Cidiu, l’esercito dei 400 lavoratori dalla raccolta rifiuti Dirigenti e lavoratori parlano della azienda che serve 17 comuni

Un mezzo del CidiuUn mezzo del Cidiu

COLLEGNO- Il mattino, all’alba, i primi mezzi escono dai centri operativi e cominciano il loro lungo giro di ritiro dell’immondizia. Dopo la mattina nei giri nelle città, c’è chi spazza le vie dopo i mercati e chi sui piccoli mezzi elettrici gira capillarmente su e giù per ritirare i rifiuti lasciati nei bidoni e nei secchielli dalle famiglie. Un esercito, quello del Cidiu che lavora in 17 comuni della cintura di Torino, parliamo delle grandi città come Grugliasco, Collegno e Venaria fino alle piccole San Gillio e Reano: un passaggio continuo, suddivisoin tipologie, tra le vie e le piazze di un mondo composto da cittadini esigenti e attenti.

Il pomeriggio parte il secondo turno e via, la raccolta ricomincia senza interruzioni. Chi sono gli operatori del Cidiu, uomini e donne che troppe volte passano inosservati, come lavorano e come svolgono il loro servizio? I salariati, un terzo sono donne, sono quasi 350. A questi se ne aggiungono ogni anno, per il periodo estivo e invernale, un’altra cinquantina. L’età media è intorno ai 48 anni, un dato che deriva dall’anzianità dell’Azienda.

Miglioramento delle operazioni giornaliere dei carichi di lavoro

Riccardo Civera, amministratore unico di Cidiu Servizi, traccia un quadro dei dipendenti. “È un’azienda che svolge un compito importante e deve coniugare il bilancio, il servizio e il trattamento dei dipendenti. Stiamo impegnando le strutture per vedere il lavoro in prospettiva con un miglioramento costante dei mezzi e delle operazioni giornaliere dei carichi di lavoro“. L’impegno economico in questo senso è continuo e, a vedere i progetti aziendali, in prospettiva. “Abbiamo a bilancio la sostituzioni dei mezzi, molti elettrici già in funzione sono il segno anche di un’attenzione all’ecologia nell’ambiente di lavoro“.

Accordi tra azienda e sindacati

Per quanto riguarda i lavoratori a tempo determinato – dice Silvio Barbiera direttore generale – seguiamo un regolamento aziendale, e una normativa, che ci permette di accedere ai lavoratori dei centri d’impiego per assumere i disoccupati dei comuni dell’area. La nostra è una volontà, anche sociale, verso il territorio che serviamo, anche sotto l’aspetto occupazionale”. L’altra faccia della medaglia in un’azienda così grande è la parte sindacale; i buoni o cattivi rapporti tra azienda e lavoratori sono un termometro dello stato interno e della vivibilità. “Abbiamo da sempre ottimi rapporti con la parte sindacale – dice Barbiera – rispettando i ruoli abbiamo concluso ottimi accordi ad esempio sui ticket restaurant sostitutivi della mensa e sui periodi di turnazione ferie, sulle tutele e su un progetto che si chiama “Le buone prassi” e su una nuova determinazione del premio di produttività“.

Tra il lavoratori

Uscito dagli uffici e percorsi una ventina di chilometri sono in via Venaria a Collegno, il
magazzino dei mezzi che fuori un cartello indica come -Officina Ambientale- per parlare
con chi in strada va tutti i giorni. Non c’è imbarazzo, anzi. Un dipendente capelli bianchi, divisa con giubbotto si ferma e mi dice: “Che dire tra qualche mese, se tutto va bene andrò in pensione – nel mentre prova un mezzo – questo più che un lavoro è una missione. Siamo come i postini, gli infermieri, lavoriamo per tutti e c’è soddisfazione“. Poi si ferma e conclude: “Certo qui si lavora quando c’è il sole, la pioggia il vento e il freddo, fortunatamente i mezzi di lavoro cambiano e migliorano sempre“.

Sulle panche in attesa davanti alla bollatrice c’è un gruppo che aspetta d’iniziare il secondo turno. Tra loro tanti italiani d’importazione: marocchini, rumeni, uomini e donne. “Il lavoro è duro e tanto – mi dice uno – ma è sicuro e con tutte le garanzie. In questo momento di crisi non c’è affatto da vergognarsi a fare lo spazzino o raccogliere l’immondizia”. “Sai quando sono orgoglioso di ciò che faccio?” – mi domanda una ragazza – quando in tv vedo il resto d’Italia com’è messa e che da noi funziona“.

Il Cidiu, sono andato a curiosare sui dati aziendali, quest’anno avrà di media il 60% di raccolta differenziata. Giusto un meno 5% rispetto alla futura legge regionale. Un piccolo gap che vedrà impegnati i cittadini dei 17 comuni e naturalmente l’esercito del Cidiu.