Andare a funghi in sicurezza con i consigli del Corpo nazionale del Soccorso Alpino Piemontese Negli ultimi giorni ci sono stati venti incidenti: "Troppi e dovute alla foga della ricerca ed eccessiva imprudenza"

Raccolta funghiRaccolta funghi
TORINO – La stagione dei funghi in alcune zone del Piemonte è partita molto bene, complice anche la temperatura mai troppo bassa che ne ha favorito la crescita e negli ultimi dieci giorni molti frequentatori dei boschi si sono avventurati con la speranza di riempire il proprio cesto di funghi, spesso senza rispettare le più elementari misure di precauzione. I bulajé locali sono grandi conoscitori dei propri boschi, ma spesso sono persone avanti negli anni che vengono trascinati dall’entusiameo della ricerca. Quelli improvvisati che invece si affollano nei boschi e arrivano da fuori zona si avventurano spesso senza nemmeno conoscere il terreno.
Basta una distorsione, una banale caduta e in zone prive di copertura per i cellulari, in mezzo alle piante, poi i soccorsi si complicano e non poco per gli operatori del sistema di emergenza. Il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS Piemonte) solo in questi primi giorni di fine esatte ha infatti  effettuato 20 operazioni di soccorso per cercatori di funghi smarriti o infortunati. Interventi che arrivano al 112 spesso in tarda sera – quando il cercatore di funghi non è rientrato a casa – e che poi richiedono anche un attento studio del territorio spesso caratterizzato da terreni impervi;  i cercatori di funghi  si allontanano dai sentieri per cercare le zone meno frequentate e raramente comunicano in quale area si recheranno. I rischi più frequenti sono la scivolata e  il malore da eccessivo affaticamento.
Il CNSAS raccomanda agli appassionati di seguire le misure di precauzione per evitare più possibile gli incidenti:
  • muoversi sempre in compagnia
  • comunicare con precisione dove si intende recarsi
  • indossare scarponi da montagna al posto degli stivali di gomma.
  • ricordarsi che il telefono cellulare in molte zone interne non aggancia alcuna rete.

E se mai ci si smarrisse? Si può perdere il sentiero ma non bisogna mai perdere la testa facendosi prendere dal panico: meglio tornare sui propri passi. In caso di necessità un piccolo zaino ben organizzato sarà utile per far fronte a qualche imprevisto;

  • un piccolo kit di pronto soccorso (cerotto, disinfettante, garza sterile e benda elastica)
  • un coltello multiuso,
  • un maglione, una giacca impermeabile ed antivento
  • un telo termico
  • una pila frontale,
  • cibo e soprattutto bevande di ristoro.
 Con poco peso sulle spalle si è in grado di risolvere molti problemi. Così, con un po’di consapevolezza, la raccolta dei funghi potrà essere semplicemente una divertente e gustosa esperienza libera da rischi eccessivi.
Un unità cinofila del Soccorso Alpino con cane molecolare

Un unità cinofila da ricerca persone del Soccorso Alpino con cane molecolare