Città Metropolitana: si vota il 9 ottobre il nuovo Consiglio dell’Ente col metodo ponderato Finisce il periodo transitorio: tornano al voto tutti i consiglieri dei 316 Comuni dell'ex Provincia, ma "uno non vale uno"

Gli Uffici della Città Metropolitana in Corso Inghilterra a Torino (Foto MC)Gli Uffici della Città Metropolitana in Corso Inghilterra a Torino (Foto MC)

Torino – La Città Metropolitana di Torino ha fissato la data dell’elezione del nuovo Consiglio Metropolitano: si voterà domenica 9 ottobre a Palazzo Cisterna, sede storica dell’Ente in Via Maria Vittoria,  e in dieci seggi decentrati. Le operazioni di voto si svolgeranno dalle 8 alle 20 nel seggio centrale enelle dieci sezioni distaccate nelle sedi dei Comuni di Chieri, Chivasso, Ciriè, Collegno, Ivrea, Moncalieri, Pinerolo, Rivarolo Canavese, Settimo Torinese e Susa, secondo la suddivisione territoriale. Per ciascun seggio saranno formate singole liste elettorali, comprendenti i Sindaci ed i Consiglieri dei soli Comuni appartenenti al rispettivo seggio. I Grandi Elettori chiamati al voto sono cieca 3.800.

Con un Decreto firmato dalla neo Sindaca metropolitana di Torino, Chiara Appendino, sono stati infatti convocati  i comizi elettorali per l’elezione del Consiglio della Città Metropolitana di Torino, secondo le modalità previste dalla Legge 56 del 2014 e dalle successive modificazioni ed integrazioni.

I dati degli scrutini confluiranno poi all’Ufficio Elettorale Centrale. Le operazioni di verifica da parte dell’Ufficio Elettorale Centrale, finalizzate alla proclamazione degli eletti, inizieranno alle 8 di lunedì 10 ottobre.
Possono essere eletti alla carica di componenti del Consiglio i Sindaci e i Consiglieri dei Comuni ricompresi nel territorio della Città Metropolitana in carica alla data corrispondente al termine finale fissato per la presentazione delle liste. Una scelta, qualla del nuovo statuto dell’Ente, divers ada qualla fatta a Roma, Milano e Napoli, dove invece si è scelto di prevedere l’elezione diretta a suffragio universale (anche se mancano le norme attuative nazionali del caso).

L’elezione avverrà  sulla base di liste concorrenti, composte da un numero di candidati non inferiore a 9 e non superiore a 18, che devono essere sottoscritte da almeno il 5% degli aventi diritto al voto, accertati al 35° giorno antecedente quello della votazione, quindi con scadenza 5 settembre. Il Consiglio sarà  composto dal Sindaco Metropolitano, che lo presiede, e da 18 consiglieri eletti, fra cui  verranno scelti il Vice Sindaco e i Consiglieri Delegati, quelli che furono gli Assessori.

Sarà una competizione tutta in politichese, con manuale Cencelli alla mano, per capire dove potrebbero cadere i voti dei grandi elettori, ma soprattutto quelli dei consiglieri di Torino e prima cintura, dove ci sono i voti che “contano”.  I voti degli elettori, infatti,  non “pesano” tutti allo stesso modo. I Comuni della Città metropolitana sono  divisi in fasce demografiche  e il voto di sindaci e consiglieri va ponderato per la quota di popolazione che essi rappresentano rispetto al totale della popolazione della Città Metropolitana.Una volta effettuata la ponderazione, si sommano i voti ponderati (voto*indice di ponderazione) ottenuti in tutte le fasce, determinando così la cifra elettorale ponderata di ogni lista e la cifra elettorale ponderata di ogni candidato. I seggi spettanti a ciascuna lista vengono individuati tramite l’applicazione del classico metodo D’Hondt e vengono quindi eletti i candidati della lista con la cifra individuale ponderata più alta. In caso di parità fra due o più candidati viene eletto il candidato del sesso meno rappresentato.

Vewdremo quante liste ci saranno, se il fu centrodestra, o almeno la parte non Lega, troverà un accordo con il PD, oppore se si arriverà al voto con 3 o 4 liste, gioco che potrebbe favorire il M5S e l’Appendino, che però potrebbe anche uscire dal voto come “anatra zoppa” senza una maggioranza in Consiglio. I giochi da bilancino sono appena iniziati.