Cambia il Turismo in Piemonte: il Consiglio Regionale ha approvato la Legge di Riforma Nasce una nuova Agenzia per il Turismo in Piemonte e prevede maggiore compartecipazione fra pubblico e privato

Cesana - Comune e Ufficio ATL (Foto Marco Cicchelli)Cesana - Comune e Ufficio ATL (Foto Marco Cicchelli)

TORINO – La Regione Piemonte si è impegnata a cambiare la governance del turismo e intende aprirsi ai privati che nelle intenzioni della Giunta avranno un ruolo più attivo, secondo le intenzioni della nuova Legge quadro messa a punto dalla amministrazione Chiamparino ed approvata nella seduta odierna del Consiglio Regionale. Il disegno di legge che porta il titolo “Nuove disposizioni in materia di organizzazione dell’attività di promozione, accoglienza e informazione turistica in Piemonte”.è stato approvato a maggioranza – con 31 sì, 7 no del gruppo M5S e 7 astensioni dell’opposizione di centrodestra.

“Con questa riforma – sostiene L’Assessore delegato Antonella Parigi – diamo vita ad un modello di gestione che coinvolge tutti gli attori del sistema, ottimizza il lavoro di promozione e ci permette di essere in linea con le moderne dinamiche del settore. Oggi è necessario sviluppare adeguate strategie di marketing, a partire da una più efficace presenza sul web, con scelte maggiormente orientate alle caratteristiche della domanda e alle reali esigenze e aspettative delle diverse tipologie di turista, caratterizzando e posizionando al contempo il marchio Piemonte sul mercato turistico internazionale”.

Il testo, va a modificare un impianto normativo vecchio ormai di 20 anni e che necessitava nelle intenzio del Governo Regionale,  di una revisione “capace di adeguare la competitività turistica piemontese agli scenari del mercato contemporaneo”. Il testo , ha come punto focale la creazione di un’Agenzia per la promozione e lo sviluppo turistico che assorbirà vari organismi preesistenti ed accoglierà al proprio interno, sebbene con quote di minoranza, anche i privati: si chiamerà DMO Turismo Piemonte e si occuperà della formulazione delle azioni strategiche, organizzative e operative alla base dell’offerta turistica.

DMO sta per Destination Management Organization, termine internazionalmente usato in ambito turistico per indicare proprio la gestione di tali attività (che però prevedono nei distretti turistici la presenza della figura del Destination Manager, pressoché sconosciuto da queste parti). Il nuovo  soggetto prevede la fusione fra le società Sviluppo Piemonte Turismo e Istituto per il Marketing dei Prodotti Agroalimentari (IMA Piemonte). E sarà aperto alla partecipazione delle ATL, delle Camere di Commercio e di altri soggetti pubblici e privati interessati alla promozione e allo sviluppo del turismo in Piemonte. La nuova realtà avrà anche il compito di coordinare le ATL e gli altri organismi che operano nel settore.

“La governance del settore cambia completamente – ha sottolineato l’Assessore Parigi – La Regione manterrà la maggioranza ed entreranno privati qualificati, a partire da Unioncamere. Ma ci sono già trattative con Arpiet, Confcommercio e altri. Il loro ingresso è fondamentale non solo sotto il profilo delle risorse, ma anche perché portano un’importante capacità imprenditoriale. In questo modo ci si coordina meglio e si evita la dispersione delle risorse. All’inizio non ci saranno soggetti singoli, ma dopo una prima fase anche questi potranno entrare in base ai bandi che saranno emessi”.

Parigi chiarisce anche che “le competenze delle nuova agenzia andranno dalla promozione sportiva a quella in campo enogastronomico” e che “le ATL diventeranno società consortili, ma dovranno occuparsi soprattutto di accoglienza. Il tempo in cui ognuna andava a promuoversi per conto proprio è finito, se vorranno fare marketing del territorio dovranno agire insieme”.

