L’ex parrocchiale di San Pietro di Condove nella pagine di un libro di Alberto Borgatta Il libro si può trovare presso la Cartolibreria Davi Stefano in Viale Bauchiero 38 a Condove

Alberto Borgatta e la Chiesa di San Pietro in Vincoli a CondoveAlberto Borgatta e la Chiesa di San Pietro in Vincoli a Condove

CONDOVE – In ogni paese ci sono luoghi sacri, abbandonati per diversi motivi, che cercano un motivo per tornare in vita o almeno non essere dimenticati. Succede per le cappelle di montagna, per le chiese più piccole e non utilizzate; così è anche per il patrimonio culturale artistico più piccolo ma questo non meno importante. A Condove in questi ultimi anni la chiesa ex parrocchiale di San Pietro, una volta chiesa madre, ha ripreso vita dopo i lavori di rafforzamento strutturale e restauro. Fu l’ex parroco don Luigi Crepaldi a volerne il restauro e l’attuale monsignor Claudio Iovine a vederne terminare i lavori e a rilanciarne l’immagine e il futuro possibile uso.

Tutto cominciò nell’aprile del 2014 quando davanti al pubblico riunito per l’occasione nella chiesa di San Rocco venne presentato il progetto per il restauro dell’antica parrocchiale di San Pietro in Vincoli, che da anni giaceva abbandonata nel centro del paese. Alberto Borgatta si occupò di raccontare la storia di quell’antico edificio. Oggi, a tre anni di distanza, quella ricerca viene raccolta in un piccolo volume intitolato “La Chiesa di San Pietro a Condove“.

L’autore può raccontare com’è nata l’idea di questo libro?

Sono convinto che la storia di un luogo o di una comunità passi da tante strade. Una è quella degli edifici in cui quella comunità, nel tempo, si è raccolta, si è confrontata. San Pietro a Condove è uno di quei luoghi. Per quasi tre anni e mezzo ho conservato il materiale raccolto in quei mesi in un cassetto. Poi qualche giorno fa, passando davanti alla chiesa, ho pensato che fosse sbagliato lasciarlo lì. Così l’ho ripreso in mano, l’ho ordinato e ho deciso di diffonderlo“.

Che tipo di ricerca hai svolto?

Fortunatamente, quando Monsignor Iovine e il Comitato “Salviamo la Chiesa Vecchia” mi chiesero di riprendere la storia di San Pietro per raccontarla partivo già da una valida base, la tesi di laurea della dottoressa Oglino. Volevo però andare un pò più a fondo. Allora, lessi le cronache delle visite pastorali alla ricerca di informazioni ulteriori e cercai qualcosa in più su libri e pubblicazioni che avessero già trattato, anche marginalmente, l’argomento “Condove”.

E il materiale?

Pochi giorni prima della presentazione conobbi, quasi per caso, il dottor Giovanni Falco, che mi mise in mano una grande quantità di materiale da studiare. Ecco, rispetto a quanto dissi a San Rocco nel libro ho inserito molte più testimonianze tratte da quel materiale, che non avevo avuto allora il tempo di approfondire come volevo. La ricerca vuole essere un po’ un’infarinatura: fin dalla prefazione ammetto che le cose da dire sono ancora molte, perché quando si comincia a scavare si trova sempre qualcos’altro da dire“.

Qual è allora l’obiettivo che vuoi raggiungere diffondendo la tua ricerca?

In un articolo sul bollettino parrocchiale che mi chiese di scrivere sull’argomento Monsignor Iovine l’anno successivo scrissi che San Pietro necessitava di un restauro perché era stata dimenticata per anni. Da condovese e studioso di Storia il timore è che questo accada di nuovo. Ho sempre creduto che la medicina migliore per rispettare un luogo sia sapere cosa vi sia passato. Penso a mia nonna, ad esempio, che lì dentro si è sposata, e come lei tanti altri condovesi, che ne conservano un ricordo vivo“.

Questa ricerca può essere un punto di partenza per capire come San Pietro sia il frutto di una storia antichissima, che è poi quella dell’intera Condove. Risvegliando la curiosità per riportare l’argomento all’attualità, perché San Pietro non sia dimenticata ma, anzi, possa tornare a essere casa dei ricordi di tanti condovesi.

La Chiesa di San Pietro a Condove di Alberto Borgatta si può trovare presso la Cartolibreria Davi Stefano in Viale Bauchiero 38 a Condove oppure contattando l’autore all’indirizzo [email protected].

Il lIbro di Borgatta

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