Chiara Borgis, la prima cittadina di Bruzolo

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BRUZOLO – Chiara è una donna sempre sorridente, spigliata e decisa. Mi accoglie nel suo ufficio da primo cittadino che non ha nulla di quella ufficialità e pomposità che ci si aspetta nei luoghi di potere. Una grosso tavolo con carte qua e là, faldoni appoggiati alla meglio; qualche sedia e l’immancabile ritratto del Presidente della Repubblica con di fianco una pergamena di qualche riconoscenza partigiana. Tutto qua, nella sua semplicità rappresenta il carattere di un paese che da sempre affronta la terra e le avversità semplicemente con il lavoro e la tenacia. Chiara, mentre mi ascolta riflette seriosamente, abbassa il volume del telefonino e si arrende alla mie domande.

Il sindaco, ma chi te l’ha fatto fare?  

Era in paese in tante associazioni così mi hanno chiamata all’impegno e ho fatto l’assessore.

E il sindaco…

C’è stato un passaggio generazionale, siamo riusciti a fare due liste in paese e adesso sono qui tra mille impegni a gestire un bilancio che non quadra mai di circa due milioni di euro, un Stato a volte assente e la voglia di un paese che crede ancora nel futuro in cui abitano esattamente 1447 anime.

Vedi un futuro positivo per Bruzolo?

Si, ci sono molti segnali che mi incoraggiano a pensare che molte cose migliorino piano piano. Siamo un paese radicato nelle tradizioni in cui i giovani vengono solo a dormire e vivono poco la società, ci sono valide associazioni e un mondo dello sport ricco e propositivo.

Con quali comuni vi rapportate maggiormente?

Bussoleno, San Giorio e Chianocco anche se dal punto di vista amministrativo siamo ancora autonomi in tutti i servizi. Siamo nell’Unione dei Comuni anche fino ad ora non è funzionale e funzionante. La Comunità Montana era un’altra cosa e chissà magari prenderà avvio e potrà essere utile.

Qual’è il primo partito che hai votato? 

Non so più come si chiamava forse PDS o DS, insomma l’ex Partito Comunista del dopo muro di Berlino.

E l’ultimo?

La lista Tsipras al parlamento e il PD alla regione.

Finisce il nostro incontro parlando del futuro dei piccoli comuni, della storia locale che non interessa più ai giovani e di un uomo che ha dato e continua dare tantissimo per la sua gente Mario Richiero. “Ce ne fossero come lui” dice il sindaco, cioè Chiara.