Coazze: inaugurazione stasera di “Porta Palazzo Crocevia di Etnie” Questa sera nella Sala conferenze dell'Ecomuseo dell'Alta Val Sangone la mostra di Emanuele Rossi

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COAZZE – Debutta questa sera alle 21, nella nella Sala conferenze dell’Ecomuseo dell’Alta Val Sangone la mostra fotografica “Porta Palazzo Crocevia di Etnie” di Emanuele Rossi, Presidente del Circolo fotografico “Il Mascherone”. La mostra rimarrà aperta fino al 30 aprile.
Un debutto, perché come racconta l’autore, è stata portata nei Circoli fotografici del Piemonte, ma questa è la prima volta che viene allestita come vera e propria mostra.

Il racconto di Emanuele Rossi

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Emanuele Rossi, autore della mostra “Portapalazzo Crocevia di Etnie”

È sicuramente una scelta controcorrente scegliere Porta Palazzo, perché viene visto come un luogo da evitare – spiega raggiunto telefonicamente da L’Agenda.News invece per me, forse perché non la vivo da residente, è affascinante. Non è soltanto il più grande mercato d’Europa, è un intreccio di realtà e culture di tutti i tipi: dalla cucina alla moda. Il 60% delle etnie del mondo si trova a Porta Palazzo e ciò la rende il luogo d’Italia con più varietà umana“.
Un progetto fotografico che ha richiesto 4 anni di lavori. “Per fortuna lavoro abbastanza vicino a Porta Palazzo – continua Rossi – pertanto mi recavo lì tutti i giorni per tutto l’anno. A volte anche prima di cominciare a lavorare, alle 5 o alle 6 di mattina“.
Stando a contatto con gli ambulanti e la gente che vive Porta Palazzo Rossi si è guadagnato la loro fiducia, arrivando a “farmi portare anche nelle loro case e nei loro magazzini, oltre che stare con loro quando smontavano la sera“.
Scopo di questo primo step, perché il progetto si costituisce di più parti, è “mettere in risalto il lato umano di Porta Palazzo, infatti il mercato passa in secondo piano a favore della ritrattistica. Gli aspetti negativi e quelli critici non vengono nascosti, infatti negli ultimi scatti della mostra vengono accennati, anche se saranno materiale per la seconda fase“, per cui è previsto un tempo di lavoro di 2 anni, precisa Rossi.
Molti mi hanno chiesto se ho avuto dei problemi in questi anni – rivela – in sincerità: no. Spesso quando lo dico la gente strabuzza gli occhi, ma è vero. Sono andato sempre in giro ‘alla luce del sole’ con una macchina fotografica professionale al collo e non ho avuto guai. Certo, non ho mai effettuato scatti rubati né nascosto la macchina fotografica, ho sempre fatto vedere cosa stavo facendo. E, anzi, quelle due o tre persone che mi hanno fatto storie erano italiani!“.

Orari di apertura mostra:
dal martedì al venerdì e domenica 9:30 – 12:30
sabato 15:30 – 18:30