Un successo la quarta edizione della rassegna “Cesana InConTra” Organizzatore il presidente del Club Atlantico del Piemonte Alberto Colomb

Cesana incontra edizione 2017Cesana incontra edizione 2017

CESANA – Sabato 5 e domenica 6 agosto ha avuto luogo a Cesana Torinese, la quarta edizione della rassegna “Cesana InConTra” appuntamento tradizionale del calendario estivo del Comune di Cesana e dell’intero comprensorio dell’Unione Montana Comuni Olimpici Via Lattea.

Il convegno “La politica estera americana tra continuità e mutamento” organizzato dal Club Atlantico del Piemonte in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università Cattolica di Milano si è svolto con il patrocinio dell’Esercito Italiano, del Consolato Generale degli Stati Uniti d’America di Milano, della Camera di Commercio americana in Italia, del Consiglio Regionale del Piemonte e del Comune di Cesana Torinese, che come ha ricordato il Sindaco di Cesana, Lorenzo Colomb, in apertura della due giorni, è sempre onorato di ospitare un convegno autorevole, unico nel suo genere e che vede ogni anno la partecipazione di numerosi e qualificati ospiti, militari che ricoprono importanti ruoli operativi, accademici di fama internazionale ed esperti di politica internazionale e delle relazioni internazionali che contribuisce a promuovere in maniera autorevole Cesana Torinese.

Cesana incontra edizione 2017

Cesana incontra edizione 2017

Sono intervenuti il Generale di Corpo d’Armata Giorgio Battisti, già Capo di Stato Maggiore di ISAF, Comandante NATO Rapid Deployable Corps – Italy che ha illustrato gli aspetti strategici-militari e le trasformazioni dello scenario internazionale dalla fine della guerra fredda (1991) ai nostri giorni, il ruolo dell’Italia e la sua vocazione ad ambire una posizione di media potenza regionale, tema sviluppato anche in una intervista pubblicata sulle pagine del Corriere della Sera dell’8 agosto e ripresa dai principali media nazionali, il Medio Oriente e la sua instabilità permanente, la Libia, il terrorismo internazionale e le principali strategie da mettere in campo per fronteggiare la minaccia.

Il vertice della NATO Rapid Deployable Corps

Il Generale di Brigata Antonio Pennino, Comandante Centro Post Conflict Operations e già al vertice del NATO Rapid Deployable Corps – Italy, ha illustrato nel corso dei due giornile principali “lezioni apprese” dell’impiego dell’Esercito Italiano nelle missioni internazionali nel mondo alle quali l’Italia partecipa e ha illustrato le operazioni internazionali in atto alle quali le nostre Forze Armate partecipano sotto l’egida dell’ONU, della NATO, dell’Unione Europea e quelle in ambito nazionale, a cominciare dall’operazione Strade Sicure che garantisce la sicurezza nelle principali città italiane e luoghi di affluenza turistica e che vede impegnato particolarmente l’Esercito in collaborazione con le forze dell’ordine per assicurare la prevenzione di attacchi terroristici sul territorio nazionale.

Storia dei Trattati e Politica Internazionale

Il professor Massimo de Leonardis, ordinario di Storia delle Relazioni e delle Istituzioni Internazionali, docente di Storia dei Trattati e Politica Internazionale, ha analizzato le principali fasi della politica estera americana, in una prospettiva storica e di lungo periodo, ha ripercorso in particolar modo la storia degli Stati Uniti nel periodo post-guerra fredda: dalla presidenza di George Bush impegnata nella ricostruzione del nuovo ordine internazionale dopo il crollo del Muro diBerlino e la dissoluzione dell’Unione Sovietica (1991).

Poi all’impegno americano nella Guerra del Golfo, alla presidenza di Clinton incentrata soprattutto sulla politica interna, sulla ripresa e lo sviluppo dell’economia americana, intervento in Somalia, le operazioni della NATO in Bosnia (1994) e nel Kosovo (1999); la presidenza di George W. Bush e la ricostruzione dei rapporti tra l’Europa e gli Stati Uniti dopo gli attentati terroristici delle Torri Gemelle (2001), la risposta americana con l’intervento in Afghanistan(2001), il successivo unilateralismo americano e l’intervento in Iraq (2003) con le conseguenze derivanti dalla mancata stabilizzazione dell’Iraq, alla presidenza Obama caratterizzata dal ripiegamento americano in Medio Oriente e il maggior impegno nell’area Asia-Pacifico, una politica meno direttamente interventista della superpotenza americana.

Effetto Trump?

Ecco il sostegno alle Primavere Arabe che hanno illuso le opinioni pubbliche occidentali verso una democratizzazione del Nord-Africa che non si sono verificate ma che hanno contribuito a creare ancora maggiore instabilità alla presidenza di Donald Trump, la cui politica estera appare molto incerta, ancora tutta da concretizzarsi dopo appena sei mesi dal suo insediamento alla Casa Bianca alla quale è dedicato il volume “Effetto Trump? Gli Stati Uniti nel sistema internazionale tra continuità e mutamento” che propone una lettura non appiattita sull’attualità ma collocata in un’ottica di più lungo periodo delle decisioni e degli interventi di Donald Trump nei primi sei mesi di presidenza.

I legami tra Italia e Stati Uniti, dal secondo dopoguerra ad oggi, sono profondi e fondamentali, non soltanto dal punto di vista dell’alleanza militare, i legami economici tra l’Italia e gli Stati Uniti sono solidi e siamo accomunati dagli stessi valori e ideali di democrazia, libertà, stato di diritto – ha affermato il Presidente del Club Atlantico del Piemonte, Alberto Colomb, – ed è quindi importante ricordare, soprattutto alle nuove generazioni, il ruolo fondamentale che gli Stati Uniti hanno avuto a partire dal Piano Marshall (1947) che ha consentito la ricostruzione dell’Europa uscita in disastrodalla guerra, della prosperità e del benessere che ha assicurato così come il fondamentale ruolo della NATO che ha consentito la libertà e la difesa dell’Europa occidentale dalla minaccia di un’aggressione sovietica e del comunismo internazionale e ha favorito inoltre lo sviluppo dell’integrazione europea.

Il legame transatlantico è ancora oggi prioritario per l’Italia e l’Europa, di fronte a sfide globali alla sicurezza quale il terrorismo internazionale l’Occidente deve restare unito, il ruolo della NATO resta ancora fondamentale nel XXI secolo, nuovi compiti per un’Alleanza in continua trasformazione, come mostrano gli ultimi Concetti Strategici dell’Alleanza del 1991, 1999, 2010. È necessario anche recuperare il dialogo ed una relazione costruttiva con la Russia come aveva contribuito a fare giustamente il governo italiano nel 2002 con gli Accordi di Pratica di Mare attraverso la costituzione di un apposito foro di cooperazione tra la NATO e la Russia, il NATO-Russia Council.

Sono numerose, infine, le collaborazioni che vedono il Club Atlantico del Piemonte legarsi alle principali istituzioni civili e militari nazionali ed internazionali per accrescere, consolidare e diffondere i valori e i principi costitutivi che fondano il nostro Club.