Cavour era un disoccupato e anche svogliato, lo scrive Ruggiero Alle stampe il libro "Specchi lontani, il giovane Cavour e altre storie dell'Ottocento"

Michele Ruggiero con Specchi lontani

RIVOLI – A ventidue anni, figlio cadetto, era un disoccupato – per quanto i nobili d’allora potessero dirsi disoccupati – senza altra prospettiva che trasformarsi in un “gentilhomme campagnard” o di indirizzarsi alla carriera diplomatica. Si intendeva un pò di musica, strimpellava, malamente, il violino, conosceva un poco il latino e molti versi, a memoria, di Dante e Petrarca, perché allora la memoria veniva coltivata. Si esprimeva in un ottimo francese, per lui la lingua naturale, come del resto avveniva per gran parte dell’aristocrazia subalpina, aveva ottime conoscenze di matematica, scienze ed economia, ma per tutta la vita si lamentò di non avere avuto un’educazione letteraria. Chi era? Camillo Cavour che passò poi alla storia con altre e ben più sicure doti di quelle che aveva da adolescente. A raccontare la vita del Conte e di altri illustri personaggi dell’Ottocento italiano ci ha pensato il professore Michele Ruggero nelle pagine di “Specchi lontani, il giovane Cavour e altre storie dell’Ottocento“.

L’Autore, con la bravura letteraria e la freschezza di ritmo che lo contraddistingue, presenta in questo libro un caleidoscopio di personaggi, fatti e passioni nel quale compaiono molte persone ora dimenticati, ieri al centro del gossip mondano del Regno di Sardegna.  I tanti ritratti e scenari proposti vanno a comporre l’affresco di una stagione complessa che a cavallo fra Settecento e Ottocento ha dato origine a quei percorsi spesso non lineari che sono poi confluiti nel corso principale della storia dell’Unità d’Italia. Un ritratto che manca è quello dell’autore, che pur non essendo di due secoli fa, incarna nei modi e nello stile la grazia, la cultura e il garbo di corte. Michele Ruggiero è autore di numerosi saggi storici sulla Rivoluzione francese e sul Risorgimento, con particolare attenzione alle vicende del Piemonte.

Ai cultori della storia di casa nostra, ai curiosi delle vicende personali di nomi che oggi vengono ricordati sopratutto nella toponomastica stradale, consigliamo questa lettura che trascina, diverte e a tratti commuove. Il libro è in edicola per le Edizioni NEOS.

Per maggiori informazioni: http://www.neosedizioni.it/