“Chiomonte 2025”: da Imprend’Oc le proposte per utilizzare al meglio le compensazioni della Torino-Lione Investire sull'economia dei vigneti, sul Frais e sulla qualità della vita del paese i primi obiettivi per attrarre risorse

I relatori, Elena Sibille, Margherita Bernard e Silvia Vindigni, con Garbati, Ollivier e il Presidente di Imprend'Oc, Riccardo Jacob (Foto MC)I relatori, Elena Sibille, Margherita Bernard e Silvia Vindigni, con Garbati, Ollivier e il Presidente di Imprend'Oc, Riccardo Jacob (Foto MC)

CHIOMONTE – La suggestiva cornice di Santa Caterina strapiena venerdì sera per ascoltare le prime proposte di Imprend’ Oc su come programmare il futuro del paese e ritrovare una sua centralità, o meglio una ruolo, all’interno del contesto territoriale che va da Susa ai confini. E’ il progetto/programma “Chiomonte 2025” che l’associazione chiomontina, composta essenzialmente dalle partite iva attive sul territorio, imprese e professionisti, sta elaborando grazie ad un finanziamento della Compagnia di S.Paolo e che a ottobre consegnerà anche all’amministrazione.

Il riferimento temporale è chiaro, come lo è il sottotitolo dato da Roberto Garbati, coordinatore del progetto: “Opportunità di sviluppo territoriale” ed è legato alle trasformazioni che il paese vedrà, ospitando il cantiere  definitivo della Nuova Torino Lione e alle opportunità di finanziamenti straordinari che ciò comporta, ma che necessitano di progettualità “cantierabile”, cioè pronte a partire con relativi iter amministrativi svolti .

Dopo i ringraziamenti di rito del Sindaco Silvano Ollivier e del Presidente di Imprend’Oc Riccardo Jacob, che ha ricordato il lavoro che svolge l’Associazione non solo in eventi, laggasi gestione Baby parking,Garbati ha illustrato le linee guida chie ispirarano il documento ancora in divenire: “Chiomonte è un paese che invecchia ed in declino anche rispetto ad altri comuni della Valle, ad esempo Salbertrand. Da troppo tempo avvitato su stesso e privo di una visione che ne indirizzi lo sviluppo futuro. In più da anni subisce le negatività del cantiere della Torino-.Lione, interne, ma soprattutto esterne, con danno di immagine enorme. Occorre cavalcare questa opportunità di trasformazione, rivendicare fortemente un ruolo, ma smettendo di lamentrasi senza proporre un disegno fattibile. Le risorse, sia oredinarie, su bandi aperti , che straordinarie, leggasi “compensazioni TAV” ci sono, ma vanno inseguite concretamente.”

Gli asset principali su cui lavorano i consulenti di Imprend’Oc, in gran parte giovani laureati del paese, sono il recupero pieno del paesaggio urbano, con riqualificazione degli edifici, presupposto oltre “all’aria buona”  per creare le condizioni pe runa qualità della vita elevata e per attrarre nuovi residenti, rivalutare il patrimonio urbanistico e attirare investitori. Una operazione ch eparte dal recupero di una identità. E che passa per il nuovo tipo di turismo che il mercato della montagna chiede in estae, un vero rilancio pubblico /  privato del Pian del Frais e la valorizzazione della coltura vitivinicola “eroica” di montagna, oggi pur con molte difficoltà, elemento imprescindibile di attrattività per il paese e coltura così identitaria da trovare posto da 600 anni nello stemma del paese. E che vanta alcune eccellenze assolute far i produttori professionali.

