Coazze, il presidente Mattarella in visita all’Ossario di Forno Bagno di folla per il Capo dello Stato che ha anche partecipato all'intitolazione della scuola media a Giulio Nicoletta

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a Forno di CoazzeIl presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a Forno di Coazze

COAZZE- Coazze ha salutato, stamattina, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenuto all’Ossario di Forno per ricordare i 70 anni del,la costruzione del monumento che ricorda 98 caduta per la Libertà in Val Sangone. Alla cerimonia erano presenti anche le delegazioni di Marzabotto, Sant’Anna di Stazzema e Boves, altre città martiri della Resistenza. La manifestazione è stata introdotta dal sindaco di Coazze, Mario Ronco, che ha ricordato come da quel sangue versato siano nate la libertà, la solidarietà e 70 anni di pace sul continente europeo. Carlo Giacone, primo cittadino di Giaveno, ha invece richiamato alla memoria l’ottobre del 1997, quando l’allora Capo dello Stato, Oscar Luigi Scalfaro, insignì Giaveno (e con essa, tutta l’alta Val Sangone) della medaglia d’argento al Valor Militare, proprio per la straordinaria lotta per la Libertà negli anni 1943- ’45. Piero Fassino, sindaco di Torino, nonché presidente del Comitato dell’Ossario di Forno, ha salutato Mattarella ricordando, commosso, le figure dei grandi comandanti partigiani che operarono in queste zone, come suo padre Eugenio. Il presidente della Repubblica ha infine salutato con sentita commozione le circa mille persone accorse per salutarlo, invitandole a non disperdere la memoria di chi, partigiano o civile, ha perso la vità per difendere gli ideali in cui credeva. Al termine della cerimonia all’Ossario, che ha visto anche un momento di preghiera congiunta cattolico- valdese (guidata rispettivamente da Mons. Valter Danna, vicario generale dell’arcidiocesi di Torino, e dal pastore Davide Rostan, guida del tempio valdese di Coazze), il corteo presidenziale si è spostato nel vicino luogo in cui alcuni partigiani e civili furono gambizzati e lasciati morire dissanguati dai tedeschi durante un rastrellamento. Intorno a mezzogiorno, il Capo dello Stato è infine partito alla volta del centro di Coazze, dove ha presieduto la cerimonia d’intitolazione della scuola secondaria di I grado al comandante partigiano Giulio Nicoletta, deceduto nel 2009.