto di studio che getta le basi per sviluppare nuove modalità di relazione tra clinici” – ha sottolineato Flavio Boraso – Direttore Generale dell’ASL TO3 – “il progetto intende inaugurare uno spirito diverso nella relazione italo-francese sul versante della salute,  superando le logiche di competizione e avviare una nuova reciprocità tra i due paesi su un terreno così importante come quello della cura e dell’assistenza.”

“Oggi i diritti alla salute del cittadino non sono i diritti di quello italiano o francese ma del cittadino europeo, ed e’ importante costruire un cittadino europeo a partire dalla tutela della sua salute “ – ha commentato  il Sindaco di Susa Sandro Plano – “Un grande elemento di preoccupazione è la riduzione dei servizi a fronte di numeri non sostenibili superando  un clima di diffidenza non aiuta a ridurre questa preoccupazione avendo  come obiettivo il bene dei cittadini in un territorio difficile come quello della montagna”.

Anche l’Assessore alla Sanità del Piemonte Antonio Saitta – non presente alla firma – ha espresso in un comunicato stampa la sua soddisfazione:  “Si tratta di arrivare finalmente nel concreto – dopo anni di parole – a creare una rete sanitaria condivisa che faciliti il percorso dei pazienti con il riconoscimento bilaterale reciproco e l’accesso all’assistenza sanitaria e ai diritti dei pazienti in un quadro giuridico riconosciuto. I territori del Briançonnais e delle Valli di Susa e Sangone presentano molte similitudini sia nelle caratteristiche delle popolazioni, sia nella lontananza dalle aree metropolitane: con questo progetto lavoriamo per evitare il rischio del divario nelle opportunità di accesso alle cure e alla fruizione dei servizi. rispetto alle aree urbane.  PROSAnté è Una sperimentazione ambiziosa, che dimostra ancora una voltala nostra attenzione all’Ospedale di Susa, di cui abbiamo potenziato recentement la cardiologia. E nella cardiologia e nell’ortopedia sono già stati individuati due importanti elementi di attrazione per Susa, ma anche altri sono allo studio dei tavoli di lavoro.”

Il Sindaco di Briançon Joël Giraud

“Le condizioni particolari in cui operano gli Ospedali in un contesto di montagna turistica e turistica e tarnsfrontalier , come quello di Briançon, dovranno essere prese in considerazione delle Agenzie Regionali della Sanità (nda le ARS in Francia) anche in tempi di riduzione generalei dei conti pubblici. Il futuro del Centre Hospitalier des Escartons è decisamente avviato verso una prospettiva garantita e di sviluppo”. Nella  sua veste di deputato all Assemblée Nationale Giraud, ha fatto votare in commissione un emendamento che obbliga la pianificazione sanitaria regionale di tenere conto nella valutazione del bacino d’utenza, delle aree transfrontaliere.

 “Abbiamo lottato molto dal 2012 battaglia dal 2012 per mantenere ilnostro OSpedale e i suoi livelli elevati di  servizi. qOra la fiducio è stat ritrovata, A fine 2016 è arrivato un modernissimo scanner TAC e aspettiamo la  risonanza magnetica. Questo perché nella legge sanitaria siamo riusciti a far di prendere in considerazione la natura transfrontaliera, la il bacino turistico e peculiarità di una forte stagionalità. Con la nuova Legge sulla montagna e la declinazione per l’Ospedale degli Escartons della sua specificità montana, la valutazione dei tempi reali di percorrenza, si è vinta la sfida. E anche questo progetto ne è il risultato.”

Il progetto PROSanté va davvero nel senso di un superamento delle barriera amministrative in ottica di Alpi e non di Stati, ma non è una novità assoluta. Già nei promi anni ’90 l’Ospedale di Briançon aveva avviato una campagna di formazione del suo personale per trattare i pazienti italiani, con stage presso l’Ospedale di Pinerolo . Aquesi tempi tra la’ltro il gemellaggio tra Sua e Briançon era molto attivo e vivace. E in ogni caso per i residenti dell’Alta Valle Susa, grazie a forme di assicurazione privata, da sempre il polo ospedaliero della “Ville Vauban” è quello di riferimento, a partire dalla maternità.

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