Previo un escursus normativo sulle compensazioni, fatto da Elena Sibille, laurenda in giurisprudenza, e ricordatro intanto che se a Chiomonte arriverà il metano (anche se occorrerebbe domandarsi perché non è arrivato insiemo agli altri comuni…) è grazi eai primi 4 milioni di euro di fondi compensativi “TAV” a entrare nel tema “vigne” è toccato a Margherita Bernard. Che ha ricordato come solo un secolo fa l asuperficie vitata del versante sinistra Dora in Chiomonte superasse i 170 ettari contro i corca 17 di oggi,peraltro in gran parte recuperatigrazi eal progetto della Comunità montana di 23 anni fa, e frutto di una compensazione ambientale della A32. Il cantiere si epsanderà consumando forse un apio di ettari di vigneti. “Ma c’è spazio per avere immediamentente come compensazione di cantiere il recupero di almeno il quintuplo di superfice vocata ex vitata e appronatata in modo da rendere il più possibile agibile meccanicamente i nuovi terrazzamenti. Oggi la produzione è di circa 60.000 bottiglie – a prevalenza Avanà, per i 7 produttori professionali attivi. In 10 anni questi mumeri potrebbero moltiplicarsi con anch eil vantaggio di un notevole recupero funzionale del paesaggio.”

L’intervento più passionale e accalorato è stato di Silvia Vindigni, antropologa culturale, letteralmente innamorata del proprio paese, che ha ricordato la storia economica di Chiomonte, la sua importanza sotica di luogo di confine, il valore del patrimonio storico e culturale, ricordando nel suo excursus anche come l’economia del paese sia passata sempre negli ultimi 170 anni dalle grandi trasformazioni sociali (fordismo e operaio /contadino) e attraverso le grandi opere: ferrovia, centrali, strade. Compresa l’autostrada che ne ha per sempre cambiato ruolo e paesaggio. (nda Chi scrive ricorda bene come non si volle affrontare il tema gallerie, difendere il paesaggio, e si “subì” il viadotto imperioso che domina il versante, mentre il Politecnico di Torino, con il Professor Pellizza insisteva per bypassare con un lungo tunnel dalla Maddalena a Cels il paese… )

“Il nostro futuro passa solo – ha detto la Vindigni da un vero e forte recupero del senso di “Comunità”, di paese che si unisce e non si divide, che condivide le regole, ma senza nessuna paura di ciò che ci aspetta. La Torino -Lione ci mette davanti a quetsa opportunità che va colta con progetti e forte spirito di innovazione. O il declino – in corso da almeno 20 anni – ci cancellerà. Da terra di mezzo, di metà, dobbiamo ridiventare meta. E lavorare insieme al territorio e alle amminsitrazioni vicine. Come si faceva nel ‘300, quando i pascoli del Frais e di Pian Gelassa, non erano dei signori di Susa, Gravere o Chiomonte, ma di tutti coloro che lavoravano per produrre per la collettività sostentamento. E cogliamo anche la lezione del grande Fransuà (alias Don Francesco Gros) : fondatore di Casa Amica che ha basato tutto il suo lavoro sociale sullo spirito di solidarietà.”  Un fragoroso applauso ha accolto il suo intervento.

Va detto anche che, pur essendo presenti alcuni leader ed esponenti Notav, a partire da Alberto Perino e Alberto Poggio di Rivalta, che sono intervenuti nel confronto finale, sia per “demitizzare le compensazioni ch ealla fine non ci saranno o saranno spese dalle ditte TAV in lavori inutili come al Mugello” e sulla cosiddetta “militarizzazione” dell’area circostante il cantiere, unico esempio europeo che è assoggetto ad una difesa strategica continua da prate di FF.OO e militari, essendo peraltro “sito strategico di interesse nazionale” anche il dibattito è stato equilibrato, come a Chiomonte non si vedeva da tempo esenza clamori. Forse persino con un punto di accordo comune, che però porta a conclusioni diversissime sulle motivazioni che ne sono il presupposto: Chiomonte del cantiere definitivo, post tunnel geognostico, ne farebbe volentieri a meno, essendo tramontata definitivamente la sede logica e naturale di Susa.  Adesso però sta a chi governa il paese farne una opportunità.