Chiomonte: “storico” faccia a faccia fra TELT, Foietta e NoTav nell’incontro pubblico sulla variante di cantiere della Maddalena Nessuna contestazione, nessuna bandiera trenocrociata, ma un dibattito acceso sul merito del progetto. Foietta: "Bisogna rendere agibile ai residenti l'area delle vigne, ma serve un patto che consenta di non più farne terreno di scontro"

I tecnici di Telt a Santa Caterina: gli ingegneri Fabio Polazzo e Lorenzo BrinoI tecnici di Telt a Santa Caterina: gli ingegneri Fabio Polazzo e Lorenzo Brino

CHIOMONTE – Rinviato più volte “per motivi di ordine pubblico” come ricordato per l’ennesima volta dal Sindaco Silvano Ollivier in apertura di serata, ieri sera nella cornice di Santa Caterina si è svolto l’incontro pubblico, chiesto dal Comune di Chiomonte, a TELT per illustrare la “Variante Sicurezza” che in parole semplici cancella il cantiere principale della Torino-Lione a Susa e lo riporta a Chiomonte nel sito attuale.

Per la prima volta nella storia di questa lunga vicenda, il confronto fra le due parti “avverse” è avvenuto davanti a un pubblico ordinato, senza grida, bandiere Notav, e presenza di personaggi estranei alla Valsusa che manifestano. Una discreta presenza di Forze dell’Ordine, rimaste per fortuna disoccupate.  Molti chiomontini e lo stato maggiore del Movimento Notav, rappresentato dal gruppo dei tecnici guidati dall’ingegner Alberto Poggio e Luca Giunti, da alcuni eletti dell’Alta Valsusa e dal leader storico Alberto Perino. Il più indisciplinato, ma che prima del suo sermone finale, che ha potuto tranquillamente fare, imitando un pentolone di pasta e fagioli, per tutta la serata ha borbottato rumorosamente facendo il controcanto agli interlocutori. Rappresentati da gli ingegneri  Fabio Polazzo e Lorenzo Brino rispettivamente Direttore procedure, accordi e convenzioni e Direttore ingegneria, lato Italia, di Telt e dal Commissario di Governo per la Nuova Linea Torino – Lione, Paolo Foietta.

La discussione sulla variante “sicurezza”

Dopo un breve excursus sulle motivazione trasportistiche sulla rete dei corridoi europei e il confronto con gli altri tunnel di base  realizzati o in costruzione su tutto l’arco alpino, l’ingegner Fabio Polazzo ha illustrato nei dettagli motivazioni e progettazione della variante di cantiere di Chiomonte-Salbertrand rispetto a quello previsto a Susa. “L’obiettivo della Variante della sezione italiana della Nuova Linea Torino-Lione – ha detto l’ingegnere di TELT – è di garantire la massima qualità dell’opera dentro e fuori il cantiere. La Variante ha la “sicurezza” al centro: sul lavoro, per l’ordine pubblico e per i treni che attraverseranno il tunnel. Telt è il soggetto proponente, ma il suo compito è realizzare e progettare al meglio quanto ci viene chiesto. 

Come è noto questa rimodulazione progettuale discende da esigenze di sicurezza – ribadisco – valutate da una commissione di esperti e che ha visto il Ministero degli Interni optare per questa soluzione ritenendo la cantierizzazione di Susa troppo esposta e a rischio. Sapete voi meglio di me a cosa mi riferisco. A TELT il compito di tradurla in un progetto, e nel miglior progetto possibile, che quindi sostanzialmente prevede il nuovo svincolo di Chiomonte, l’area “industriale” di lavorazione  nella piana di Salbertrand, ma che elimina anche il camino in Val Clarea, diversi kilometri di cavidotto tra Susa e Venaus, tempi molto più ridotti di cantiere a Susa dove sboccherà il tunnel di base”.