Il riordino delle agenzie di accoglienza e promozione turistica locale – le ATL – rappresenta infatti un altro elemento di innovazione secondo le intenzioni regionali: pur mantenendone invariate le finalità e le attività, ne vengono ridefinite e uniformate la forma giuridica – diventano ora tutte società consortili a responsabilità limitata – così come gli organi e le relative scadenze. Ma soprattutto, analogamente al modello dell’agenzia regionale, diventa fondamentale il ruolo della compartecipazione pubblico-privata: ad integrazione dei contributi regionali erogati in proporzione alle quote possedute, è infatti prevista la compartecipazione di soggetti pubblici e privati che operano nell’area di competenza, corrispondente alle rispettive quote consortili. Inoltre, l’attività di promozione avverrà in forma aggregata in sinergia con altre agenzie, omogenee per territorio o per prodotto turistico.

Di diverso avviso gli esponenti dell’opposizione.

Mauro Campo del M5S ha dichiarato il voto contrario del suo gruppo “in quanto il nuovo provvedimento è peggiorativo rispetto alla legge esistente e, al di là di un paio di emendamenti, non è cambiato sostanzialmente. La nuova Agenzia regionale dovrebbe mettere molto più a sistema le competenze, le risorse e le strategie per la promozione turistica. Il tentativo è vanificato dalla limitata partecipazione degli operatori interessati. Già nel testo legislativo dovevano essere definiti gli organi e i finanziamenti della Dmo, come per le Atl, ma il tutto è stato demandato alla Giunta regionale. Un progetto apparentemente ambizioso con l’accorpamento nella Dmo dell’Istituto per promozione dei prodotti agroalimentari e delle competenze per la promozione del turismo sportivo, che però risulta essere solo una citazione senza regolazione del sistema. Carente anche il lato della programmazione che viene limitata all’anno, risultando anche in contraddizione con le disposizioni della norma finanziaria. Negativa anche la mancata terzietà dell’Osservatorio turistico”.

I gruppi di centrodestra, invece, hanno manifestato contrarietà al provvedimento nel corso dell’esame in Aula presentando anche loro degli emendamenti, due dei quali approvati nella seduta finale. I motivi di opposizione al testo dell’Esecutivo e che hanno portato all’astensione, in parte simili a quelli esplicitati dall’opposizione del gruppo M5S, sono stati espressi da Gian Luca Vignale (FI), che ha lamentato che “è stato previsto un accentramento di competenze e di attività che sarebbe stato più opportuno lasciare a una dimensione territoriale. Il rischio è quello avvantaggiare e rafforzare ulteriormente le aree già forti, penalizzando quelle deboli. Con la vecchia legge 75/1996, territori che erano marginali anni fa, ora sono cresciuti e sono diventati aree turistiche importanti”.

Soddisfatta, ovviamente la maggioranza intervenuta nelle dichiarazioni di voto  con Raffaele Gallo (Pd), presidente di Commissione:  “Dopo circa vent’anni consegniamo, con la riscrittura la legge 75/1996, solide basi per riorganizzare al meglio il sistema turistico piemontese per cogliere, quindi, le opportunità per il territorio – ha affermato Gallo – Un testo innovativo e articolato per fare sistema tra operatori pubblici e privati e per incrementare ulteriormente i flussi turistici sul nostro territorio”.

Prima della votazione finale è stato approvato all’unanimità un ordine del giorno, primo firmatario Paolo Allemano (PD), già Sindaco di Saluzzo, che impegna la Giunta regionale “a promuovere un percorso di ammodernamento e riorganizzazione del sistema di rilevazione del movimento clienti nelle strutture ricettive, attraverso un portale dedicato dalla facile fruizione, affinché l’Osservatorio del turismo,  ch eora sarà gestito da DMO Turismo Piemonte, possa avere una base di dati reali al fine di analizzare la situazione dell’offerta, l’andamento e l’evoluzione della domanda e dei flussi attraverso la raccolta e l’elaborazione dei dati. E che impegna la Giunta a sollecitare, parallelamente, il Governo ed il Parlamento affinché siano attuate le modifiche normative atte a realizzare il necessario adeguamento alle disposizioni del TULPS (il Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza)  prevedendo una migliore integrazione su base nazionale tra le esigenze statistiche e di pubblica sicurezza connesse alla rilevazione delle presenze turistiche.”

La norma finanziaria è quantificata complessivamente, nell’esercizio finanziario 2016, in 8,9milioni di euro, in termini di competenza e di cassa.