Con il Corpo Musicale La Rivaltese i piccoli talenti crescono

RIVALTA – Un corso gratuito sul flauto dolce per capire di quale strumento “innamorarsi”. Il venerdì pomeriggio è musicale, nel salone al piano terreno della scuole media Don Milani, fra note insegnate, solfeggi provati e riprovati e brani accennati e poi suonati, sotto le orecchie attente e gli occhi vigili degli insegnanti volontari del Corpo Musicale La Rivaltese che regalano tempo, impegno e sapienza ai giovanissimi allievi. Arrivano alla rinfusa, i piccoli musicisti, fra sorrisi, risate, saluti ed entusiasmo per la merenda a base di biscotti preparati dall’insegnante Martina. Ci sono l’undicenne Jasmine che suona il violino da un anno e  il fratello Gabriele appassionato di chitarra, Giuditta che si avvicina al flauto dolce con l’aiuto di  Carol, piccola futura clarinettista che ha imparato a leggere prima la musica e poi le parole, Caterina che ha lasciato da poco il flauto per amore del violino, Pietro il musicista tutto fare iscritto al corso di chitarra ma autodidatta nel flauto dolce e nella tromba, e poi Francesca che al momento suona il flauto e Gabriele giovanissimo percussionista già in Banda. A loro si aggiungono ben presto l’appassionato di trombone Giovanni, Romeo che si sta avvicinando alla musica e Augusto ancora indeciso fra il sax e il flicorno. E poi si comincia la lezione, con Alessandro e Simone che sotto la guida di Pietro si esercitano con le note sul rigo e con il flauto, mentre  Alessia, Francesca e Beatrice che sta ancora aspettando di capire quale strumento scegliere si accostano alla musica che diventa un paese fantastico fatto di strade con cinque corsie e quattro spazi  chiusi da una chiave speciale, detta chiave di violino. A poca distanza, Matteo e Riccardo imparano le prime note e la difficilissima chiave sotto lo sguardo attento di Gabriella che in sei mesi ha appreso così bene il flauto traverso preso in prestito dall’insegnante da entrare a buon diritto nella Banda, e a tutti loro, come a Francesco, Romeo, Azzurra e Andrea, e anche ai piccoli futuri batteristi Loris e Edoardo, è ben chiaro che la scuola di musica non è obbligatoria ma è pur sempre un scuola, per cui vengono prima i compiti di scuola e poi, senza discussioni, quelli di musica. Perciò loro, come anche Lorenzo, Matteo, Davide, Sara, Alex, Francesca, Elisa, Giorgia, Martina, Giulia, Gregory, Christian e tutti gli altri piccoli allievi, sono molto seri e concentrati, pronti e seguire le indicazioni delle insegnanti, provando e riprovando più volte, perché non  importante essere subito bravi e se le note non riescono bene non è davvero un problema. Così tutti suonano, studiano e s’impegnano, solfeggiano, scrivono note o ascoltano le spiegazioni sui “quarti”, mentre nuovi allievi continuano ad arrivare un pochino intimiditi e le mentre le mamme s’informano e chiedono spiegazioni su questa scuola che sembra un gioco dove si ride e si scherza ed è invece un laboratorio musicale  dove i piccoli talenti crescono.