Sia i tecnici Notav, Poggio e Giunti, ma anche Imprend’Oc, con il presidente Roberto Garbati, hanno calcato la mano sulla movimentazione dei “pellicani”, circa 200.000 viaggi/anno andata ritorno tra Chiomonte – Susa e Salbertrand,  con Garbati, che ha annunciato le osservazioni in sede di conferenza dei servizi anche da parte della associazione chiomontina, preoccupato “perché il traffico potrebbe riversarsi sulla statale”. Ne è anche nata una discussione sui dati di traffico dei mezzi pesanti forniti da Sitaf, e sulla possibile influenza del maggior carico di viabilità conseguente al cantiere.

Per essere estremamente sintetici Poggio ha anche ribadito “che la nuova progettazione va a creare una nuova area militarizzata a Salbertrand e crea , oltre ai problemi di traffico, un rischio aggiuntivo, essendo la zona sotto PAI , ovvero Piano Stralcio per l’Assetto Idrogeologico del bacino del Po, in fascia B, cioè esondabile”. Lo stesso ingegnere ha anche insistito sulla definizione di “area strategica di interesse nazionale del cantiere” che – a suo giudizio non comprende un’ampia fascia intorno alla Maddalena oggi “militarmente occupata”. Poggio ha anche ricordato come “sia stato espressamente in atti il Comune di Susa a guida Gemma Amprino a richiedere di valutare una soluzione alternativa al cantiere di Susa” suscitando applausi e qualche invito dal pubblico a riportare il cantiere a Susa dove previsto.

Questa ipotesi, definita con sottile, ma chiara, ironia da Polazzo, “gatto che si morde la coda” essendo evidentemente conseguenza delle aggressioni che seppur ridotte, avvengono ancora verso il cantiere-fortino da parte di antagonisti, però rimane seppur in via ipotetica sul tavolo.

A dirlo anche il Commissario  di Governo Paolo Foietta“Siamo nella fase di valutazione  di una variante, prima in conferenza dei servizi, poi in sede di VIA al Minambiente. Come ho detto ogni osservazione verrà presa in considerazione. Il mio lavoro è quello di poter realizzare il miglior progetto possibile, con la minor spesa possibile. Ogni progetto è migliorabile. Anche questa variante. E dico subito che  andrà valutata l’ipotesi di non prevedere flussi di camion su è giù fino a Susa. Credo che questa richiesta, sia ssolutamente da valutare. E’ chiaro che se questa variante proposta sarà più problematica si torna al progetto originario”.  

Foietta ha anche dato risposte  sul piano del dispositivo di sicurezza che interverrebbe anche a Salbertrand: “Io spero che la fase di fronte a fronte violenta  termini e si passi al confronto di merito, come per la prima volta si sta facendo a Chiomonte in un clima tranquillo questa sera. Lo Stato, che mi onoro di rappresentare è il primo che vorrebbe che questo fosse un cantiere normale, come al Brennero, ma ci va una volontà di tutti i soggetti in causa”.

A questo proposito, un accorato appello a tutti è venuto dalla famiglia Croce dell’Azienda Agricola ‘L Grabin, che ha sede, insieme al B&B di famiglia, a Cascina Signou, in piena zona rossa in Via dell’Avanà: “Sono sei anni che subiamo questa situazione, presi in mezzo tra due fuochi, con gravi danni alla nostra azienda. Il B&B di fatto è vuoto, per ovvi motivi, ma è anche impensabile che chi vive qui sia sottoposto a continui controlli di polizia per andare venire da casa e per lavorare le vigne. Non mi interessa perché e percome si sia arrivati a questo punto. Ma è ora di finirla con questa situazione che danneggia tutta la viticoltura, l’unico settore produttivo in crescita di Chiomonte e che è un fiore all’occhiello della Valle. Va trovata un a soluzione e a breve. Altri 12-13 anni così non sono accettabili”. Applausi da tutto il pubblico delle due curve in sala, Notav, Sitav e anche i… Nitav.

