La candidata della Sacra all’Unesco ha ricevuto l’appoggio del mondo politico e imprenditoriale Il sindaco Fracchia: "La Sacra è la nostra casa e sarà il punto centrale dell'offerta turista non solo della valle"

La candidatura Unesco della Sacra di San MicheleLa candidatura Unesco della Sacra di San Michele

TORINO – Doveva essere una conferenza di presentazione alla candidatura ma è stato molto di più l’incontro di oggi a Torino. L’obiettivo è far diventare la Sacra di San Michele, insieme ad un gruppo di altri edifici religiosi coevi, a marchio Unesco.

Il sindaco Dario Fracchia

“Sono assolutamento soddisfatto per quando emerso oggi- dice il sindaco di Sant’Ambrogio – intanto la composizione del gruppo di lavoro. Ci sono le amministrazioni, i gruppi di volontari, il mondo imprenditoriale e tanti protagonisti che credono in questa possibilità di sviluppo e crescita territoriale. Un gruppo di comuni che vedo oltre il proprio, alcuni imprenditori che ridanno fiato occupazionale alla valle e che si interessano attivamente e tante persone che si dedicano al monumento, alla sua vita e alla susa crescita”. “Questo è solo il primo passo- dice Fracchia – sono ottimista e crede nell’enorme possibilità che questa intenzione quando si tradurrà in pratica potrà offrire”.

La conferenza

“Il paesaggio culturale degli insediamenti benedettini nell’Italia medievale” è stato il tema della conferenza di presentazione del progetto di candidatura del bene monumentale in sede Unesco. Presso  il Circolo dei Lettori a Torino si sono alternati “pezzi da novanta” come Sergio Chiamparino, Romano BorchielliniGennaro MiccioLuca Michele Terzaghi e Vito Nardin. Oltre Fracchia c’era Fabrizio Borgesa, sindaco di Chiusa di San Michele. Si sono poi alternati studiosi, ricercatori e conservatori per esporre le ragioni che porteranno la Sacra di San Michele a questa gara verso la riconoscibilità Unesco.