La Città del Bio in assemblea per confermare l’ottimo lavoro svolto nell’ultimo biennio Ferrentino: "Abbiamo rilanciato la Città del Bio dopo un periodo di opacità, risanandone anche la gestione"

L'assemblea della Città del BioL'assemblea della Città del Bio

ROMA – Si è svolta oggi, giovedì 6 luglio presso la Camera dei Deputati,  l’assemblea annuale dell’Associazione Nazionale di Enti Locali e Regioni Città del Bio alla presenza dei delegati degli enti associati, dei parlamentari dell’intergruppo “Amici del Bio” guidati dalla coordinatrice Silvia Fregolent, insieme ai due onorevoli proponenti della Proposta di Legge a firma Fiorio Cenni, “Disposizioni per lo sviluppo e la competitività della produzione agricola e agroalimentare con metodo biologico“.

L’Assemblea è stata l’occasione per rilanciare, attraverso il seminario che si è svolto dopo l’assemblea, il lavoro sin qui compiuto per la conclusione dell’iter legislativo della nuova legge sull’agricoltura biologica regolamenta, seguendo l’impostazione che Città del Bio.

L’intervento del presidente Ferrentino

Antonio Ferrentino, consigliere regionale e presidente di Città del Bio è molto soddisfatto: “L’esperienza significativa, avviata in Piemonte, della costituzione dei Biodistretti  è una tappa fondamentale del lungo lavoro fin qui svolto. Città del Bio ha come fondamento coinvolgere le unioni di comuni, le rappresentanze delle imprese del settore dell’agroalimentare, del commercio e del turismo nonché le associazioni culturali, ambientali e storico eturistiche del territori“.

Dal convegno è emerso, a fronte delle polemiche di marca politica in Consiglio Regionale  del Piemonte, che l’Associazione Città del Bio ha impegnato esclusivamente risorse proprie per gestirne l’avvio e i lavori. Ora l’impegno dell’Associazione è concentrato a fare in modo che, nei mesi che restano della legislatura, anche il Senato della Repubblica approvi la Proposta di Legge, per avere uno strumento normativo innovativo, capace di potenziare l’azione che Città del Bio, come quelle di categoria, sta facendo per migliorare e potenziare le produzioni biologiche italiane.

In attesa di una legge sspecifica

Conclude Ferrentino: “L’assemblea è stata anche l’occasione per fare il punto sulla costituzione della rete europea Organic Cities Network Europe, che Città del Bio ha promosso fin dal Forum Mondiale dello Sviluppo Economico Locale di Torino 2015, ripresa poi negli incontri di Vienna, Norimberga e Milano, e che vedrà la nascita in autunno a Parigi, con lo scopo di stimolare, attraverso le Città e i Comuni maggiormente sensibili al tema della qualità, della sicurezza alimentare, della filiera corta, della difesa della biodiversità, dell’ambiente, dell’educazione alimentare, un diverso rapporto tra città e campagna, una nuova e diversa politica agro-alimentare e ambientale europea“.

La Città del Bio ha una gestione trasparente e corretta

Nel progetto lanciato a livello europeo da Città del Bio, è anche contenuta la proposta della costituzione di una Fondazione per l’agricoltura Bio Euro-Mediterranea, cui Città e Regioni italiane si candidano ad ospitarne la sede. “Infine – ha ricordato Ferrentinooggi abbiamo avuto l’occasione per raccontare il biennio di conduzione della nuova direzione dell’Associazione, che ne ha rilanciato l’azione dopo un periodo di opacità, risanandone anche la gestione“.

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