Chirurgia a Susa, l’attività dopo un anno dal rinnovo Il punto ospedaliero in Valsusa è organizzato con Rivoli

L'ospedale di Susa (foto archivio)L'ospedale di Susa (foto archivio)

SUSA – Il nuovo assetto della Chirurgia dell’Ospedale di Susa ha compiuto il primo anno di piena attività. Sono stati dodici mesi nei quali i professionisti dell’area chirurgica si sono presi in carico i numerosi pazienti in stretta collaborazione con i colleghi della sede di Rivoli. La nuova Struttura Semplice di Chirurgia, diretta da dal dottor Amir Pourshayesteh si è subito caratterizzata per una duplice azione: l’assistenza in termini di diagnosi e cura delle patologie di area chirurgica sia per i pazienti critici, in urgenza, sia per quelli programmati.

I numeri

Il monitoraggio di questo primo anno di attività ha confermato come la Chirurgia di Susa sia stata caratterizzata da una forte produttività e da un elevato grado di apprezzamento da parte dell’utenza: ne sono infatti testimonianza i risultati relativi agli interventi chirurgici (elezione ed urgenza) che vedono chiudere il 2016 con un +5% di produzione rispetto al 2015 e un +17.6% rispetto al 2014. In particolare per quanto riguarda l’attività programmata (elezione), ossia i pazienti reclutati attraverso il canale delle visite ambulatoriali, il totale degli interventi eseguiti nel 2016 si attesta a +11% rispetto all’anno precedente (2015) ed a +33.2% rispetto al 2014.

Riduzione urgenze

Per contro si è osservato un importante riduzione dell’attività in emergenza-urgenza (-24% rispetto al 2015) da rileggere come la conseguenza dell’applicazione dei protocolli ministeriali vigenti in materia di emergenza chirurgica e di sicurezza, che vedono l’ospedale di Rivoli come il centro spoke di riferimento per la gestione delle patologie più complesse tempo dipendenti.

Ospedale di Susa

Attualmente la Struttura di Chirurgia dell’Ospedale di Susa punto centrale della Valsusa organizzata, secondo una logica di omogeneità, con la Struttura Complessa di Rivoli, costituendo di fatto una unica équipe distribuita in modo uniforme sui due Presidi. Questo si realizza grazie ad una organizzazione che prevede la rotazione degli specialisti su entrambe le sedi sia per la copertura delle attività di sala operatoria e di reparto e sia per la copertura dei turni di reperibilità.