Buttigliera capofila di un progetto turistico integrato da 13milioni Coinvolti altri sette comuni della collina e della Bassa Valsusa

Buttigliera Ranverso

BUTTIGLIERA – 13milioni di euro potrebbero ricadere sull’area tra la collina morenica e la bassa val di Susa. Una progettazione di fondamentale ricaduta per un’area vasta, che punta sull’economia del turismo green. Buttigliera è capofila della cordata di sette Comuni. I vicini della collina Rosta, Villarbasse, Reano e Rivoli. Dalla val di Susa Sant’Antonino e Chianocco. Accanto ai Comuni, l’Ente Parco Alpi Cozie, il “Centro culturale diocesano” di Susa e la Cna.

I contenuti del piano: restauri, sport e circuiti bio.

Lo studio di fattibilità prevede la creazione di un circuito turistico che parte dal recupero dei principali monumenti della zona. Dall’Ospedaletto di Ranverso alla Collegiata Alta di Rivoli, dalla Cappella della Pietà di Reano alla Certosa di Montebenedetto. Sul fronte sportivo, la realizzazione di un percorso cicloturstico che attraversa tutta la collina morenica e i mareschi di Sant’Antonino; più il potenziamento della ferrata dell’Orrido di Chianocco.

Cifra distintiva del progetto, come riassunto dal titolo, la sostenibilità e il bio. Nello studio di fattibilità compare un percorso di ristorazione a kilometro zero; biocosmesi; siti natural style; mercati e negozi di prodotti locali.

Un ostello di charme a Ranverso.

Nello specifico di Buttigliera, il progetto si inserisce nel solco della partecipazione all’associazione “Città del bio”. “Esclusa Torino città, la nostra regione attira ogni anno 10 milioni di turisti – riprende il sindaco Alfredo CimarellaDi questi, solo 180mila soggiornano nei nostri Comuni, fermandosi in media un paio di giorni. L’intenzione è incrementare queste cifre e soprattutto la ricaduta sul nostro territorio, i nostri produttori, le nostre aziende”. Buttigliera punta sulla perla della precettoria di Ranverso.

Vorremmo trasformare l’Ospedaletto in un ostello di charme, con ristorazione e accoglienza alberghiera. Abbiamo già un progetto esecutivo, a proposito, finanziato dall’Unione Industriale, Fondazione Magnetto e Fondazione San Paolo”. Parte del finanziamento delle opere potrebbe essere inserito nelle opere a compensazione dei cantieri della “Nuova linea Torino-Lione”.