Inaugurata presso la Caserma dei Carabinieri di Susa la sala di “ascolto” per le donne vittime di violenza Il progetto è sostenuto dalla Città Metropolitana e dall'Associazione "Svolta Donna" insieme ai Comandi Territoriali dell'Arma e delle altre Forze di Polizia

La consigliera metropolitana Carlotta Trevisan, l'avvocato Silvia Lorenzino  e il Colonnello Emanuele De Santis, al taglio del nastroLa consigliera metropolitana Carlotta Trevisan, l'avvocato Silvia Lorenzino e il Colonnello Emanuele De Santis, al taglio del nastro

SUSA – Questa mattina a Susa presso la Caserma dei Carabinieri è stata inaugurata la “saletta” di ascolto per le donne vittime di violenza:   una nuova tappa del progetto “Una stanza per te”, un’idea nata da una proposta dell’Associazione Svolta Donna per creare all’interno di Commissariati e caserme spazi protetti, accoglienti e adeguatamente attrezzati, per raccogliere le testimonianze delle donne che entrano per denunciare violenze su di sé o sui propri familiari.

Quella di Susa è una delle 17 stanze realizzate in Commissariati e caserme territoriali dell’Arma e nuclei specializzati di Polizia Locale (Moncalieri, Venaria, Ivrea): un progetto avviato dalla ex Provincia e proseguiro  Città Metropolitana di Torino, chha raccolto il testimone per il completamento della rete di salette.

Al taglio del nastro di  oggi – con il Comandante Provinciale Colonnello Emanuele De Santis, erano presenti tutti Comandanti di Stazione della Compagnia Carabinieri di Susa insieme ovviamente al Capitano Flavio Pieroni,  ma anche il Comandante del Distaccamneto della Polizia Stradale il Sostituto Commissario  Ezio Aime  e il Commissario Christian Falliano di Bardonecchia a significara la stretta collaborazionedi tutte le forze di Polizia sul territorio.

Con loro la  Consigliera delegata a Diritti sociali, parità e welfare   della Città metropolitana di Torino Carlotta Trevisan e l’avvocato Silvia Lorenzino, presidente dell’Associazione “Svolta Donna Onlus” insime ad una rappresentanza dei sindaci dell’Alta e Bassa Valle e di operatori dell’ASLTO3.

Gli interventi 

Il Colonnello De Santis  ha ricordato come la creazione di quesat apposita stanza, volutamente accogliente, un po’ diversa dalle normale stanza di un ufficio di caserma “sia uno strumento in più offerto a chi è in difficoltà perché vittima  questo tipo particolarmente odioso e delicato di reati. Una saletta che è messa a disposizione delle vittime, sin a partire da condotte fattispecie che non necessariamente sfociano in un iter giudiziario. Vogliamo andare oltre la mera denuncia di fatti reato. In collaborazione con il volontariato, con gli operatori sociali, i nostri militari di ogni Comando Stazione – a partire dal personale femminile – sono e saranno al fianco delle vittime e di tutti gli operatori che sono impegnati in campo contro la violenza sulle donne. Quello che è importante è – per quanto possibile – fare prevenzione e intervenire prima che avvengano fatti gravi o peggio ancora non rimediabili. Per questo è importante inserire la Forze di Polizie in un sistema di rete di ascolto. L’Arma ha per storia e tradizione le sue antenne sul territorio, ma per queste fattispecie occorre davvero rompere il silenzio alle prime avvisaglie”.

L’avvocato Silvia Lorenzino, presidente  dell’Associazione Svolta Donna ha ricordato infatti che l’idea di costruire le salette è nata in seno al Tavolo di coordinamento provinciale contro la violenza alle donne, un organismo che riunisce enti pubblici e associazioni che lavorano sul territorio “con l’obiettivo di costituire una “rete” di soggetti che, ciascuno nel proprio ambito di competenza, mettono a disposizione professionalità e servizi in campo sanitario, psicologico, legale, giudiziario e di ordine pubblico, culturale, socio-assistenziale ed educativo e per accompagnare le vittime di violenze nel percorso, non semplice, di superamento dei traumi – non solo fisici – subiti. 

E’ fondamentale – ha aggiunto – che le persone che subiscono violenza, vengano letteralmente “acchiappate” dalla rete territoriale, e non si rifugino nel silenzio che le portebbe ad essere vittime predestinate. La salette sono uno strumento fisico, ma quel che conta è che la comunità sociale si attivi alle prime avvisaglie e contattino – se non lo ha già fatto di persona la vittima – gli operatori sociali, sanitari, un legale e le Forze dell?Ordine. Non importa chi arriva primo. Importa che poi la donna non sia lasciata sola ed entri nel meccanismo di tutela e assistenza.”

Molto onestamente la Consigliera Carlotta Trevisan ha ammesso i limiti del suo Ente, alle prese con bilanci risicati: “Tuttavia il nostro impegno per sostenere questo progetto e l’accompagnamento delle vittime in percorso di recupero sociale e assitenza anche dei minori coivolti sarà sempre massimo e prioritario. La crisi sociale ha acuito i conflitto all’interno delle famiglie e anche i modelli di relazione di coppia hanno subito negli anni una pericolosa china in caso di ritture, con purtroppo, sempre di più le donne esposte a ogni genere di violenza. Anche di tipo economico. Per cui è fondamentale alzare l’attenzione sull’argomento e fare tutto ciò che possibile, ciascuno nell’ambito delle proiprie competenze, ma in collaborazione massima.”

Gli sportelli di ascolto e accoglienza di “Svolta Donna” sul territorio del ASLTO3

In chiusura la Lorenzino ha ricordato che oltre al numero di emergenza unificato del 112 il numero verde dell’Associazione 800 093 900 e i 4 sportelli ad accesso diretto sul territorio, presso i quali ci si può presentare senza telefonare o prendere appuntamento. Il quinto è a Pinerolo.

  • Avigliana il giovedi’ dalle 10 alle 12 presso Villa San Giuseppe in Via Pirchiriano 5
  • Orbassano il mercoledi‘ dalle 10 alle 12 presso l’Ospedale San Luigi  (ambulatori centrali)
  • Rivoli il venerdi’ dalle 10 alle 12 presso l’Ospedale
  • Susa il martedi’ dalle 10 alle 12 presso l’Ospedale (si prega di contattare il numero verde per informazioni sull’orario)

 

Questo slideshow richiede JavaScript.