Città Metropolitana: la Appendino affida le deleghe ai Consiglieri M5S ma va sotto sull’Osservatorio della Torino-Lione In democrazia i voti contano e così il Consiglio boccia l'uscita dell'Ente dal tavolo del Governo

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TORINO – Appendino Uno esce come Sindaca di Torino dall’Osservatorio Governativo della Torino-Lione. Appendino Due, Sindaca Metropolitana non solo non ci prova, ma oggi la maggioranza dei Consiglieri, PD, Lega Nord e Forza Italia fanno passare una mozione che vincola l’ex Provincia a rimanere al tavolo governativo.

Così Chiara Appendino, in rappresentanza di tutti i Comuni della ex Provincia è costretta al ruolo di Penelope. Non le è infatti bastata la defezione dal voto dell’attualmente piddino e Sindaco di Villar Dora Mauro Carena  che si è sfilato dal voto per ordini di scuderia non di partito, ma di Unione Montana Bassa Valle Susa a guida Plano. Con 10 voti a 8 la mozione pro Osservatorio è passata. Carena ha prtecipato al dibattito , ma al momento del voto ha dichiarato “Non partecipo al voto”. Possibilità offerta dallo Statuto insieme al si/no e astensione.

E con questo passaggio istituzionale della Città Metropolitana non solo i suoi tecnici continueranno il lavoro e il contributo alla pianificazione del tavolo presieduto da Paolo Foietta, ma il medesimo, titolare con il suo staff, quale Commissario di Governo, in corso di sfratto di tre locali all’ottavo piano  di Corso Inghilterra, con tutta tranquillità potrà evitare di spendere qualche euro per una tessera del Sunia, il sindacato inquilini, per difendersi dal provvedimento firmato ad agosto dal Consigliere Dimitri De Vita. Foietta non ha commentato, ma qualche risata sotto i baffi oggi deve pur averla fatta.

“Questo perché con la nostra mozione – spiega Paolo Ruzzola, ex sindaco di Buttigliera Alta e capogruppo dei tre Consiglieri di centro destra – al primo punto chiedevamo che la Città Metropolitana continuasse a restare nell’osservatorio e che la sua permanenza avesse l’obiettivo di essere presente in quell’istituzione per potersi confrontare con il Governo, che peraltro con decreto vi ha inserito due suoi rappresentati quali membri di diritto,  portando tutti i contenuti e l’apporto tecnico delle sue strutture dei vari settori interessati: dalla pianificazione territoriale all’ambiente. Ma al secondo punto  chiedevamo anche, vista la certa disponibilità di locali di proprietà del’Ente – nonostante la riorganizzazione in atto – che gli Uffici del Commissario di Governo restassero presso il nostro Ente, tenuto anche conto del fatto che per tre uffici il Governo paga, in virtù del contratto che scade a dicembre, 15.000 euro anno di contribuzione.”

In aula si è scatenata la bagarre, anche se a un certo punto si era quasi addivenuto ad accordo, che di fatto accoglieva la mozione di PD e Centrodestra, lasciando aperta la possibilità di spostare il Commissario di Governo da Corso Inghilterra ad altri locali. Accordo poi ritirato in corso d’opera dallo stesso Consigliere De Vita.

Il Capogruppo PD Vincenzo Barrea calca la mano: “È la dimostrazione che Chiara Appendino e il Movimento 5 Stelle non possono pensare di governare la Città metropolitana di Torino con i colpi di mano”.

Quello dell’Osservatorio non è il solo guaio in cui si è cacciata la Appendino, che in conseguenza di uno Statuto dell’Ente che le assegna d’ufficio il ruolo anche di  Sindaco Metropolitano, anche senza avere una maggioranza a sostegno, si è vista approvare la mozione di PD e Centrodestra contraria il trasferimento del mercato di “Libero scambio” nel quartiere di Aurora., presso il Ponte Mosca, con cessione al Comune dell’area. “Siamo contrari a consentire l’assegnazione dell’area Ponte Mosca al Comune di Torino come sede  del mercato di “Libero Scambio”, per motivii di criticità sociale, ambientali, di sicurezza ed ordine pubblico che quel mercato – una specie di suk – comporterebbe per il quartiere della  Circoscrizione 7, che peraltro lo ha espressamente respinto”.

Oggi la Appendino ha anche epresentato i suoi Consiglieri delegati. Che però non hanno una maggioranza. Una situazione che mette in difficoltà la Appendino ogni volta che verrà in Consiglio. Se ne può uscire?

Per Ruzzola non sarà semplice  La Appendino ha incontrato venerdì i capigruppo. Noi sappiamo che il 90% degli atti li firma il Sindaco Metropolitano e delegati qualche decreto. C’è anche stata offerta la possibilità di avere delle deleghe. Ma non abbiamo detto che npon condivisiamo il progetto politico del suo Movimento. Per spirito istituzionale ci siamo detti disposti a lavorare per argomenti in apposite commissioni in modo da non trovarci in Consiglio provvedimenti di cui non sappiamo nulla. E invece anche le deleghe sono stati illustarrete prima ai dipendendenti  martedì che a noi oggi. L’unica soluzione per far funzionare l’Ente è arrivare a scelte condivise, attraverso un alvoro ed un confronto preventivo. La mi aimpressione è anche che molti consiglieri siano piuttosto imprerati sui tecnicismi amministrativi dell’Ente. E questo pone in difficoltà anche la Dirigenzza.. Vediamo se dopo oggi ci sarà un cambio di rotta:”

In aula la Appendino non ha commentato il passaggio della mozione.


Le deleghe assegnate in Città Metropolitana

MARCO MAROCCO – Vice Sindaco (Torino)

Bilancio, personale, organizzazione, patrimonio, sistema informativo e provveditorato, protezione civile, pianificazione territoriale e difesa del suolo, assistenza Enti Locali, partecipate.

ANTONINO IARIA (Torino) 

Lavori pubblici e infrastrutture.

ELISA PIRRO (Orbassano)

Ambiente e vigilanza ambientale, risorse idriche e qualità dell’aria,  tutela fauna e flora, parchi e aree protette.

DIMITRI DEVITA (Rosta)

Sviluppo montano, pianificazione strategica, sviluppo economico, attività produttive, trasporti.

BARBARA AZZARÁ (Torino)

Istruzione, orientamento e formazione professionale, sistema educativo, rete scolastica e infanzia, politiche giovanili, biblioteca storica.

CARLOTTA TREVISAN (Torino)

Diritti sociali e parità, welfare, minoranze linguistiche.

ANNA MERLIN (Cumiana)

Affari istituzionali, affari e servizi generali, gare e contratti, comunicazione istituzionale, turismo, relazioni e progetti europei ed internazionali.