Compensazioni della Torino-Lione: la Regione Piemonte ha approvato il finanziamento chiesto dal Sindaco Plano A Susa per il salavataggio e restauro del Teatro Civico pronti quasi 4 milioni di euro. I lavori potrebbero cominciare nel 2018

Il teatro Civico di SusaIl teatro Civico di Susa

TORINO – La Seconda Commissione Consiliare della Regione Piemonte, presieduta oggi anziché da Nadia Conticelli, proprio dal consigliere Antonio Ferrentino, ha espresso parere favorevole sull’utilizzo delle risorse compensative della Linea ferroviaria Torino-Lione assegnate per gli interventi nel Comune di Susa. Una cifra complessiva di 3 milioni e 900 mila euro che sarà utilizzata per il recupero del Teatro Civico e per il restauro della gradinata di accesso al Castello di Susa.

L’intervento fa parte dei primi 10 milioni di fondi, messi a disposizione del territorio della Valsusa, quali misure compensative correlate alla realizzazione del collegamento ferroviario Torino-Lione, quali “opere e misure compensative dell’impatto territoriale e sociale d el quadro di accompagnamento dell’opera”.

Nello specifico queste risorse fanno riferimento alla Delibera CIPE n. 62/2016. “Opera di Valorizzazione patrimonio archeologico recupero teatro civico e pertinenze – restauro gradinata castello nel territorio del Comune di Susa” così come individuate dalla Regione Piemonte  – su specifica indicazione dell a Giunta Plano. E sarà la Regione a fungere da stazione appaltante, quale come soggetto incaricato della gestione delle risorse finanziarie e quale stazione appaltante, ruolo che verrà svolto dalla SCR, la società regionale di committenza.

“Misure compensative per la Nuova Linea Torino-Lione”

Un altro passo verso l’arrivo del finanziamento straordinario  nel capoluogo valsusino è stato fatto. Dopo l’approvazione delle misure compensative previste dalla nuova linea Torino-Lione da parte del Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (CIPE) adesso i 3 milioni e 900 mila euro richiesti prima da Gemma Giorio, poi dalla giunta Plano sono in arrivo. In realtà in questa cifra totale vanno considerati i 400 mila euro già del comune poi trasferiti alla Regione che adesso ritorneranno in Valle. L’altr ametà dei 10 milioni è infattidestinata al Comune di Chiomonte, che in gran parte li destinerà alla metanizzazione,

I commenti politici su fronti opposti

Plano ha chiesto e riceverà compensazioni della cosiddetta TAV? Ebbene si, tradotto in termini bruti e sintetici. Con questo documento è palese che si è aperto un caso politico di spessore nell’ambito della Bassa Valsusa. In molti si chiedono come si giustificherà adesso la Giunta guidata da Sandro Plano di fronte allo zoccolo duro dei Notav dei duri e puri, che a Susa hanno permesso la vittoria dell’attuale maggioranza per appena 8 voti, che hanno da sempre visto le compensazioni come fumo negli occhi. Il sindaco non sembra preoccupato, anzi. “Sono felice perché su questa vicenda abbiamo lavorato molto e sarà un motivo di crescita per la Città. l’ho ripetuto mille volte, questi soldi sono dovuti e non sono certo una richiesta o un’elemosina. I lavori a questo punto potrebbero cominciare all’inizio dell’anno prossimo” dice Plano raggiunto al telefono.

Idem sentire per Gemma Giorio Amprino , ex sindaco e capogruppo all’opposizione: “Siamo felici che una nostra azione finalmente arrivi a conclusione” . Ma poi la Amprino, espressa la soddisfazione,  si sfila  i sassi acuminati dalle scarpe: “Faccio però notare tre aspetti importanti. I soldi per il restauro del Teatro sarebbero dovuti arrivate dai fondi europei e in parte dalle compensazioni, ma Plano ha perso i primi e adesso sono unicamente legati alla costruzione della Torino-Lione. La nostra richiesta iniziale era molto più elevata e articolata, ma per inerzia dell’attuale amministrazione Susa riceverà di meno. La terza è che in campagna elettorale noi fummo attaccati  – da chi poi ha vinto per un manciata di voti  – perché chiedevamno e accettavamo “i soldi della TAV”, lo “sterco del diavolo” . Ovvero esattamente ciò che ha fatto Plano adesso“.

Particolarmente soddisfatto è anche Antonio Ferrentino,  cui è toccato presiedere oggi la II Commissione Consiliare Trasporti che ha dato parere consultivo alla proposta della Giunta su richiesta  dell’assessore ai Trasporti Balocco.  “L’ intervento fa parte dei primi 10 milioni di fondi quali misure compensative correlate alla realizzazione di progetti pilota nei territori interessati dal collegamento ferroviario Torino Lione individuando la Regione Piemonte quale soggetto aggiudicatore dell’opera, approvata dal Comune di Susa con la delibera di Giunta n° 87 del 25 novembre 2016.

L’auspicio ora è che dopo questi primi 10 milioni di euro destinati ad interventi nei Comuni di Chiomonte e Susa, presto si possano finanziare altri interventi a cui si sta lavorando predisponendo progetti di sviluppo intersettoriali e capaci di generare nuova imprenditorialità e possibilità occupazionali. E’ stato fatto un buon lavoro di squadra, che ha visto coinvolti la Regione ed i Sindaci di Susa e Chiomonte che avevano avanzato le richieste”.

A partire lancia in resta in direzione Susa è invece la collega di Ferrentino, Francesca Frediani, consigliera pentastellata, Notav da “battaglia”: “Oggi si è discussa la delibera che indica SCR Piemonte Spa come centrale di committenza per la gestione degli appalti delle compensazioni del TAVUna procedura burocratica complessa che sancisce l’utilizzo delle compensazioni da parte del Comune di Susa, dopo la perdita del cofinanziamento europeo, per il restauro del Teatro Civico.
Il meccanismo delle compensazioni dimostra tutti suoi limiti: mance per il territorio che sicuramente non potranno far dimenticare la devastazione portata dalla grande opera inutile e non potranno risarcire né i cittadini che perderanno la casa per fare spazio alla stazione internazionale di Susa né quanti subiranno l’impatto del cantiere e del trasporto dello smarino previsto per i prossimi anni.

L’intera Valsusa – prosegue la Frediani – è destinata a pagare un prezzo altissimo, altro che compensazioni. Il nostro auspicio è invece che gli amministratori dei territori coinvolti non pensino di poter svendere il territorio e che l’Osservatorio, organismo senza nessun potere decisionale e da tempo popolato da soggetti estranei alla realizzazione dell’opera, non diventi un luogo parallelo alle istituzioni e al di fuori del controllo delle stesse. Spazio destinato a spartirsi risorse per accrescere il consenso intorno ad un’opera portata avanti con ostinazione e che dovrebbe essere da tempo abbandonata, per dedicare la stessa ostinazione per risolvere i gravi problemi economici del nostro Paese”.

I lavori comunque partiranno e saranno appaltati da SCR Piemonte, che dovrà  definire gli aspetti di dettaglio con una successiva convenzione da sottoscrivere con la Città di Susa, che nel frattempo dovrà procedere alla revisione del progetto definitivo e del relativo quadro economico finanziario.

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