Cani, maleducazione e cartelli al camposanto di Rivalta

RIVALTA – È una storia di maleducazione e inciviltà che dura da tempo e che si ripete ogni volta che Lello, il preciso e attento custode del cimitero cittadino, si prende cura delle aree verdi che circondano il camposanto. Il decespugliatore che impiega per il taglio dell’erba, infatti, sminuzza e scaglia tutto intorno e sui suoi abiti non solo i fili verdi ma anche le deiezioni canine che proprietari villani e sporcaccioni si guardano bene dal raccogliere, come  prescritto dalla legge e dalla buona creanza. Perciò qualche tempo fa il custode, stanco di sopportare che  aree verdi, aiuole,  viali e basse ciotole colme di fiori di cui si prende cura venissero trasformate in una latrina per quadrupedi e disgustato di dover subire un pioggia di escrementi a ogni taglio d’erba, ha affisso un cartello in cui avvisava i proprietari dei cani della situazione, sperando in comprensione e pentimento. Ha ricevuto invece una risposta scritta su foglio A4 e corredato di nastro adesivo nero nel quale lo sconosciuto realizzatore invita “a Farsi furbi” perché le deiezioni canine – indicate in modo molto meno gentile – concimano mentre “Bottiglie di plastica, lattine e pacchetti di sigarette ci mettono secoli a dissolversi”. Così, un altro cartello di Lello è comparso accanto al primo, con l’invito rivolto all’ignoto ecologista mancato perché passi in ufficio per avere e dare chiarimenti. In attesa di riposta, il deluso ma non domo custode ha chiesto e ottenuto dal Comune che un cartello come i tanti che ora costellano il territorio e invitano alla raccolta dei “depositi” canini compaia anche al camposanto.