D’accordo con lui lo stesso Sindaco Ollivier e altri intervenuti. Mentre Marcello Vindigni, già consigliere regionale ai tempi della costruzione della A32, ha ribadito in un lungo e accorato intervento la necessità di “salvaguardare e rendere fruibile a fini turistici e culturali lo storico itinerario  Giaglione-Chiomonte in sponda sinistra Dora e recuperare a breve il Museo Archeologico  della Maddalena”.

A loro , fra un intervento e l’altro e qualche battibecco ha risposto ancora Foietta: “La questione vigne mi è ben nota, come quella delle scadenze delle concessioni e dei contratti stipulati dalla Comunità Montana 25 anni fa. Ne ho discusso con Coldiretti e con Imprend’Oc.  Sono anche convinto che ci sia lo spazio  per un ulteriore rilancio di questo settore, come avvenne proprio come compensazione ambientale per il vulnus della autostrada. Ma per tornare alla quasi normalità della vita e delle attività agricole in quell’area serve un “patto”. Un accordo che vorrei fosse possibile stringere con i cittadini di Chiomonte, perché quella fascia di territorio diventi una “zona franca” di “non belligeranza” dove non viene portata la guerra al cantiere. Io ci credo e credo sia possibile, perché ritengo sia davvero giunto il tempo di guardare oltre, cominciando anche a pensare a come spendere al meglio le risorse certe delle compensazioni su progetti di qualità. E la viticoltura alpina di Chiomonte e Giaglione lo è”.

Chiomonte layout della variante cantiere

Chiomonte layout della variante cantiere e del nuovo ipotizzato svincolo sull’A32

Le compensazioni

L’argomento è stato più volte affrontato. Foietta ha ribadito le intenzioni del Ministro Delrio di non utilizzarle per arredo urbano e rotonde, ma per per progetti di sviluppo durevole e articolati, ribadendo anche che con l’ingresso di Salbertrand nel progetto l’asse di attenzione  si sposta maggiormente verso l’Alta Valsusa.   “Il meccanismo è chiaro: sarà l’osservatorio a valutare i progetti, condividerli e discuterli, ma poi i fondi CIPE vedranno la Regione come ente appaltante che si occuperà dell’iter economico finanziario. Ci aspettiamo a breve i primi progetti concreti. Già alcune buone idee sono pervenute, ma vanno concretizzate in progetti cantierabili”. 

Per Imprend’Oc Garbati ha presentato una lunghissima “lista della spesa”: dalla fase 2 della metanizzazione, già finanziata con alcuni milioni di euro dalle compensazioni, sino ad arrivare alla sostituzione dei punti luce della illuminazione pubblica, passando per altri progetti di normale amministrazione tutti chiomontini. Mentre i tecnici Notav e e quelli di TELT  hanno discusso, ovviamente, su posizioni opposte, sulle ricadute dirette indotte dal cantiere, valutate in oltre 52 milioni per la sola ospitalità del personale addetto, sull’impiego di personale locale e sulla partecipazione delle imprese locali ai subappalti. Cosa chiesta anche dal sindaco.

La serata lunghissima, quattro ore di argomentazioni, fra un intervento e l’altro del pubblico, le discussioni fra tecnici Notav e le risposte di TELT si è conclusa con un intervento-comizio di Alberto Perino, mentre i suoi ingegneri ancora entravano nel merito della variante: “Non avete capito niente. Dopo oltre 25 anni sappiate che noi saremo sempre qui, a Chiomonte, a Salbertrand, a Susa, a San Didero e ovunque andiate. Perché  non crediamo alle vostre bugie. Non ci crederemo mai. Non c’è nessuna guerra. La guerra qui l’avete portata voi con Polizia, Carabinieri, militari. Ci avete sparato addosso mentre noi conduciamo una battaglia pacifica con tutti i mezzi consentiti. Andatevene con i vostri macchinari, liberate la Valsusa e noi torneremo a fare merende e polente come sempre abbiamo fatto”.

Sipario.

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