Comune e proprietari dei terreni del Frais resisteranno in Tribunale all’usucapione da parte di “Dedalo srl” In un infuocato Consiglio aperto si è dibattuto della causa intentata dalla proprietà dei vecchi impianti. Chiesti alla Fondazione XXI marzo 3 milioni per una nuova seggiovia

Uno scorcio delle piste del Frais (Foto Marco Cicchelli)Uno scorcio delle piste del Frais (Foto Marco Cicchelli)

CHIOMONTE  – Poiché l’iter della causa di usucapione da parte di Dedalo srl, proprietaria dei vecchi impianti del Pian del Frais, per i ottenere la proprietà dei terreni destinati da sempre a piste da sci sta per giungere a termine, salvo opposizione dei proprietari dei terreni, il Comune ha convocato  un’assemblea pubblica – aprendo il Consiglio Comunale – per capire quali modalità attivare per opporsi a tale richiesta. Una richiesta che il Sindaco Silvano Ollivier aveva annunciato, ma che è anche stata formalmente richiesta dalla minoranza. Cosa ch eè avvenuta nel consiglio di venerdi 20 maggio.

La presenza, di residenti o comunque persone interessate dalla richiesta di usucapione è stata numerosa, ma non esaustiva dei chiamati in causa dalla Dedalo, nella persona di Marco Cerutti quale suo delegato. Sono oltre 100 i proprietari singoli o consorziati, compresa la Parrocchia di Chiomonte, per oltre 200 particelle catastali interessate, comprese quelle comunali dove insistono vecchi skilift la seggiovia Sauzea. Ovviamente all’appello mancavano parecchie persone coinvolte, sparse lontano dalle Valle non avvisate che a mezzo pubblicazione sul quotidiano “La Stampa”, come legalmente avviene in casi di citazione così numerosa di parti, ex art. 150 del Codice di Procedura civile.

Resta il fatto – ha detto il Sindaco Silvano Ollivier che in sostanza tanti proprietari non residenti in loco non sanno nulla dell’istanza e se non producono opposizione si troveranno a loro totale insaputa espropriati delle loro proprietà. In ogni caso Il comune si sta già attivando producendo documentazione a supporto della contestazione della richiesta di Dedalo srl. Purtroppo sono emersi  l’arrabbiatura e il disagio di tutti gli interessati, che pur avendo continuato negli anni a coltivare o far coltivare i propri terreni si trovano a dover difendere proprietà di valore modesto con spese legali imponenti.”

E quindi ora il Comune che farà?

“Aldilà delle parecchie parole e battute pesanti con alcuni che invocavano l’ISIS a sanare un procedimento civile con argomenti più incisivi – continua Ollivier – io sono sconfortato nel dover spendere soldi pubblici, che pur nella convinzione di vincere la causa poi mi troverò con la difficoltà di recuperare dal richiedente dell’usucapione i costi della causa. Quindi resisteremo in giudizio. E’ emersa anche la obbligatorietà del rispetto della Legge Regionale che prevede che i comuni individuino le zone destinate a piste.”

Nel corso della animata discussione alcuni citati hanno evidenziato discrasie della richiesta di alcuni terreni lontanissimi ed isolati dal contesto piste, immobili privati  attualmente abitati o terreni addirittura recintati. E al “dibattito” ha partecipato quale invitato anche l’Avv. Tizzani, col quale tre proprietari di terreni usucapendi hanno iniziato l’iter procedurale di avversità alla richiesta. Lo stesso ha di fatto risposto a numerose domande di natura giuridica poste dal pubblico, in assenza del legale del Comune.

Marco Cerutti da parte sua dice di non essere stato informato dell’incontro (nda fra i citati nell’atto di usucapione anche i suoi genitori in quanto proprietari di terreni) ma ribadisce la legittimità della sua azione: “Fermo restando che la Dedalo srl ha in capo le titolarità dell’esercizio piste, quest’inverno avevo avvisato  in un incontro diretto il Sindaco di quanto avrebbe potuto accadere se se non si giungeva ad un accordo fra le parti. Lui poi ha negato, dicendo di esserne giunto a conoscenza solo quando il Giudice ha dato mandato della pubblicazione su “La Stampa” dell’atto. Dopo quella data, ci siamo risentiti e semplicemente mi ha detto “Credevo scherzassi”. Beh non era così. E ricordo solo, che la Legge Regionale 2 sulle piste è del gennaio 2009 e il Comune è inadempiente.” 

Ma oltre questa manovra legale – evidentemente poco gradita – ma legittima, che intenzioni ha la sua società nei confronti del futuro del Frais? Perché mi pare chiaro che i rapporti col Comune non siano idilliaci…

“A questa domanda non voglio aggiungere nulla. Non faccio polemiche inutili. Su questa azione legale invece aspettiamo il giudizio, molto fiduciosi.”

Nel frattempo su questa vicenda maggioranza e minoranza si sono, con i relativi distinguo, ricompattati. E nel Consiglio è passata una delibera con l’astensione del Gruppo guidato da Giorgio Guglielmo,  con la quale sulla base di un preliminare di fattibilità, si richiedono alla Fondazione XX Marzo circa 3 milioni di Euro, per la realizzazione di una nuova seggiovia biposto “Scoiattolo – Intermedia, che da quota 1630 metri circa, porterebbe gli sciatori della stazione sciistica in zona “Intermedia” a livello 1910 metri, con una portata oraria di 1.200 persone, per una lunghezza di circa 950 metri.

“L’attuazione di tale impianto costituirebbe – ha detto Ollivier leggendo la relazione annessa – un’opera comunque essenziale ed armonica nell’ambito di un più ampio piano di sviluppo impiantistico e sciistico/turistico del Frais, realizzabile nel tempo, anche per tappe successive. Occorre ricordare che degli interventi suddetti risulta già disponibile specifica documentazione inerente studi di fattibilità da cui è desumibile il progetto preliminare relativo all’intervento proposto comprensivo di opere annesse e connesse. Al momento, la situazione nel suo insieme risulta particolarmente complessa, per cui sarebbe opportuno procedere rapidamente con azioni efficaci volte a risolvere i problemi esistenti e salvaguardare il contesto turistico del Frais e semplificare lo scenario di riferimento. Per cui è necessario  procedere con le motivate richieste di finanziamento alla Fondazione XX Marzo della richiesta finalizzata alla realizzazione dell’impianto “Scoiattolo”, nonché delle opere annesse e connesse secondo la  relazione predisposta  dallo Studio BBE dell’Ing. F. Belmondo.” 

Un primo passo affinché anche Chiomonte, prima che le risorse del “Tesoretto Olimpico” si esauriscano a vantaggio di Comuni più attivi, benefici come Comune Olimpico dei fondi ancora a disponibili.