A Collegno la prima pietra d’inciampo dedicata a Massimo De Benedetti La posa è avvenuta alla Certosa Reale per mano dell'artista Gunter Demnig

A Collegno la prima "pietra d'inciampo" A Collegno la prima "pietra d'inciampo"

COLLEGNO – “Con la memoria nessuno muore“. Questo è il messaggio che il sindaco, Francesco Casciano, ha voluto trarre dalla posa della prima pietra d’inciampo a Collegno. Un’idea che nasce da una iniziativa di Gunter Demnig, artista tedesco, che tramite la posa di queste “Stolpersteine” vuole ricordare le vittime dei campi di sterminio. La città di Collegno ha voluto dunque far rivivere il ricordo di Massimo De Benedetti con la pietra d’inciampo.

 

La posa della “pietra d’inciampo”

Dinanzi al portale Juvarra della Certosa Reale, l’artista ha posto una targa d’ottone su cui sono incise le parole “Qui abitava Massimo De Benedetti nato 1911, arrestato 11.6.1944, deportato Auschwitz, assassinato 31.10.1944“. Ed è proprio a De Benedetti che è stata dedicata la pietra d’inciampo. “Dobbiamo impegnarci per far si che questo ci faccia riflettere, per ricordare – ha commentato il sindaco Casciano -. Queste pietre di inciampo ci regalano un momento di pensiero. Massimo De Benedetti ha vissuto due lager, quello dell’ospedale psichiatrico e quello del lager nazista. Quando passate di qui leggete il suo nome, che da Collegno è morto ad Auschwitz. Con la memoria nessuno muore. Questa è una goccia che salverà  l’umanità”. Lo scopo di queste pietre, infatti, è quello di far “inciampare” i cittadini che vi passano accanto, così che si fermino. Chinando il capo, per leggere quelle semplici parole che hanno un grande significato, si ricorda una vittima del nazismo attraverso una pietra che ha un immenso valore: quello della memoria.

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