Collateral beauty: nelle sale alla ricerca delle piccole grandi “bellezze collaterali” che la vita regala Will Smith interprete di un'altra emozionante sceneggiatura

cinema

UN nuovo commovente Christmas Carol, nelle sale in questi giorni, per far riflettere il pubblico sui profondi temi legati al significato della vita. Will Smith torna sul grande schermo, proseguendo il filone di impressionanti sceneggiature che da “La ricerca della felicità” e “Sette anime” porta dritto all’ultimo “Collateral beauty”. Una commedia drammatica che sa trattare con delicata leggerezza topos come Amore, Tempo e Morte: le tre dimensioni, le tre parche che tessono i destini di ciascuno. Amore, Tempo e Morte interpretati, come nel Christmas Carol di Dickens, da tre improbabili attori – fantasmi, pronti ad apparire nelle giornate spente di Howard, pubblicitario newyorchese di successo che ha perso il gusto, la voglia di vivere a seguito di una tragedia famigliare. Spirito dichensiano anche nell’ambientazione, la Grande Mela dei frenetici giorni della vigilia di Natale, riscaldati dagli addobbi e dalle luci. Palcoscenico luccicante sul quale si alternano le vite non solo del protagonista, ma anche dei suoi tre amici e colleghi più cari, riuniti nell’intento di scuotere Howard dalla profonda depressione in cui è caduto e che alla fine non possono non rimettere in discussione anche le proprie esistenze.

Ottima la scrittura della sceneggiatura, che affronta tematiche di così grande portata senza mai cadere nel banale e non scivolando nel patetico o in un sentimentalismo gratuito, riuscendo a commuovere sfiorando le corde più profonde dell’animo e regalando un inaspettato colpo di scena finale.

Senz’altro una delle migliori pellicole di questa stagione, “Collateral beauty” conferma il talento drammatico di Will Smith, affiancato da Kate Winslet, oltre che di ottimo storyteller dello sceneggiatore Allan Loeb. Da non perdere.