Chi è Maria Riva? Una storia straordinaria, tutta "Made in Val Sangone"

Maria Riva nella sua casa torinese, lo scorso settembre, durante l'intervista andata in onda su Rai StoriaMaria Riva nella sua casa torinese, lo scorso settembre, durante l'intervista andata in onda su Rai Storia

GIAVENO-  Ma chi è Maria Riva, la donna per cui il gruppo consigliare “Per Giaveno” ha chiesto il conferimento della cittadinanza onoraria dell’omonima Città valsangonese? Proviamo a tratteggiarne un breve ritratto:  classe di ferro 1925, Maria Riva è stata staffetta partigiana durante l’ultima guerra e docente elementare per circa 40 anni. Terminata la guerra, Maria Riva vinse  un concorso e insegnò a Noasca, poi a Ceresole e, infine, a Torino città, presso la scuola “Kennedy”, andando in pensione nel 1988. Maria Riva ha inoltre la cittadinanza onoraria di Moggio Udinese, in Friuli Venezia Giulia, poiché, dopo il terremoto del 1976, Maria e la sua famiglia si prodigarono, per più anni, per la ricostruzione del paese, aiutando anche a rimettere in piedi la scuola locale. Il 22 settembre scorso, il canale Rai Storia l’ha intervistata, presso la sua abitazione di Torino, chiedendole di spiegare ciò che accadde in alta Val Sangone fra il 1943 e il ‘45 e quale fosse stato esattamente il suo ruolo nell’aiutare i tanti partigiani della zona, come infermiera e staffetta. Il giorno seguente, 23 settembre 2015, la troupe di Rai Storia ha accompagnato Maria Riva a Coazze, all’Ossario di Forno, dove la maestra, ancora perfettamente lucida, nonostante i suoi 90 anni, ha potuto raccontare cosa accadde in quel terribile luogo, ora dedicato alla Memoria collettiva. Fra i tanti comandanti partigiani “storici” incontrati da Maria Riva si possono annoverare: Eugenio Fassino, padre di Piero, attuale sindaco di Torino, il marchese Felice Cordero di Pamparato, detto il “Campana”, impiccato il 17 agosto 1944 in pieno centro a Giaveno, e Sergio De Vitis, eroico tenente degli Alpini che, il 26 giugno 1944, diede l’assalto alla polveriera di Sangano.

Per le foto della gallery si ringrazia Giulietta Gastaldo