Com’è lo stato di salute del nostro sistema sanitario? Boraso: "Il miglioramento sarà possibile solo se accanto a processi di riorganizzazione interna"

 

Un progressivo miglioramento della qualità delle cure, in particolare nell’area ortopedica e chirurgica, una riduzione in generale del numero dei ricoveri e degli interventi ad alto rischio.  Ci sono, ormai in modo costante, differenze significative tra le regioni e tra le singole realtà ospedaliere. Ecco cosa emerge dalla fotografia della sanità italiana presentato dal Programma Nazionale Esiti del 2015, redatto dall’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali e presentato di recente a Roma presso il Ministero della Salute.

L’ANALISI – grazie a questa ricerca è possibile analizzare parte dell’attività sanitaria erogata dalla nostra ASL nell’anno 2014. Secondo gli indicatori utilizzati a livello ministeriale le nostre strutture sanitarie sono caratterizzata da importanti aree di specializzazione di estrema eccellenza in termini di produttività e di esito. Nello specifico l’area dei servizi cardiologici costituisce, per l’Azienda, un valore di eccellenza a livello regionale superando di gran lunga la soglia minima ministeriale relativa ai volumi di attività di trattamento, ad esempio, dell’infarto raggiungendo oltre 900 ricoveri totali.

 

LE NOTE NEGATIVE – Secondo i dati  la chirurgia con tecnica laparoscopica e quella a ciclo diurno mostrano però importanti margini di miglioramento: nonostante i volumi di ricovero siano superiori alla media regionale la percentuale media di pazienti con degenza postoperatoria inferiore a 3 giorni nei tre presidi ospedalieri si attesta solo al 44,5% valore di molto inferiore rispetto al minimo ministeriale del 70%. Da ultimo, ad esempio, per l’area ostetrico-ginecologica sono ben 2.344 i parti eseguiti nei punti nascita aziendali nell’anno 2014. Di questi solo il 16%  è stato eseguito secondo la modalità del taglio cesareo. 

RIORGANIZZAZIONE INTERNA – A margine della lettura il dottor Flavio Boraso, direttore Generale dell’ASL ha dichiarato che: “Un punto di partenza alquanto positivo, ma meritevole di un continuo e necessario miglioramento per fornire una risposta ampia e qualificata ai bisogni reali che coinvolgono un numero elevato di pazienti; il miglioramento sarà possibile solo se accanto a processi di riorganizzazione interna”.