Chiomonte: la festa del Santo patrono San Sebastiano tra storia e tradizione Sabato 20 e domenica 21 gennaio il paese sarà animato dalla particolare cerimonia

Chiomonte la puento

CHIOMONTE – Sabato 20 e domenica 21 gennaio si svolgerà la tradizionale festa del Santo Patrono San Sebastiano.

I Carabinieri, il Gruppo Alpini Chiomonte, i Vigili del Fuoco, con il sostegno di Casa Amica, della Parrocchia, dell’associazione Chiomonte Imprend’ Oc e di tutte le attività commerciali del paese, anche quest’anno faranno rinascere l’antica tradizione in memoria del Santo martire, morto flagellato per mano di Diocleziano.

Le origini della festa

E’ ignota l’origine di questa festa, ma si pensa possa essere nata come manifestazione di ringraziamento a seguito della rovinosa peste del 1630: fu proprio in quegli anni che i chiomontini adottarono San Sebastiano come patrono, in quanto riconosciuto valido protettore contro il terribile morbo.

Non si sa come si celebrasse allora la festa, ma si ipotizza possa essere stato riadattato in chiave cristiana un antico rito pagano del passaggio dall’inverno alla primavera : l’albero addobbato, una conifera, chiamato in patois “chirintel”, di chiara origine celtica, ripreso dal cristianesimo per guarnire i sagrati delle chiese nei giorni di festa, potrebbe essere collegato a quello a cui è iconograficamente legato San Sebastiano durante il martirio.

L’attuale “pouento”, che secondo questa ipotesi sarebbe dunque l’evoluzione del “chirintel” , è formata da un’intelaiatura, un tempo di legno ora in metallo, su cui sono fissati verticalmente nastri di seta variopinti , i “riban”, appartenenti a tutte le famiglie chiomontine e altri nastri più piccoli, che pendono, appartenenti alle priore ed ai priori; al centro vi è una fascia orizzontale con lo stemma di Chiomonte e la scritta ” Viva San Sebastiano”; alla sommità vi è un mazzo di fiori finti rossi, a ricordo del martirio del santo; alla base vi sono quattro bracci che consentono di alzarla e farla “ballare”.

Fino agli anni ’50, quando la “pouento” era di legno, si continuava la festa finché non si rompeva e veniva rifatta ogni anno; era compito delle priore chiedere in prestito i nastri, addobbarla e restituirli alla fine della festa, mentre adesso resta montata per gli anni successivi. L’insieme dei “riban” rappresenta l’unione della comunità e il suo senso di aggregazione, ma allo stesso tempo quelli donati dai priori possono essere ricollegati a un rito propiziatorio: nella nostra cultura alpina, il “riban” era collegato alla fertilità: in alcune cappelle vi erano infatti statue di madonne ornate con nastri offerti dalle giovani spose come buon auspicio per la loro futura procreazione.

La festa attuale

La festa nel suo svolgimento attuale è attestata dalla fine del XIX secolo; viene celebrata il 20 di gennaio e generalmente anche la domenica più vicina a tale data e di norma i protagonisti sono 8 coppie di ragazze e ragazzi non sposati e sui 20 anni, ma attualmente si possono avere fino a 10 coppie; ogni coppia è affiancata da un bambino o una bambina di 7/8 anni, chiamato angioletto, accompagnatore dell’anima di San Sebastiano in paradiso.

Le priore indossano il costume festivo chiomontino della fine del 1800, composto da un vestito scuro lungo, uno scialle di seta variopinto, un grembiule, un copricapo bianco di tulle e portano al collo la caratteristica croce montata su nastri neri insieme a una spilla, entrambe d’oro; i priori, all’inizio del secolo, indossavano anche loro il costume della festa, ma oggi hanno adottato un abbigliamento più “rustico”, mantenendo comunque il cappello nero a tesa larga e il gilé; gli angioletti portano una veste lunga azzurra, delle ali di cartone e una ghirlanda dorata.

La manifestazione ha inizio il mattino: la punta viene portata sulle spalle fino in chiesa, seguita da una processione e accompagnata dal suono della banda musicale; qui viene celebrata la Messa Solenne, durante la quale si benedicono la “pouento” e la “charità”, il pane benedetto che viene poi distribuito sul sagrato all’uscita da Messa, mentre viene fatta ballare la punta. Dopo pranzo ancora danze per le vie del paese, con soste a base di vino e dolciumi,” vin e torchets”, davanti alle case dei priori. Il ballo si svolge al suono di marce eseguite dalla “musicco”: la “pouento” è innalzata e fatta girare da due coppie di priori, mentre i rimanenti, insiemi agli angioletti, eseguono dei girotondi o delle farandoule. La cerimonia si conclude nella piazza principale del paese, dove viene offerto il tipico vin brulé.

I priori e le priore quest’anno sono: Alberto Croce, Alessandro Croce, Alessandro Remolif, Chiara Battaglio, Cristina Costantini, Enrico Cibonfa, Francesco Cantino, Greta Baccon, Leandro Palaia, Martina Traversa, Michael Remolif, Nicole Debilio e Virginia Pinard.

Il Programma:

Sabato 20 gennaio

  • Ore 11, Messa. A seguire, ballo della Puento in Piazza della Chiesa.
  • Ore 14.30, partenza della Puento da Piazza Balp de Roche Brune.

Domenica 21 gennaio

  • Ore 10:30, Messa. A seguire, ballo della Puento in Piazza della Chiesa.
  • Ore 14, partenza della Puento da Piazza Balp de Roche Brune.
  • Ore 21, ballo alla polisportiva “Amici di Chiomonte”.