Ciao Lucianina! Bardonecchia saluta la maestra di sci e di vita Una vita per lo sci, la montagna e i ragazzi

Lucianina Ponalini di BardonecchiaLucianina Ponalini di Bardonecchia

BARDONECCHIA – E’ morta Luciana Ponalini in Trinchero, strano a scriverlo e  anche solo pensarlo tale era la sua energia e vitalità in ogni momento. Luciana, per tutti Lucianina vista la sua altezza non proprio imponente, era conosciutissima in tutto il paese.

Maestra di sci

Maestra di sci Lucianina aveva allevato intere generazioni di bardonecchiesi all’uso delle assi da discesa. Sempre un consiglio, sempre un aiuto e così di capitombolo in capitombolo molti ragazzi della valle e tantissimi turisti hanno imparato lo sci grazie a lei che gli sci per la prima volta, e questo e lo rivelò durante una sciata, al Pian del Frais.

La montagna d’estate

Lucianina non era solo neve e discese ma capì l’importanza della montagna e la sua vita anche nelle altre stagioni come strumento di promozione, educazione e turismo. Per chi ha qualche anno, ma non troppi, sul calendario la ricorda come animatrice e accompagnatrice nei centri estivi organizzati dall’Azienda Autonoma di Soggiorno negli anni Ottanta e Novanta. Se si pensa a lei è ovvio pensare a Luciano Ferraris, il grande capo scout e animatore, con cui faceva coppia fissa tra scorribande e gita e in montagna. Più che due saggi animatori ed educatori sembravo una coppia assortita; tra il Totò e Peppino e Raimondo Vianello e Sandra Mondaini per intenderci. Mai un litigio, sempre un rimbrotto, mai una parola di troppo sempre una ad alta voce, mai tensione ma sempre un piccolo insegnamento ai ragazzini che avevano il coraggio di sopportare per tutta l’estate.

Le estati a Bardonecchia

Erano i tempi in cui tanto per non annoiarsi un giorno ti trascinava fin su al Tabor e quello dopo organizzava una carvenalata per via Medail, ed era agosto. Lucianina aveva un carisma tutto suo, una forza magnetica inesauribile e una determinazione illimitata. Può darsi che avesse anche qualche difetto, ma sapeva celarli bene dietro il suo sorriso sornione e liberatorio. Credo che ognuno serberà di lei un ricordo particolare in un momento in cui ha avuto la fortuna di conoscerla. Lassù in Valle Stretta, all’ombra della Guglia Rossa c’è un cippo che ricorda Luciano Ferraris, da quest’anno alle stelle che lo vegliano ce n’è una nuova, brillande e grandiosa… è quella di Lucianina.